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Coronavirus, dalla confusione di Conte al caos di Fugatti: deroghe di 60 minuti per l'attività motoria, per la chiesa ''abituale'' e il ''negozio più economico''

Il Trentino è l'unico territorio in Italia che passa dalla zona gialla con coprifuoco alle 20 alla zona rossa con coprifuoco alle 22 e se non bastava la confusione creata dal decreto di Natale del Governo (che di fatto ammette quasi tutto compresi gli spostamenti di più persone verso la stessa casa privata oltre all'apertura di quasi tutti gli esercizi commerciali) è arrivata l'ordinanza del presidente (ecco il testo ufficiale) a complicare le cose. Il consiglio? State a casa e siate responsabili 

Di Luca Pianesi - 23 dicembre 2020 - 19:04

TRENTO. Quella dei divieti di Natale e Capodanno sta diventando davvero una barzelletta anche se purtroppo c'è ben poco da ridere. Il Coronavirus in Trentino sta mietendo vittime su vittime, il livello di contagio resta stabilmente alto, le ospedalizzazioni sono altissime e oggi calano di 20 pazienti anche perché 8 sono morti (QUI I DATI) eppure quella delle ordinanze e dei decreti e dei dpcm sta diventando la più italiana delle vicende. Un assurdo fatto di norme che si autoescludono, cavilli incomprensibili, deroghe alle deroghe che derogano a ciò che è inderogabile e per questo fa ancor più sorridere ripensare alle parole di Fugatti che ha ''bocciato'' pubblicamente l'ordinanza di Kompatscher. E pensare che l'Alto Adige, vista la confusione che si stava creando, ha scelto di uniformare tutto il territorio per tutto il periodo a ''zona rossa'' lasciando più libertà di movimento per le attività all'aria aperta, spiegando chiaramente che ''così non ci sono cambi di colore e tutto è più chiaro per il cittadino''.

 

Fugatti invece ha deciso di complicare ancora di più le cose e l'ultima ordinanza contiene delle perle davvero notevoli. Il presidente del Trentino, infatti, ha fatto oggi un nuovo provvedimento resosi necessario perché con l'ultimo che aveva firmato aveva reso il Trentino l'unico territorio italiano con coprifuoco (inspiegabile) alle 20 mentre tutto il resto del Paese chiudeva alle 22. Una sorta di boutade durata lo spazio di 4 giorni (perché c'era da inseguire Zaia che aveva emanato un suo provvedimento per ridurre gli assembramenti nei comuni nel weekend pre natalizio e da anticipare il decreto di Natale di Conte anche solo di poche ore, salvo poi accorgersi dell'errore). E così si è nel paradosso che il Trentino in zona gialla ha chiuso alle 20 mentre quando sarà in zona rossa e arancione dovrà chiudere alle 22.

 

Come noto sia in zona rossa che in zona arancione praticamente le attività commerciali potranno essere quasi tutte aperte (di fatto in zona rossa tutto tranne i negozi di vestiti, i bar e i ristoranti e in zona arancione aperti anche i negozi di vestiti) e Fugatti nella sua ordinanza specifica che, di fatto, potranno essere ''visitate'' senza limitazioni (se non quelle canoniche legate agli accessi contingentati). ''Per il periodo 24 dicembre - 6 gennaio è sempre possibile - si legge nell'ordinanza - spostarsi per recarsi presso le attività e i servizi non sospesi''. E addirittura si aggiunge che ''è possibile recarsi presso altro comune contiguo o, in mancanza dell'attività o del servizio in un comune contiguo, nel comune più vicino; tale possibilità può derivare anche da motivi di maggiore convenienza economica''. E qui apriti cielo: il concetto di ''convenienza economica'' apre a giustificazioni straordinarie e già prevedibili. 

 

Interessante anche che ''è altresì consentito - si legge sempre nel documento - recarsi presso le chiese/luoghi di culto poste anche fuori dal proprio, laddove queste siano abitualmente frequentate e al fine di partecipare alle funzioni religiose''. Cosa vorrà dire ''abitualmente frequentate'' è lasciato all'interpretazione del singolo e comunque tutto al regime di autocertificazione. Questo in ''zona rossa'' mentre in ''zona arancione'' Fugatti specifica che, come da decreto di Natale, ''gli abitanti dei comuni con popolazione non superiore alle 5.000 unità, al fine di recarsi presso attività e servizi non sospesi possono liberamente spostarsi senza alcuna giustificazione oltre i confini del proprio comune per una distanza non superiore a 30 chilometri con esclusione in ogni caso degli spostamenti verso i capoluoghi di provincia'' (che poi in Trentino è uno solo, Trento). 

 

Poi ci sono le ''attività sportive individuali'' e anche qui (non) si scherza. In ''zona arancione'' è consentito spostarsi ''a prescindere dal numero degli abitanti del proprio comune entro trenta chilometri dal medesimo ed anche con mezzi di trasporto pubblici o privati per l'attività in forma individuale'' e ''a tal fine non è necessario giustificare lo spostamento oltre i proprio comune''. Quando è ''zona rossa'' l'attività sportiva può essere fatta solo nel proprio comune (i limiti non valgono per atleti professionisti e non partecipanti alle competizioni di rilevanza nazionale e internazionale). 

 

Per le attività ''motorie in forma individuale'' quando è ''zona rossa'' va fatta ''in prossimità della propria abitazione - si legge nell'ordinanza - entro un massimo di tolleranza di 60 minuti dal momento in cui si esce dalla medesima''. Anche qui la precisione è d'obbligo e i 60 minuti non lasciano scampo (o forse no?). Insomma tra decreto e ordinanza di fatto le scuse si moltiplicano e per le forze dell'ordine sarà difficilissimo fare i controlli. Per il Governo Conte ci si potrà spostare a macchinate di due persone (e anche di più se ci sono figli con meno di 14 anni) recandosi magari con macchine diverse tutti nella stessa casa. Per l'ordinanza di Fugatti ci sono i 60 minuti di passeggiata che per qualcuno arrivano a un tot di distanza e per qualcun altro a un tot diverso. C'è il discrimine della chiesa ''preferita'' per la messa per spostarsi, c'è il concetto di ''maggiore convenienza economica'' per recarsi in un negozio fuori dal proprio comune.

 

Insomma il consiglio che possiamo dare ai cittadini è di stare a casa. Fatelo per voi e per gli altri. State con i vostri conviventi, evitate di vedere parenti e amici, fate passeggiate non lontani dalla vostra casa, una corsetta per tenervi in forma e lasciate l'ambiguità dei comportamenti ai politici incapaci di prendersi le loro responsabilità a Roma come a Trento, anche in un momento tanto drammatico.     

 

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