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| 15 dic 2021 | 13:15

Trentino, dati sui ricoveri tra i peggiori d'Italia (e alcuni numeri da zona arancione) ma un anno fa erano il quadruplo. In 7 giorni erano morte 47 persone quest'anno 6

Il Trentino, da dati Agenas, ha il 20% di occupazione delle terapie intensive e il 20% dei normali reparti ospedalieri. La media italiana è rispettivamente del 10% e del 12% e anche l'Alto Adige fa segnare un 22% (che però nelle ultime ore va riaggiornato al 18% perché sono usciti 4 pazienti) e un 17%. In totale i ricoveri in Trentino sono 120, un anno fa erano 467

Trentino, dati sui ricoveri tra i peggiori d'Italia (e alcuni numeri da zona arancione) ma un anno fa erano il quadruplo

TRENTO. I dati del Trentino per quanto riguarda i ricoveri sono i peggiori d'Italia. Lo fotografa l'Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali (Agenas sulla base dei dati aggiornati a ieri sera, 14 dicembre) che mostra come i ricoveri in terapia intensiva ormai siano arrivati a quota 20% dei posti disponibili (il tetto per il cambio di colore in zona gialla è fissato al 10% mentre per la zona arancione è proprio il 20%) e i ricoveri in area non critica sono anch'essi a quota 20% (il tetto per il cambio di colore per la zona gialla è al 15% e per la zona arancione è al 30%). In 24 ore il balzo in avanti su quest'ultima voce è stato di 3punti percentuali con 12 nuovi ricoveri e il totale di pazienti Covid è salito a quota 120 in provincia di Trento (con 18 terapie intensive, 85 in malattie infettive e 17 in alta intensità).

 

Il tutto anche a fronte di un'incidenza a 7 giorni di nuovi casi ogni 100.000 abitanti che a domenica scorsa era sopra i 255 casi quando per il passaggio in zona gialla basta superare quota 50 casi e per il passaggio all'arancione i 150 casi. Dati che preoccupano se confrontati con il resto del Paese (occupazione terapie intensive media è al 10% e quella dei normali reparti ospedalieri al 12% con un'incidenza a 7 giorni di 196,6 casi ogni 100.000 abitanti) e anche con l'Alto Adige che è da settimane il territorio più in affanno: oggi ha il 22% di occupazione delle terapie intensive (anche se il dato aggiornato alle ultime ore scende al 18%) ma il 17% dei normali reparti ospedalieri e un'incidenza superiore a 550 casi. 

 

Situazione, che, importante sottolinearlo, rispetto a un anno fa è enormemente migliore grazie ai vaccini e alla politica adottata dal Governo italiano di utilizzo del green pass. Il paradosso, infatti, è che nonostante la Pat un anno fa fosse riuscita a mantenere il territorio in zona gialla (praticamente quella dove saremo da lunedì con questi dati che dicono che ci sono poco più di 100 ricoveri) affidando la ricerca dei postivi ai tamponi antigenici che non dovevano essere comunicati a Roma e quindi dando conto solo di una minima parte dei contagi trovati con i molecolari, il 14 dicembre del 2020 i ricoveri erano 476 e c'erano stati 47 morti in una settimana (il Trentino da ottobre a dicembre del 2020 ha registrato il peggior incremento di decessi rispetto agli anni precedenti d'Italia) contro i 6 dell'ultima settimana

 

Insomma la situazione è critica secondo i nuovi, molto più prudenti di un anno fa, parametri e forse ripensare ai messaggi dati durante la maratona vaccinale che tanto non si sarebbero fatti controlli sul green pass a bordo dei mezzi pubblici agli studenti che pure in tutta Italia, dalla scorsa settimana, avevano l'obbligo di averlo con sé non ha dato il senso di quanto la situazione vada gestita con grande attenzione da parte di tutti i cittadini.

 

Meglio ha fatto qualche sindaco, come quello del capoluogo, che autonomamente ha deciso di reintrodurre l'obbligo di mascherina all'aperto perché il numero di nuovi contagi giornalieri è alto e anche se una bella fetta di popolazione è vaccinata e quindi molto più protetta da ricoveri e conseguenze nefaste della malattia, resta un 20% di popolazione ancora non vaccinata che rischia grosso. Grazie alla maratona vaccinale, infatti, il Trentino è finalmente riuscito a raggiungere la media del resto del Paese per quanto riguarda i vaccinati (da dati Gimbe la Provincia di Trento ha raggiunto quota 80,9% di popolazione protetta con almeno una dose e la media italiana è all'80,5%. Bolzano resta ultima a quota 73,7% la Toscana è prima con l'83,8%).

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