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Coronavirus, Trentino ''rosso scuro'' per l'Europa e per Gimbe è vicino all'Umbria. Bassi: ''Ora Fugatti cosa farà? Ammainerà la bandiera europea?''

Trentino e Alto Adige sembrano distantissime se si guarda ai positivi in valore assoluto ma se si fa la proporzione con i tamponi si scopre che negli ultimi 10 giorni Trento ha anche fatto peggio di Bolzano in alcune occasioni. L'Alto Adige però fa molti tamponi il Trentino no e anche dalle tabelle dell'Ecdc si evince il dato

Di Luca Pianesi - 11 febbraio 2021 - 19:44

TRENTO. Trentino ''rosso scuro'' per l'Europa per quanto riguarda la circolazione del virus e la strategia Fugatti/Segnana/Ruscitti che era servita a far sparire due terzi dell'epidemia dai conteggi ufficiali e dalle comunicazioni alla cittadinanza (purtroppo senza riuscire a far sparire ricoveri e decessi per molto settimane ai livelli tra i più alti d'Italia) durante la prima fase della seconda ondata, ora si sta trasformando nel più classico dei boomerang. Lo ha spiegato perfettamente, senza rendersene conto, mercoledì in conferenza stampa il presidente della Pat: la strategia trentina è sempre stata quella di usare i tamponi antigenici per cercare i positivi partendo dai sintomatici (quindi andando a botta praticamente sicura) e i molecolari per il controllo e per la verifica della negatività (solo in Trentino il controllo con molecolare sul positivo all'antigenico veniva fatto strutturalmente dopo 10 giorni, quindi a probabile negativizzazione avvenuta).

 

Il problema è che fino a dicembre (ma più nello specifico dai primi di gennaio) il ministero considerava ''validi'' soli i positivi trovati con i molecolari e allora ecco servita un'epidemia da zona gialla, addirittura per qualcuno da zona bianca con poche restrizioni, tantissimi malati, troppi morti, giornalisti che cercavano di spiegare alla popolazione cosa stava succedendo veramente trattati da ''gufi'' e ''porta sfiga'' (questo il livello dell'argomentazione della politica che governa la provincia in questa fase). Ora che, però, anche gli antigenici vengono equiparati ai molecolari il re è nudo e la situazione comincia a mostrarsi per quello che è. Il Trentino non viaggia alla distanza siderale che pareva rispetto all'Alto Adige e per molte settimane ha fatto anche molto peggio, nonostante Bolzano fosse in lockdown totale (e lo sia tutt'ora) ed ammetta di avere sul territorio la variante inglese.

 

 

La differenza tra Trentino e Alto Adige, in questo momento, la stanno facendo i tamponi eseguiti, (oltre a un livello di contagio che pare in media oggettivamente più importante a Bolzano) come vi ha spiegato il Dolomiti nelle scorse giornate. Bolzano viaggia a oltre 10.000 tamponi al giorno e trova sui 700 positivi al giorno, Trento ne fa 3.000 con 200/250 positivi. La dimostrazione arriva dall'Europa che pur inserendo il Trentino assieme a Umbria e Alto Adige sul livello di positivi ''rosso scuro'' (che diventa ''rosso-rosso'' se si affina l'analisi mentre Bolzano resta ''rosso-scuro'') segnala più ''verde'' la Provincia di Bolzano per tamponi ogni 100.000 abitanti, accomunandola a tutta l'area del Tirolo e dell'Austria e alla sola Umbria in Italia.

 

 

D'altronde Alto Adige e Umbria, anche a livello nazionale, sono considerati i territori messi peggio (anche Perugia è in lockdown come Bolzano) e quindi stanno trattando la situazione in maniera molto seria cercando di adottare, anche sul piano dello screening tutte le strade possibili per contenere il virus. Il Trentino, invece, dove la politica da sempre è più impegnata a minimizzare la realtà dei fatti che a compiere un'operazione di autentica trasparenza con i suoi cittadini, ha un livello di screening pari al resto del Paese e lo ha ridotto invece che implementarlo nelle ultime settimane. L'analisi dell'ex rettore dell'Università di Trento Davide Bassi sulla questione spiega che il Trentino è davvero a un soffio dall'Umbria mentre è più distante dall'Alto Adige se si prende in esame il dato sui 100.000 abitanti.

 

 

''Ricordo - spiega l'ex rettore sul suo blog - che la condizione per entrare nella zona a più elevato livello di rischio è legata al numero di nuovi contagi. In particolare, tale soglia corrisponde a 500 nuovi contagi per ogni 100.000 abitanti nel corso delle ultime due settimane. Il Trentino (503,6) ha superato la soglia di rischio massimo sia pure per poco, a grande distanza dall’Alto Adige, “primo in classifica” con 1493,8 nuovi contagi per ogni 100.000 abitanti nel corso delle ultime due settimane. Poco più avanti del Trentino, troviamo l’Umbria (514,6) che – come apprendiamo dalle cronache dei giornali – sembra essere interessata da pericolosi focolai attribuiti a ceppi virali particolarmente contagiosi''.

 

La valutazione Ecdc, l'agenzia che si occupa di monitorare il trend del contagio Ue, è coerente con quella fatta dalla Fondazione Gimbe. ''Ricordo - spiega ancora Bassi - per evitare confusioni che la scala cromatica adottata da Gimbe è diversa sia rispetto a quella di Ecdc, che a quella del Ministero della Salute. Comunque anche nel grafico Gimbe si vede che Trentino ed Umbria, oltre ad aver registrato un sensibile incremento dei contagi rispetto alla settimana precedente, hanno registrato una prevalenza superiore ai 500 nuovi contagi per ogni 100.000 abitanti nel corso delle ultime due settimane. Il valore calcolato da Gimbe per il Trentino è leggermente superiore rispetto a quello di Ecdc a causa di un lieve spostamento temporale nella raccolta dei dati:

Tratto da Fondazione GIMBE. Come spiegato nella didascalia, il dato dell'Alto Adige non è mostrato in figura perché largamente fuori scala e ben superiore al 10%

 

''Immagino - conclude l'ex rettore dell'Università di Trento - lo sconcerto in Piazza Dante. A furia di raccontarci una realtà che non c’era, pavoneggiandosi per "l'indice Rt più basso d'Italia",  anche in Provincia si erano convinti che il Trentino fosse ormai pronto per diventare “zona bianca”. Peccato che Ecdc ci costringa a guardare la realtà in faccia. E adesso, che fare? Chiedere l’intervento dell’ambasciatore italiano a Bruxelles? Ammainare la bandiera europea dai palazzi della Provincia? Proclamare una improbabile "Trentxit"? E poi chi lo spiega al “Capitano”, recentemente convertito ad una inaspettata posizione “euro-entusiasta”? Forse sarà meglio parlare d’altro, sperando che solo pochi cittadini trentini si debbano spostare verso altri Paesi europei''.

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