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Il coronavirus e la (dimenticata) salute mentale, in Trentino troppi suicidi tra i giovani (più di uno al mese). La psichiatra: "Ora più che mai bisogna parlarne"

E' davvero drammatico il bilancio dei suicidi in Trentino, in Italia e nel mondo come conseguenza del Coronavirus. Uno dei quadri più tragici emerge in Giappone dove, dall’inizio della pandemia, i decessi per suicidi sono stati maggiori rispetto a quelli per Covid. La psichiatra Di Napoli: "Il suicidio è ancora un tabù ma in questo periodo più che mai bisogna parlarne"

Di Lucia Brunello - 08 dicembre 2020 - 05:01

TRENTO. Non si può più pensare di parlare di Coronavirus senza sollevare il tema della salute mentale. Negli ultimi mesi abbiamo conosciuto il Covid-19 non solo come un’insidiosa e pericolosa malattia, ma anche come terremoto che ha stravolto la vita e le sicurezze di chiunque.

 

L’incertezza per il lavoro, le ore passate da soli chiusi in casa, l'annullarsi degli appuntamenti quotidiani a cui si era abituati. Tutto questo è andato ad infierire sulla fragilità delle persone, portando allo scoperto moltissimi casi di depressione, ansia e panico che, in alcuni casi, sono sfociati nel gesto estremo del suicidio.

 

“Il suicidio è ancora un tabù - inizia a raccontare Wilma Di Napoli, medico psichiatra che lavora nel servizio salute mentale dell’Azienda Sanitaria di Trento, e referente del progetto “Invito alla vita” di Ama - ma in questo periodo di crisi economica e sociale dovuto alla pandemia, è quanto mai importante parlarne per fare prevenzione”.

 

Partiamo da qualche dato. “In Trentino, negli scorsi mesi, il numero di suicidi è aumentato sensibilmente", spiega Di Napoli. "L’incremento, purtroppo, si è visto specialmente nella fascia giovanile. Negli ultimi sei mesi, infatti, si sono registrati 7 suicidi tra i giovani nel territorio provinciale. Un numero neanche lontanamente paragonabile a quelli degli anni scorsi. Ci troviamo di fronte ad una tragedia''.

 

Ciò che sta accadendo in Trentino lo si può vedere più su larga scala in ogni paese del mondo. Uno dei quadri più tragici emerge in Giappone dove, dall’inizio della pandemia, i decessi per suicidi sono stati maggiori rispetto a quelli per Coronavirus.

 

Ci ricordiamo tutti il recente intervento del presidente della Repubblica Sergio Mattarella, per la Giornata mondiale della salute mentale. Quello ha rappresentato un forte segnale, ma che purtroppo rappresenta l'eccezione che fa la regola: a livello politico questo è un tema estremamente trascurato e sottovalutato. 

 

E purtroppo con l’inizio del lockdown, tra il senso di incertezza e sospensione, questa trascuratezza è andata ingigantendosi. "Con il procedere del tempo e l’avvicinarsi della fase di riapertura, il peso del doverci riconfrontare con il mondo reale ci ha spaventati. E’ in quel periodo lì che sono iniziati ad aumentare i suicidi. L’analisi puntuale la si avrà tra un anno, ma il trend è chiaro già adesso", specifica la psichiatra. 

 

In ogni caso, che si tratti di uno "solo" o più suicidi, quando le vittime sono giovani è sempre un dramma. Come si spiega l’aumento di morti giovanili di quest’ultimo periodo? "I ragazzi oggi provano molta insicurezza e fanno fatica a costruire un’immagine e darsi una definizione. Hanno molto bisogno di un confronto tra pari, che in questo periodo non c’è, e quindi porta ancora di più a volersi isolare. Con la chiusura delle scuole, sono stati ancora più messi a confronto con loro stessi. Ormai si parla solo di like, commenti e video".

 

Durante i mesi di lockdown e nella successiva fase due è cresciuto anche il numero di violenze e maltrattamenti subiti fra le mura domestiche. Per questa ragione è bene parlare di tutti servizi attivi sul territorio per aiutare la comunità e prevenire dai problemi di salute mentale.

 

In Trentino esiste l'associazione Ama, punto di riferimento che opera sul territorio da ben 10 anni. Il gruppo di auto mutuo aiuto è uno dei pochi in Italia per il lutto da suicidio. "Il lavoro che stiamo facendo nella sensibilizzazione sul tema sta raccogliendo i suoi frutti. Ultimamente abbiamo avviato una campagna in occasione della Giornata mondiale del sopravvissuto al suicidio con dei video in cui delle persone raccontano la loro diretta esperienza", ilDolomiti.it li ha pubblicati, eccoli qui, qui e qui. "In seguito a questo in quattro giorni sono arrivate 6 telefonate. Sono davvero tante per una realtà piccola come la nostra", continua.

 

L'associazione, tra gli altri servizi, si occupa di gestire e mettere in campo dei progetti promossi dall'azienda sanitaria. Due di questi si chiamano "Tra di noi" e "Invito alla vita".

 

Nel dettaglio, "Invito alla vita" continua a proporre la linea telefonica gestita da volontari formati. È a disposizione di tutti i cittadini dalle 7 del mattino all’1 di notte al numero 800-061650.

 

Per quanto riguarda invece "Tra di noi", si tratta di un servizio con giovani volontari disponibili all’ascolto on line il lunedì, mercoledì e venerdì sera dalle 20 alle 22 sulla App Youngle e sui canali social del progetto. Sono attivi anche due gruppi di auto mutuo aiuto per giovani con target 18-35.

 

"Ci occupiamo di fare percorsi di formazione al personale sanitario ma non solo. Abbiamo proposto dei corsi anche agli "stakeholders" cioè quelle persone che per la loro professione possono intercettare in qualche modo il disagio ed essere dei catalizzatori della risposta. Per esempio insegnanti, ma anche forze dell’ordine. Abbiamo lavorato con medici di base e anche sindacati sul tema della perdita di lavoro".

 

E il lavoro di Ama e dell'Apss non si ferma qui: "Adesso ci stiamo anche avvicinando alla polizia postale per controllare tutti quei siti che in qualche modo incitano al suicidio o presentano messaggi non positivi per una protezione e prevenzione a 360 gradi", conclude Wilma Di Napoli.

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