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Coronavirus, Fugatti fa retromarcia: il Trentino unico territorio con coprifuoco alle 20. Ora serve nuova ordinanza che sospende quella di ieri, dal 23 dicembre

In tre giorni il presidente ha prima dichiarato che non avrebbe fatto provvedimenti senza sapere cosa avrebbe fatto il governo, poi ha fatto il provvedimento (che non cambiava nulla per la gestione delle attività del weekend) con coprifuoco alle 20 e poi si è accorto che il decreto legge di Conte, pur istituendo la zona rossa, era superato dalla sua ordinanza in quanto più restrittiva. Un caos che mette a nudo l'assenza di una ratio proprio nelle misure introdotte ieri

Di Luca Pianesi - 19 dicembre 2020 - 18:49

TRENTO. ''Servirà un provvedimento di sospensione della nostra ordinanza''. Meglio, una nuova ordinanza come ha spiegato De Col (entro il 24 che specifica cosa rimane in piedi della nostra ordinaza). Insomma fermi tutti e marcia indietro. Fugatti giovedì spiegava che non poteva annunciare nessuna nuova ordinanza perché attendeva che si muovesse il Governo, poi venerdì ha visto che Zaia si è mosso con un'ordinanza molto restrittiva per bloccare i trasferimenti fra comuni (blocco dalle 14 tra i comuni) e ridurre il caos che si rischiava per l'ultimo weekend di shopping e allora ecco che Fugatti ha sparato l'ordinanza che non cambiava niente valida fino al 6 gennaio ''perché così noi diamo una risposta ai nostri cittadini'': coprifuoco alle 20 invece che alle 22 e negozi che chiudono alle 19.30, come prima.

 

Poco dopo è arrivo il decreto legge del Governo che ha reso ''zona rossa'' tutta Italia durante le feste eccetto 4 giorni festivi dove sarà ''zona arancione'' ma coprifuoco alle 22 per tutti. E così, in un attimo, ecco che il Trentino si è ritrovato unico territorio italiano a bloccare ogni uscita alle 20, misteriosamente. ''Effettivamente ho avuto diverse rimostranze - ha detto Fugatti in conferenza stampa -. Ma noi abbiamo agito perché non avevamo ancora certezze sulle regole natalizie e sapevamo che sarebbero partite dal 24. Noi dovevamo coprire questi 4, 5 giorni perché il Trentino è rimasto zona gialla ma detto questo non possiamo nascondere che nell'ultimo monitoraggio abbiamo dei dati critici e mi riferisco sia alle ospedalizzazioni che alle terapie intensive. Noi abbiamo preso misure restrittive preoccupati soprattutto per questo fine settimana. Quindi abbiamo inserito il numero limitato di accessi ai negozi (che già c'era ndr) e riduzione orario di circolazione dalle 22 alle 20''.

 

Fugatti si è quindi lanciato in un assurdo ragionamento anche rischioso dal punto di vista della gestione dell'epidemia: ''Ho avuto rimostranze dai giovani perché, con questa riduzione di orario, te pode far anche manco festa nelle case. Oggettivamente lo sapevamo che questo avveniva che si trovavano alle cene tra le 19 e le 22, però a queste persone va spiegato che è nell'interessa magari non loro perché sono persone sotto i 70 anni e quindi non a rischio però il rischio era che da questi momenti avvenissero situazioni di contagio che poi venissero trasferite ad anziani che queste persone frequentavano. Ai giovani che si trovano costretti a tornare a casa alle 20 invece che alle 22 ci dispiace ma vi rifarete in un altro momento''. 

 

Ora però, viste le critiche, si dimostra che questo provvedimento della chiusura alle 20 non aveva nessuna ratio alla base visto che durerà la bellezza di 4 giorni (tra l'altro non quelli più rischiosi per le cene o le feste). Dal 23, infatti, verrà cassato per tornare a un coprifuoco alle 22 come da decreto nazionale, ma c'è un ma. La norma di Fugatti essendo più restrittiva di quella nazionale, nonostante il decreto legge introduca una zona rossa, dovrà essere ''uccisa'' da un'altra norma provinciale. Quindi sarà necessaria un'altra ordinanza di Fugatti che smonti l'ordinanza fatta in fretta e furia dallo stesso Fugatti che il giorno prima non voleva fare ordinanze in fretta e furia e che durerà 4 giorni. E poi si critica Roma per la confusione.   

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