Contenuto sponsorizzato

Coronavirus: troppi morti, troppi positivi agli antigenici (crollati appena entrato l'obbligo di comunicarli) e troppi anziani (allora non protetti?). Le risposte di Ferro e Benetollo

In una conferenza stampa a senso unico, come al solito, dove è impossibile interloquire e quindi riuscire a capire davvero qualcosa i due vertici dell'Apss hanno provato a spiegare la situazione alla luce dei dati completi mostrati da il Dolomiti in questo grafico dell'Apss. Tra le motivazioni dei troppi decessi il fatto che la popolazione trentina è particolarmente anziana. In valore assoluto, però, l'Alto Adige lo è ancora di più (il 15,6% della popolazione rispetto al 14,1% del Trentino di over 65) quindi quei 350 decessi in più non si spiegano

Di Luca Pianesi - 28 gennaio 2021 - 05:01

TRENTO. Il solito difficile confronto, con una conferenza stampa monodirezionale, una serie di monologhi senza possibilità di contraddittorio e così anche ieri si è assistito all'ennesima difesa politica dell'Apss con dei tecnici sacrificati sull'altare della propaganda, da mesi sottoposti a un'esposizione mediatica che, giocoforza, ne ha logorato le figure.

 

Sono stati utilizzati da politici in difficoltà anche solo ad esporre in pubblico le proprie scelte, le proprie strategie, le proprie decisioni e si sono trasformati, così, in parafulmini perfetti di una situazione sfuggita di mano sotto molti punti di vista, primo su tutti quello legato ai decessi (troppi, comunque li si guardi) e ai ricoveri e in seconda battuta, quello legato alla trasparenza e alla comunicazione (che è collegato al primo perché se è vero che questa pandemia la si affronta, tolti i vaccini, solo con comportamenti consapevoli e responsabili, senza il quadro completo della situazione del contagio come si potevano, e si possono, tenere comportamenti all'altezza del momento?).

 

Le domande di ieri erano tre e grosso modo erano sempre le stesse, solo che alla luce dei dati pubblicati ieri mattina da il Dolomiti assumono contorni nuovi. Un contagio che a novembre ha travolto il Trentino, come si vede dalle barre qui sotto considerando che tutto ciò che è rosso non è stato comunicato almeno fino alla settimana 49 (guarda caso quella dove si ha il livello di positivi agli antigenici più basso dopo 5 settimane) che corrisponde alla prima di dicembre quando è arrivato l'obbligo ministeriale di notifica anche degli antigenici.

 

 

E allora ecco le tre domande alle quali hanno provato a rispondere i massimi vertici dell'Apss che ancora una volta hanno dovuto metterci la faccia quando al governo del territorio ci sarebbero Maurizio Fugatti e Stefania Segnana in ambito sanitario. A loro, però, spettano le passerelle, le foto, la lettura dei numeri e qualche consiglio in dialetto, ai tecnici la politica sanitaria.

 

1) Perché in Trentino ci sono stati così tanti morti (rispetto al vicino Alto Adige, due volte zona rossa, oltre 350 morti in più, più di un terzo dei decessi avvenuti in Provincia di Bolzano) e ricoveri rispetto agli altri territori?

 

2) Perché dalla prima settimana di dicembre (quella a partire dalla quale scatta l'obbligo di comunicare i positivi agli antigenici al ministero, quella della freccia che vedete nel grafico) crollano i positivi trovati con i test rapidi (mentre le settimane precedenti avevano raggiunto cifre astronomiche)? Mentre i positivi ai molecolari viaggiano col pilota automatico praticamente sempre costanti?  

 

3) L'Rt, se quei positivi agli antigenici si fossero tramutati in positivi ai molecolari (perché verificati in tempi utili, entro 24/48 ore come da previsione), sarebbe cambiato?  

 

Risposte

1) ''I dati - ha detto il direttore dell'Apss Benetollo - vanno pesati, va fatta la standardizzazione per età. In Trentino abbiamo avuto tanti decessi e ricoveri? Assolutamente sì perché i numeri assoluti sono assoluti. Però questi dati dobbiamo pesarli per età. Questa è una malattia che sulle persone anziane provoca più complicanze. Tu non puoi confrontare città che hanno numeri diversi di persone anziane. Il Trentino è uno dei territori con la più alta aspettativa di vita ma una volta che tu hai tante persone anziane è ovvio che avrai dei dati che danno un'impressione sbagliata. Se standardizzi per età (quindi se proporzioni i decessi e i ricoveri alla popolazione anziana ndr) scopri che il Trentino è in linea con il resto del Paese''. 

