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Coronavirus, il paradosso trentino: in zona gialla quando i dati erano drammaticamente peggiori di oggi che diventa zona rossa

La situazione attuale è preoccupante con un alto livello di ricoveri in terapia intensiva e in alta intensità e quindi si spera che le misure disposte dal Governo aiutino a frenare la terza ondata che però, paradossalmente, mostra dati in provincia di Trento molto lontani da quelli (veri) di ottobre-dicembre. Solo a Trento ieri c'erano 790 positivi mentre il 25 novembre quelli veri erano 2.500, i ricoveri erano 385, oggi 144 e i decessi nella settimana 14-21 novembre erano stati 54 contro i 16 della settimana scorsa

Di Luca Pianesi - 15 marzo 2021 - 05:01

TRENTO. Potrebbe definirsi il paradosso trentino: in giallo a ottobre e novembre, quando era travolto dal virus e in rosso oggi nonostante i numeri (quelli veri) messi a confronto tra novembre e adesso siano lontanissimi. Bisogna specificare ''veri'' perché come è noto il Trentino dai primi di ottobre fino ai primi di gennaio è riuscito a non far conteggiare nelle tabelle ufficiali del ministero il grosso dei contagi: il ministero chiedeva solo i risultati dei tamponi molecolari e la ''strategia trentina'', invece, era quella di usare i tamponi antigenici per cercare i positivi ''sicuri'' (quelli con i sintomi) e lasciare ai molecolari il resto senza confermare immediatamente le positività agli antigenici con i molecolari ma solo dopo 10 giorni, quando nella stragrande maggioranza si erano negativizzati.

 

E così se nella settimana dal 14 al 21 novembre i positivi veri erano 5.000 per i dati della Pat erano circa 1.500. Oggi che molecolari e antigenici sono stati equiparati e servono entrambi per le statistiche ufficiali e per determinare il destino dei territori possiamo fare un confronto tra la situazione attuale che vede il Trentino diventare rosso dopo un mese di zona arancione e una piccola parte della popolazione già vaccinata e quella di quattro mesi fa quando il Trentino è sempre rimasto giallo. Per farlo ci servono i dati veri di allora che possediamo grazie alle inchieste delle scorse settimane e all'archivio di numeri e grafici che abbiamo elaborato nel tempo. 

 

Poche voci ma che spiegano perfettamente la situazione:

 

- il solo Comune di Trento il 25 novembre contava 2.500 positivi (veri, lo sottolineiamo, perché come vi raccontavamo allora in quel giorno per la Pat i positivi comunicati per tutto il Trentino erano solo 2.461) mentre ieri, ultimo giorno di zona arancione, ne aveva 790. Il Comune di Trento ha sempre fornito dati ''veri'' in piena trasparenza comprensivi di antigenici e molecolari. Qui sotto il dato di Trento.

 


 

- la provincia di Trento nella settimana tra il 14 e il 21 novembre arrivava a contare 5.000 positivi (veri) mentre negli ultimi sette giorni il totale non supera i 1.900 positivi. Qui sotto trovate i dati veri dell'Apss che abbiamo pubblicato in esclusiva qualche settimana fa riferiti alla seconda ondata. In blu trovate quello che veniva comunicato, i positivi ai molecolari, in rosso quello che non veniva comunicato ai cittadini, i positivi agli antigenici. Sotto questo grafico c'è quello ufficiale elaborato dall'Fbk sui dati che venivano comunicati pubblicamente. Da gennaio è diventato completo con antigenici e molecolari, prima era monco. Seguendo questo grafico sembra che in Trentino ci sia un contagio costante da mesi e che ora sia in leggera crescita ma mancano le ''barre rosse'' dell'altro grafico che mostrerebbero come il contagio è, in realtà, calato molto a gennaio e oggi, pur in crescita, è comunque decisamente più basso di ottobre e novembre secondo una curva che dovrebbe ricalcare, grosso modo, quella di Trento che trovate qui sopra.

 

 

 

- i decessi nella settimana tra il 14 e il 21 novembre erano stati 54, nella settimana scorsa sono stati 16.

 

 

- i ricoveri nella fase in cui la politica trentina rassicurava la comunità e ad ogni conferenza stampa si vantava della zona gialla, il 24 novembre raggiungevano quota 385 persone nel reparto di malattie infettive con il Covid mentre sabato erano 144.

 

 

 

Questo, ben inteso, non vuol dire che la situazione attuale non sia preoccupante e che non sia necessario prendere dei provvedimenti. I dati attuali mostrano che il Trentino è con questi dati il secondo territorio italiano con più positivi trovati ogni 100.000 abitanti, addirittura 351 per l'Iss quindi ben oltre il limite fissato per diventare zona rossa dei 250 ogni 100.000 abitanti. E che la terza ondata sia in atto lo dimostrano i numeri sui ricoveri in alta intensità e in terapia intensiva che sono simili a quattro mesi fa: sabato, infatti, c'erano 48 persone ricoverate in alta intensità e 45 in terapia intensiva mentre il 24 novembre c'erano 51 ricoveri in alta intensità e 42 in terapia intensiva.

 

Il paradosso, però, è evidente: il Trentino della zona gialla tra ottobre e dicembre è stato letteralmente travolto dal Covid e prova ne sono i 742 morti registrati nella seconda ondata (settembre-31 gennaio) contro i 583 di Bolzano che si dichiarava pubblicamente come investita dal contagio e che anche per volontà del presidente Kompatscher è stata per molto tempo in zona rossa.

 

Chissà che le imposizioni del Governo, questa volta, non riescano davvero ad abbattere la curva del contagio e a salvare più persone possibile e che tra qualche settimana si possa finalmente, davvero, tornare ad aprire, forti anche di un'importante campagna vaccinale che dovrà, necessariamente, accelerare nei prossimi giorni. C'è ancora da resistere ma tutto fa sperare che la strada, questa volta, sia quella giusta. 

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