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Coronavirus, Fugatti spiega l’ordinanza: “Ok alla messa anche fuori dal Comune, ma questa deve essere un’abitudine frequente”

L’ordinanza trentina recepisce l’ultimo provvedimento nazionale ma introduce delle modifiche. Fugatti: “Se nel mio Comune non c’è un negozio di scarpe posso andare nel Comune confinante, se non c’è neanche nel Comune contiguo devo andare nel Comune più vicino”

Di Tiziano Grottolo - 23 December 2020 - 20:29

TRENTO. “Dal 24 dicembre vige il provvedimento nazionale, il Trentino entra in zona rossa come tutte le altre parti d’Italia”, così il presidente della Provincia Maurizio Fugatti annuncia l’entrata in vigore delle nuove restrizioni adottate in tutte le 20 Regioni. “Da questa sera non varrà più l’ordinanza che anticipava il coprifuoco alle 20 – aggiunge – che tornerà alle 22, di conseguenza tutte le messe saranno organizzate nell’ottica del nuovo coprifuoco”.

 

Una situazione nuova? Secondo Fugatti sì “perché finora siamo sempre rimasti gialli, un’esperienza in qualche modo non facile perché le restrizioni riguarderanno la vita quotidiana delle persone”. Ci sono comunque delle peculiarità nell’ordinanza trentina che recepisce il provvedimento nazionale: “Nelle zone arancioni i negozi sono aperti tranne i ristoranti, la nostra ordinanza tiene conto anche di questo perché in alcune realtà si è deciso di chiudere tutti i negozi, tranne quelli essenziali, dal 24 al 6. Noi – sottolinea Fugatti – sentite le categorie abbiamo confermato di lasciare aperti i negozi nei giorni arancioni anche in questa fase natalizia”. Comunque non ci sono grandi novità rispetto a quella del governo. “​Gli spazi di autonomia – prosegue – sono quelli che sono e il Governo il giorno successivo quando ci si prendono eccessivi spazi di autonomia le impugna e le porta davanti al Tar”.

 

Ad ogni modo qualche modifica che si concentra sugli spostamenti c’è: sempre vietati quelli tra Regioni salvo nel caso in cui se ne debba attraversare una per raggiungere un altro Comune all’interno della provincia di Trento. Per esempio sarà possibile passare in Veneto (senza fermarsi) per raggiungere il Primiero. Dal 24 dicembre al 6 gennaio sarà possibile recarsi alle attività che non sono state sospese (QUI l’elenco), se all’interno del proprio Comune non vi sono le attività che interessano sarà possibile spostarsi nel Comune contiguo, o vicino. Questa possibilità è prevista anche per motivi di maggiore convenienza economica. Se nel mio Comune non c’è un negozio di scarpe – commenta il presidente della Pat – posso andare nel Comune confinante se non c’è neanche nel Comune contiguo devo andare nel Comune più vicino”.

LE FOTO. Coronavirus, in Trentino entra in vigore la nuova ordinanza ecco come cambiano le regole

 

Via libera anche alle messe ma con alcune restrizioni: si potrà andare anche nelle chiese fuori dal proprio Comune. “Stiamo attenti però – avverte Fugatti – non è che uno domani mattina si inventa di andare a messa in un Comune diverso e lontano, perché prima di tutto ci deve essere la messa e questo deve essere un’abitudine frequente, cioè capita spesso che vado in quel determinato Comune per una funzione religiosa”.

 

Per quanto riguarda gli sport individuali in area rossa l’attività si deve svolgere all’interno del proprio Comune. L’attività sportiva sempre in forma individuale (escludendo le deroghe previste per i minorenni e le persone non autosufficienti) si deve comunque svolgere nel rispetto del distanziamento e non sarà possibile prendere l’auto per spostarsi in un luogo dove svolgere queste attività. “Per lo sport la nostra ordinanza prevede che nei giorni arancioni è consentito spostarsi a prescindere dal numero degli abitanti – quindi al di là del limite dei 5.000 abitanti dice Fugatti – è consentito spostarsi sempre entro 30 chilometri del Comune per lo svolgimento dell’attività sportiva in forma individuale”. Per l’attività motoria nei giorni rossi è consentita nelle vicinanze dell’abitazione entro un massimo di tolleranza di 60 minuti dal momento in cui si esce da casa.

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