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Coronavirus, solo il 2% dei vaccini somministrati in Trentino? ''Qualche ritardo nel caricamento dei dati: sono quasi 1.500 le dosi effettuate''

Occorre dire che al momento non sembrano esserci problemi di questo tipo in Alto Adige, mentre la Provincia di Trento in questa difficile emergenza è riuscita a dare prova di una varietà di interpretazione non indifferente tra regole spiegate in modo contraddittorio in pochi giorni, numeri dei test antigenici non comunicati alla popolazione per oltre un mese per coprirsi e una circolare in primavera fraintesa per molte settimane

Di Luca Andreazza e Giuseppe Fin - 02 gennaio 2021 - 05:01

TRENTO. Il trend dei contagio resta alto in Trentino, il 2020 si è chiuso (se si considerano anche quelli comunicati venerdì 1 gennaio e che si riferiscono alle 24 ore precedenti) con 22.655 casi totali accertati da tampone molecolare e 1.017 morti. Quello dei decessi è un numero drammatico, significa che nell'arco di 12 mesi è scomparso un Comune del Trentino. Storie e vite che si sono spente, troppo spesso lontano dagli affetti. 

 

Sono oltre 160 le amministrazioni sul territorio provinciale, almeno una cinquantina contano una popolazione inferiore a mille residenti, come se venissero cancellati quasi dieci centri come Massimeno (141 abitanti) e Palù del Fersina (164 abitanti), una Tenna (1.045 abitanti) oppure gli ultimi 6 territori per popolosità. 

 

La curva del contagio sembra ancora importante, oltre 500 i positivi tra tamponi molecolari e test antigenici quotidianamente registrati negli ultimi tre giorni con 26 decessi. Anche il report dell'Istituto superiore di sanità e i dati diffusi dalla Fondazione Gimbe evidenziano un numero di nuovi casi per 100 mila abitanti nelle ultime 2 settimane alto con un incremento percentuale di positività nell’ultima settimana superiore alla media nazionale. 

Il vaccino può limitare più rapidamente la mortalità e la morbilità di Covid-19 ma il Trentino si colloca nelle ultime posizioni in Italia: Trento sembra aver somministrato 100 delle 4.975 dosi ricevute, il 2%. L'Alto Adige invece si trova a 971 delle 5.995 dosi, cioè il 16,2%. Il Veneto raggiunge il 10,4% su 4.035 di 38.900 dosi - dati aggiornati alle 13 del 1 gennaio 2021).

Il Veneto è passato poi all'11% in quello delle 18.30, mentre si è saliti di quasi 3 mila dosi in Italia. Questi almeno i dati sul monitoraggio in tempo reale del ministero (Qui link).

 

Una discrepanza, ha spiegato nel corso del punto stampa Pier Paolo Benetollo, dovuta "probabilmente a un ritardo nell'inserimento dei dati". Il direttore generale dell'Apss ha, infatti, confermato quanto riportato dall'assessora Stefania Segnana: 1.457 vaccini effettuati alle 20.30 del 31 dicembre. Mentre a Bolzano l'Azienda sanitaria conferma a Il Dolomiti quanto inviato a palazzo Chigi e al Commissario straordinario per l'emergenza Covid-19. A precisa richiesta è stato risposto di consultare l'apposita piattaforma: 971 vaccinazioni eseguite su 5.995 dosi assegnate (16,2%).

 

"Evidentemente – ha giustificato Benetollo – c'è qualche problema del caricamento dei dati sulla piattaforma che sembra aver registrato solamente i primi 100 vaccini di domenica scorsa. La risposta dei medici di medicina generale e dei pediatri di libera scelta al momento è buona". Insomma, ci si fida perché può capitare, ma il rapporto in linea generale tra il Trentino e i dati sembra sempre difficile. 

 

Occorre dire, però, che al momento non sembrano esserci problemi di questo tipo in Alto Adige, mentre la Provincia di Trento in questa difficile emergenza è riuscita a dare prova di una varietà di interpretazione non indifferente tra regole spiegate in modo contraddittorio in pochi giorni, numeri dei test antigenici non comunicati alla popolazione per oltre un mese per coprirsi una circolare in primavera fraintesa per molte settimane. Solo per ricordare le principali. 

 

Un contagio che resta sostenuto. Se nella settimana 21-27 dicembre il Trentino presenta un'incidenza alta a 119,03 ma leggermente inferiori rispetto alla media dell'Italia (134,97) e migliore in confronto all'Alto Adige (133,25) e Veneto (444), il territorio sale al secondo posto sui 14 giorni con 347,31, dietro al solo Veneto con 968,64, osservato speciale, e una media nazionale a 305,47.

L'Rt è in leggera salita in Italia, mentre in via generale (Trentino compreso) nel corso delle festività natalizie il numero di tamponi analizzati è diminuito. La provincia di Trentino è considerata tra quelle a rischio moderato, ma con criticità per quanto riguarda ospedalizzazioni e terapie intensive.

 

Nonostante l'aver comunicato per oltre un mese dati parziali per un contagio che è apparso almeno triplo, la situazione resta complessa. Solo dopo l'Epifania è possibile misurare i risultati dell'istituzione della zona rossa, ma la fotografia degli ospedali è ancora difficile: oltre 400 persone ricoverate e una quarantina di pazienti in terapia intensiva, una cinquantina quelli in alta intensità.

La novità che può rasserenare il futuro è quella di fine anno: la campagna di vaccinazione. L'emergenza Covid-19 appare ancora lontana da sparire improvvisamente e seguire le regole tra mascherine, distanziamento e igienizzazione è la strada da seguire anche nei prossimi mesi, ma la consegna delle dosi rappresenta un primo passo verso la normalità. Un'arma, forse risolutiva, in questa battaglia all'epidemia che ha stravolto il mondo negli ultimi 12 mesi. Poi c'è la crisi economica e la pianificazione della ripresa, gli strascichi psicologici che probabilmente necessiteranno di ulteriore tempo per dirsi usciti pienamente da questa situazione e lanciare l'epoca post coronavirus.

 

Il "vaccine day" è partito con la giusta e legittima passerella dell'esecutivo nei vari ospedali e nelle Rsa inizialmente coinvolte. Le rassicurazioni che tutto procede come pianificato sono arrivate, la speranza è quella che si possa superare l'impasse dei dati.

 

AGGIORNAMENTO. I dati sono poi stati inseriti correttamente alle 23.30 di venerdì 1 gennaio: il Trentino è balzato al 34,8%.


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