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Coronavirus, il tutorial su cosa si può, non si può e forse si potrà fare a Natale con le nuove regole e senza incorrere in sanzioni

Le sanzioni andranno da 400 fino a 1.000 euro, ma districarsi nel ginepraio delle restrizioni non è facile. Ecco le deroghe per gli spostamenti e le visite ai parenti ma anche coprifuoco, attività motoria, messe e le regole (diverse) per i Comuni sotto i 5.000 abitanti

Di Tiziano Grottolo - 20 December 2020 - 13:41

TRENTO. Districarsi nel ginepraio delle regole anti-contagio fra Dpcm, decreti e ordinanze provinciali e regionali non sarà facile e infatti molti italiani sono già nel pallone. D’altra parte per chi sgarra, violando i divieti sugli spostamenti, è prevista la consueta sanzione amministrativa che va da 400 a 1.000 euro. In primo luogo è necessario fare alcune precisazioni: al momento tutte le Regioni e Province autonome sono considerate zone gialle, escludendo l’Abruzzo e la Campania (su decisione del presidente Vincenzo De Luca). Inoltre il Governo non ha ancora aggiornato le Faq in seguito all’approvazione del “Decreto Natale” del 18 dicembre sorso. Terza precisazione che vale per i trentini, fino al 24 dicembre il coprifuoco è fissato alle 20, dopodiché sarà riallineato a quello nazionale che scatta alle 22.

 

Detto questo è bisogna ricordare che alcune regole valgono solo per le “giornate arancioni” e altre per quelle “rosse”, in altri casi ancora le restrizioni valgono sempre. L’Italia sarà considerata zona rossa dal 24 al 27 dicembre (compresi), nella giornata del 31 dicembre e dal primo al 3 gennaio, così come tra il 5 e il 6 gennaio. Invece, il 28, il 29 e il 30 dicembre e il 4 gennaio la Penisola sarà in zona arancione (QUI articolo).

 

A partire da domani, 21 dicembre, sono vietati gli spostamenti fra le Regioni e Province autonome salvo le comprovate esigenze, motivi di lavoro e salute. Il coprifuoco durerà dalle 22 alle 5 del giorno successivo tranne che a Capodanno quando sarà in vigore fino alle 7 di mattina. Inoltre sarà sempre possibile rientrare il proprio domicilio o residenza, aggiungendo anche l’abitazione cioè il luogo dove si vive stabilmente. Si potrà anche fare attività motoria all’aperto e sportiva in forma individuale, via libera anche alle messe (ma sempre nel rispetto del distanziamento e del coprifuoco).

 

La deroga più importante a queste disposizioni, che vale sia nelle “giornate arancioni” che in quelle “rosse” riguarda le visite. Il decreto stabilisce che: “Durante i giorni compresi tra il 24 dicembre 2020 e il 6 gennaio 2021 è altresì consentito lo spostamento verso una sola abitazione privata, ubicata nella medesima regione, una sola volta al giorno, in un arco temporale compreso fra le ore 05,00 e le ore 22,00, e nei limiti di due persone, ulteriori rispetto a quelle ivi già conviventi, oltre ai minori di anni 14 sui quali tali persone esercitino la potestà genitoriale e alle persone disabili o non autosufficienti conviventi”. In altre parole è consentito a due persone (accompagnate da figli minori di 14 anni o disabili o non autosufficienti) recarsi in visita da parenti o amici. Qui però non è chiaro né se sia possibile recarsi in altre abitazioni nelle giornate seguenti e nemmeno se più “coppie” possano convergere sulla stessa destinazione. Quest’ultima circostanza infatti potrebbe portare a veri e propri raduni. L’unico criterio specificato finora è quello del buonsenso che però non è sufficiente a dirimere la questione.

 

Nelle “giornate rosse” sono vietati tutti gli spostamenti, anche all’interno del proprio Comune, fatta eccezione per la deroga sulle visite e i motivi di necessità, lavoro e salute. Nelle “giornate arancioni” invece, sarà possibile muoversi entro i confini comunali, si potrà uscire dal proprio Comune di residenza solo per le esigenze primarie o per recarsi in uno dei negozi che rimangono aperti, purché non ce ne sia già uno nel proprio territorio. C’è sempre la deroga sulle visite e in più, in quei Comuni con popolazione non superiore a 5.000 abitanti e per una distanza non superiore a 30 chilometri dai relativi confini (senza però recarsi in un capoluogo di Provincia) sarà possibile spostarsi anche uscendo dai confini comunali.

 

Infine, per quanto riguarda bar e ristoranti il servizio di asporto sarà consentito fino alle 22, mentre le consegne a domicilio non dovrebbero avere limitazioni. Sarà però impossibile consumare sul posto, quindi saltano pranzi e cene di Natale nei locali. I negozi ritenuti non essenziali potranno aprire solo nelle “giornate arancioni”. Se qualcuno vuole recarsi in una seconda casa non potrà farlo se questa si trova fuori Regione, allo stesso tempo non è ancora stato chiarito definitivamente se ciò sia permesso qualora la casa in questione si trovi entro i confini regionali.

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