Covid, Trento e Bolzano trend inversi sul contagio e situazioni restano critiche ma in Trentino i vaccinati superano l'81%
L'Alto Adige, primo territorio italiano ad essere colpito dalla quarta ondata, è riuscito a ridurre la circolazione del virus imponendo zone rosse e restrizioni ma ha ancora un 25% di popolazione no vax che rischia di mantenere fosche le tinte del futuro prossimo. L'incidenza è ancora molto alta e sembra impossibile pensare a nuove aperture con la popolazione così ''scoperta''. In Trentino situazione diversa e in linea con il resto del Paese

TRENTO. Trento e Bolzano, entrambe in zona gialla ma con un trend inverso. L'Alto Adige dopo aver raggiunto un'incidenza di 553 casi ogni 100.000 abitanti nella settimana tra il 6 e il 12 dicembre ieri è arrivata a 375 casi nella settimana appena conclusa (20-26 dicembre). Dall'altro lato il Trentino è passato dai 255 casi ogni 100.000 abitanti della settimana 6 e 12 dicembre ai 400 casi in quella appena passata, tra il 20 e il 26 dicembre. Il contagio corre, quindi, soprattutto in provincia di Trento e con esso anche i ricoveri spaventano.
Il Trentino, infatti, nonostante la crescita di casi sia in atto, si trova già in una situazione critica per quanto riguarda le ospedalizzazioni con il dato peggiore d'Italia sui ricoveri in terapia intensiva (l'occupazione è al 22%, dato di ieri, fonte Agenas, contro una media nazionale del 12%) e un dato alto sulle ospedalizzazioni in generale (occupazione al 18% contro una media nazionale del 15%). A livello italiano solo la Liguria si trova in una situazione simile (occupazione terapie intensive al 19% e dei normali reparti ospedalieri al 27%) con la zona arancione potenzialmente all'orizzonte (il passaggio avviene con più del 20% di occupazione in terapie intensiva e del 30% nei normali reparti ospedalieri). L'Alto Adige, invece, ha il 19% di occupazione delle terapie intensive mentre è al 15% nei normali reparti ospedalieri (dato di ieri e sicuramente in crescita nelle ultime 24 ore visti i 12 nuovi ricoveri per un totale di 89 pazienti).
Va detto che l'Alto Adige per molto tempo ha avuto decine di comuni in zona rossa e le restrizioni imposte da Kompatscher sono state prese ancor prima che venisse decretata la zona gialla su scala nazionale. L'Alto Adige ha pagato, senza dubbio, da subito l'alto tasso di no vax sul territorio e solo il blocco alla circolazione imposto nei comuni zona rossa ha rallentato il diffondersi del virus, che pure resta su numeri alti (si pensi che per la zona arancione basterebbe superare i 150 casi ogni 100.000 abitanti su scala settimanale).
Il problema, però, per la provincia di Bolzano resta ''in casa'' visto che i vaccinati nell'ultimo mese sono cresciuti di poco meno del 5% e se quando l'Alto Adige è stato travolto per primo dalla quarta ondata erano quasi il 30% io no vax (compresi i bambini) tra la popolazione oggi sono il 25%. Tanti, troppi, per poter pensare a un ritorno alla normalità e quindi è probabile che anche per i mesi a venire la provincia di Bolzano non potrà concedersi grandi aperture.
Il Trentino, invece, ha quasi l'82% di popolazione vaccinata (appena sopra la media nazionale che è all'81,2%) e si trova ora a dover affrontare una crescita dei contagi che è in linea con il resto d'Italia che è stato l'ultimo Paese europeo a resistere all'ondata Covid e che ancora oggi è quello con meno restrizioni del Continente grazie all'applicazione del green pass prima e del super green pass adesso. Anche a livello nazionale, infatti, l'incidenza è passata dai 196 casi della settimana tra il 6 e il 12 dicembre ai 435 di quella appena trascorsa. Il Trentino è in linea con il Paese, in questo senso. La preoccupazione è che i ricoveri possano salire ancora visto che, come noto, seguono con una decina di giorni di ritardo il trend del contagio ma le vaccinazioni continuano, le terze dosi viaggiano sostenute e il popolo no vax si assottiglia quindi c'è speranza di riuscire a contenere questa quarta ondata e di non essere colpiti nuovamente, nel primo quadrimestre del nuovo anno (come era avvenuto nel 2021) da una quinta.



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