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Trento
15 marzo | 11:33

A Cavalese uno spazio ascolto per i disturbi alimentari, l'esperta: "Si tratta di patologie in aumento anche in Trentino. Dopo il Covid l'età di esordio si è abbassata ai 10 anni"

A Cavalese creato uno Spazio relazionale di ascolto gratuito per i disturbi alimentari: "L'obiettivo? Aiutare le persone a capire meglio il problema, supportando e orientando ai servizi disponibili sul territorio"

CAVALESE. Oggi, 15 marzo, è la Giornata Nazionale del Fiocchetto Lilla, per la lotta contro i DCA, i disturbi del comportamento alimentare. Istituita nel 2012 in ricordo di Giulia Tavilla, diciasettenne morta un anno prima per cause derivanti dalla bulimia di cui soffriva, giunge quest'anno alla sua dodicesima edizione.

 

I disturbi alimentari – tra i quali i più conosciuti sono l'anoressia nervosa, la bulimia nervosa e il disturbo da alimentazione incontrollata – quando colpiscono una persona, coinvolgono il soggetto stesso ma anche la sua sfera famigliare e in Italia soffrono di queste patologie oltre 3 milioni di persone.

 

In Trentino, invece, i pazienti in cura presso il Centro per i Disturbi del Comportamento Alimentare di Trento sono passati dai 286 (di cui 98 minori) nel 2015 a 450 ( di cui 170 minori) nel 2022. Con la pandemia, e l'isolamento sociale, si è registrato inoltre un aumento dei nuovi casi, così come l’aggravamento di situazione latenti e l'età di esordio si è abbassata alla fascia di età 10-13 anni.

 

"In questi disturbi c’è molta sofferenza, sia fisica che emotiva, e i fattori che li causano sono numerosi e riguardano sia il corpo che la psiche - spiega la biologa nutrizionista Silvia Rizziero -. Non interessano solamente la sfera nutrizionale e vanno sempre affrontati ricercando anche un supporto psicologico e psicoterapeutico, possibilmente all’interno di un’equipe multidisciplinare. Il peso corporeo non indica poi la gravità della malattia, dal momento che si può soffrire di disturbo alimentare a qualsiasi peso, anche quello ritenuto nella norma".

 

E così, in tutta Italia, il fiocchetto lilla è diventato un simbolo di speranza, prevenzione e sensibilizzazione. Ma anche di unità di intenti che aiuti a combattere i pregiudizi e il silenzio che spesso circonda questi disturbi. Monitorare e riconoscere tempestivamente l’esistenza di un disagio legato alla sfera alimentare potrebbe evitare che questo si trasformi in un disturbo vero e proprio e chiedere aiuto rappresenta il primo passo verso la guarigione .
 

E proprio per questo motivo, anche a Cavalese è stato creato a uno Spazio relazionale di ascolto gratuito per i Disturbi alimentari e obesità nella Comunità territoriale della Val di Fiemme (informazioni allo 0462-836200 e info@spazioascoltodca.it): il servizio, viene specificato, non ha scopo terapeutico ma di rilevazione, per aiutare le persone a capire meglio il problema, supportando e orientando ai servizi disponibili sul territorio.

 

"Si tratta di un progetto strategico in continuità con l’attività svolta l’anno scorso dal Distretto famiglia Fiemme ed è nato per fornire, sul territorio, un luogo di prima accoglienza rivolto a coloro che soffrono o pensano di soffrire di un disturbo alimentare ed è aperto anche ai loro familiari, caregiver e amici", conclude l'esperta. 

 

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