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| 10 set 2023 | 16:08

Disagio psichico, esplodono le richieste di aiuto. Le esperte: ''Si parla di un aumento del 400% e l'età di chi ha bisogno si abbassa sempre di più''

Il 10 settembre è la Giornata mondiale per la prevenzione del suicidio. La psichiatra Wilma Di Napoli: "Quadruplicate le richieste di aiuto da parte dei giovani. I casi di suicidio riguardano soprattutto gli anziani". Anna Cavedon, di Ama: "Attiva la linea telefonica di ascolto 800 061650, con cui rompiamo la solitudine" 

Disagio psichico, esplodono le richieste di aiuto
di Sara Marcolla

TRENTO. Aumenta il disagio psichico, soprattutto tra i giovani, ed esplodono le richieste di aiuto, in Italia e anche in Trentino. In occasione della Giornata mondiale per la prevenzione del suicidio, che ricorre il 10 settembre, Telefono amico ha diffuso i dati relativi ai primi sei mesi del 2023. Si è registrato a livello nazionale un boom delle richieste: sono state circa 3700, il 37% in più rispetto al 2022. Quasi una su tre arriva da under 26. Secondo l'Organizzazione mondiale della sanità, nel 2019 il suicidio era tra le prime cause di morte tra i giovani nella fascia di età tra i 15 e il 29 anni.

 

“In Trentino – spiega Wilma Di Napoli, psichiatra referente per il progetto di prevenzione “Invito alla vita” - se durante la pandemia si era registrata una flessione del fenomeno, dallo scorso anno sono quadruplicate le richieste di aiuto, soprattutto da parte dei giovanissimi, quindi una fascia di età che va dai 12 ai 22 anni circa. Si parla di un aumento delle richieste di presa in carico da parte dei servizi nell'ordine del 400%. Un altro fenomeno che abbiamo rilevato – aggiunge Di Napoli - è che si anticipa l'età della comparsa del disagio”. In altre parole, i sintomi del malessere psichico che possono sfociare in gesti di autolesionismo iniziano a presentarsi in età preadolescenziale. “Sono segnali che dimostrano come i nostri ragazzi e ragazze stiano soffrendo, magari di solitudine, di difficoltà relazionali o esistenziali, di competizione” spiega Di Napoli.

 

Se i giovanissimi tendono a compiere atti di autolesionismo, il fenomeno del suicidio colpisce, invece, soprattutto gli anziani. “Chi compie il gesto in Trentino sono in particolare gli over 70 o addirittura over 80”. spiega ancora Di Napoli.

 

Per ridurre il rischio di arrivare a situazioni di estremo disagio e al suicidio è fondamentale la prevenzione. Va in questa direzione il progetto “Invito alla vita”, promosso dall'Azienda sanitaria trentina in collaborazione con l'Associazione Auto Muto Aiuto e una rete di servizi pubblici e privati.

 

Il progetto ha come cardine la linea telefonica gratuita e anonima di ascolto (la helpline) 800 061650, disponibile dalle 7 del mattino all'una di notte. “Si basa sull'ascolto attivo e non giudicante - spiega Anna Cavedon, una delle operatrici di Ama del progetto “Invito alla vita”. - Attraverso questa linea telefonica raccogliamo richieste di aiuto e diamo informazioni sui servizi attivi sul territorio. E' un modo per alleggerire le sofferenze di chi chiama e per rompere la solitudine. Le richieste di aiuto riguardano persone che manifestano qualche forma di sofferenza, solitudine, depressione, ansia, attacchi di panico, dipendenze”.

 

Fondamentale è la prevenzione e la sensibilizzazione. “Va abbattuto lo stigma che avvolge la malattia mentale e il suicidio – commenta Cavedon. - Troppo spesso infatti di questi fenomeni non si vuole parlare, sono un tabù; ma “Non parlarne – come dice lo slogan di Telefono Amico della Giornata mondiale per la prevenzione del suicidio – è un suicidio”.

 

Lo stigma legato al suicidio provoca solitudine e isolamento nei sopravvissuti, in coloro che hanno perso un caro per suicidio. “Questo rende loro difficile parlare della sofferenza che vivono, condividere questo loro dolore – spiega Cavedon”. Si stima che per ogni persona che si toglie la vita, ci sono dalle 6 alle 10 persone colpite dal lutto tra familiari, amici e colleghi. Su questo fronte lavora il gruppo di auto mutuo aiuto dedicato proprio ai sopravvissuti attivo a Trento. “In questi incontri si rompe il tabù, lo stigma, la vergogna. Si condivide il dolore e si promuove la salute insieme” aggiunge Cavedon.

 

In questa direzione vanno due iniziative in programma nelle prossime settimane a Trento. Il primo incontro è martedì 26 settembre alle 17.30 alla Biblioteca Comunale di Trento, dove verrà presentato il libro “Il coraggio della felicità” di Stefania Casavecchia, che racconta la sua esperienza di sopravvissuta alla morte del figlio.

 

Ad ottobre – il 17, il 24 e il 31 – a Trento verrà, invece, organizzato il ciclo di incontri informativi per i sopravvissuti al suicidio di un caro Vivere il “dopo. Ha l’obiettivo di far conoscere l’importanza del supporto della sofferenza delle persone che rimangono. Il dolore della perdita di un caro per suicidio può lasciare in chi rimane sensi di colpa, confusione, vergogna e la sensazione di aver potuto fare qualcosa per evitare il dramma.

 

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