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Zone gialle a confronto in Trentino: in autunno 2.501 positivi solo a Trento e 421 ricoveri, oggi 271 contagi nel capoluogo e 115 pazienti

La situazione reale in autunno era molto più grave di quanto veniva comunicato dall'amministrazione che affidando buona parte della ricerca dei positivi agli antigenici (che non finivano nei calcoli statistici) è riuscita a tenere bassissima la curva del contagio. Il Trentino, però, proprio tra ottobre e dicembre ha fatto registrare il maggior eccesso di mortalità d'Italia. Oggi, fortunatamente, grazie alle restrizioni e ai vaccini, il livello di contagio è davvero da zona gialla anche se rinforzata

Di Luca Pianesi - 27 April 2021 - 06:01

TRENTO. La differenza? Un per dieci che cambia tutto e che proietta il Trentino di oggi in una zona gialla ''reale'' e fa capire come il Trentino di ieri . Ieri, 26 aprile, zona gialla (rinforzata perché anche per il governo nazionale la situazione attuale resta da tenere in grande attenzione) a Trento i contagiati attivi (le persone positive nel momento considerato) erano 271. Cinque mesi fa, 26 novembre, zona gialla (non rinforzata con il presidente Fugatti che ogni giorno rassicurava la popolazione in conferenza stampa spiegando che il contagio era sotto controllo) i contagiati attivi a Trento erano 2.501. Questo solo nel capoluogo.

 

Meno semplice fare il confronto su scala provinciale perché se a Trento, come in altri comuni, il sindaco si era preso l'impegno di comunicare i dati completi dei positivi (quindi la somma dei contagi trovati sia con i molecolari che con gli antigenici) così non ha fatto la Provincia finché non è stata costretta dallo Stato. Come è noto, infatti, il Dolomiti in autunno ha fatto una vera e propria battaglia per la trasparenza dei dati affinché i cittadini venissero informati sulla reale portata del contagio sul territorio e potessero adottare comportamenti conseguenti e consapevoli.

 

La Pat, invece, ha affidato buona parte della ricerca dei positivi ai tamponi antigenici che da regole nazionali non finivano nei conteggi statistici (fino ai primi di gennaio) e anche alla comunità comunicava solo i positivi da tamponi molecolari. In questo modo il livello di contagio comunicato era bassissimo rispetto a quello reale sul territorio (e infatti tutte le analisi nazionali basate sul numero di positivi dichiarati finivano per dare risultati completamente sballati). E bisogna sottolineare che il Trentino è stato territorio pilota per l'utilizzo degli antigenici in Italia tra i primi in assoluto a lanciarli anche nelle farmacie e quindi a farne molti di più che degli altri territori.

 

La Pat, così, il 26 novembre dichiarava ufficialmente di avere in totale 2.447 positivi attivi sul territorio (per intenderci l'Alto Adige ne aveva 11.600 e la sola Trento aveva superato con i dati reali quello totale comunicato dalla Provincia per tutto il territorio QUI ARTICOLO) e la sua zona gialla si reggeva su questi dati. Quelli che vedete qui sotto in blu in una slide dell'Apss pubblicata durante un webinar interno e che il Dolomiti è riuscito a mostrarvi in esclusiva. Da notare che ai blu, che erano quelli da molecolare, si sarebbero dovuti aggiungere i rossi positivi agli antigenici

 


 

Quella zona gialla contava anche 421 persone ricoverate in Ospedale per Covid (oggi in zona gialla rinforzata i ricoveri sono 115) e su 41 persone ricoverate in terapia intensiva (oggi sono 26). Quel che è successo poi, è noto: il Trentino, da dati Istat, è stato il territorio che ha registrato in Italia il maggior eccesso di mortalità nel periodo ottobre-dicembre 2020 (+65,4% rispetto agli anni precedenti): 546 morti in tre mesi per una media di 5,9 decessi al giorno (e a questi vanno, purtroppo, aggiunti anche quelli registrati in gennaio perché come è noto, la curva dei decessi segue di due-tre settimane quella dei contagi e tra il primo gennaio e il primo febbraio sono stati registrati 196 vittime per una media di 6,3 al giorno). 

 

Dal 15 gennaio, poi, come detto le cose sono cambiate: sono stati conteggiati anche i tamponi antigenici a livello statale e il Trentino ha rapidamente cambiato ''colore'' per diventare rosso e arancione pur vedendo crollare la curva del contagio rispetto ai mesi precedenti (sempre confrontando i dati completi dei positivi ai molecolari e agli antigenici). Con l'arrivo delle norme nazionali dal primo febbraio al primo aprile ci sono state 139 vittime con una media di 2,3 al giorno. Le misure di contenimento volute a livello nazionale e la campagna vaccinale (che anche a livello nazionale ha fatto calare il numero di decessi) hanno permesso di migliorare sensibilmente la situazione per arrivare alla zona gialla attuale lontanissima per dati da quella di autunno ma comunque con meno libertà di allora. 

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