 

E a chi ha replicato chiedendogli come mai in realtà il Trentino sia uno dei territori con il tasso di anzianità più basso d'Italia (la Liguria è la regione più ''vecchia'' con un'età media di 49 anni, mentre la più giovane è la Campania con 42 anni, segue il Trentino Alto Adige con 44 anni con provincia di Trento che si attesta intorno ai 45 anni, mentre la provincia di Bolzano a 43 anni) lui ha risposto: ''Sono due cose diverse, il numero di persone che si ammala e ha complicanze è correlato con il numero assoluto della popolazione anziana mentre l'età media è correlata anche alla presenza dei bambini. Trento e Bolzano sono le due provincie che hanno il maggior numero di bambini per abitante e quindi se faccio il calcolo dell'età media si contano anche i bambini mentre sulla popolazione anziana non si tiene conto di questi''. 

 

Ed effettivamente se si prendono i valori assoluti in Trentino si ha il 14,1% della popolazione che è over 65 mentre in altre regioni si viaggia tra l'11%, il 12% e il 13% anche se in Alto Adige, per esempio, dove hanno avuto meno morti (circa 350 in meno) sono al 15,6% e la Sicilia che è al 13,6% ha una situazione nemmeno lontanamente paragonabile (Qui dati). Comunque i dati contenuti nel "Rapporto salute del 2018" nella proporzione della popolazione di età 65 anni e oltre per classe di età sul totale della popolazione posiziona il Trentino tra le realtà più giovani.

Se poi davvero si era consci del fatto che il Trentino ha una popolazione molto anziana perché non si è deciso, a maggior ragione, di proteggere questa popolazione e si è lasciato circolare il virus a questi livelli causando così tanti decessi (e così tanto dolore collegato ai tantissimi ricoveri)? Domanda senza risposta, purtroppo. 

 

2) Ferro: ''Non è un problema di sanità pubblica quello di cui stiamo parlando questa sera. Tutto ciò ci fa star male perché quelli che vengono definiti i contagi 'fantasma' sono stati assistiti, sono stati tutti presi in carico e seguiti e tutto ciò ci fa star male. Il problema di fondo è che non c'era una possibilità di comparazione con le altre regioni italiane. Io oltre la mail del 30 settembre al ministero per chiedere l'inserimento dei dati sugli antigenici, anche, ho personalmente chiamato il dottor Rezza ribadendo che bisognava prendere in carico i positivi da antigenici. Il problema è che questi dati non trovavano una collocazione nella piattaforma dell'istituto. Per questo sono convinto che c'è stata una sottostima enorme della pandemia nel Paese. Il dato complessivo del Trentino non è equiparabile con il resto d'Italia. Noi su un test antigenico positivo facevamo la conferma di negativizzazione dopo 10 giorni con il molecolare. Era estremamente difficile dare un dato in quanto dopo 10 giorni alcuni di questi antigenici si trasformavano in positivi molecolari. Noi abbia trasmesso tutti i dati all'Iss chiedendo che trovassero una chiara collocazione. I dati sono stati sempre comunicati ai sindaci e le persone ricevevano il documento per la messa in quarantena. Tutti i dati dal 3 dicembre sono stati consegnati al ministero''.

 

Sul fatto che c'è stato un crollo dei positivi trovati proprio dal 3 dicembre Ferro non ha risposto ma ha spiegato che le misure restrittive (che di fatto non ci sono state rispetto al resto d'Italia) attuate dal Trentino come ''l'aver messo le mascherine all'aperto, l'aver messo i conta persone nei negozi, aver imposto delle chiusure per le feste dei morti, queste sono tutte misure che hanno permesso di tenere basso il livello di contagio''. 

 

3) Ferro: ''L'Rt non poteva cambiare perché i dati degli antigenici non potevano entrare nei parametri''. Ma se si fosse fatto il controllo con molecolare in tempi utili e non dopo 10 giorni i positivi al molecolare sarebbero aumentati notevolmente? Risposta di Ferro: ''Normalmente ci vogliono 72 o più ore anche altrove per la conferma. E' assolutamente impossibile che in una regione ci siano zero antigenici positivi come ancora oggi vediamo nelle tabelle della protezione civile. Nessuno riesce a fare il controllo con molecolare entro 24/48 ore. Per me l'Italia è andata male anche per come ha gestito la questione legata ai tamponi antigenici''. Su questo l'ex direttore generale dell'Apss Bordon oggi dirigente dell’Ausl di Bologna la pensa molto diversamente (QUI ARTICOLO) e anche il ministero della salute nel rispondere a il Dolomiti ha dato indicazioni diverse (QUI ARTICOLO).

Contenuto sponsorizzato
Telegiornale
Ultima edizione
Edizione ore 19.30 del 6 marzo 2021
Contenuto sponsorizzato

Dalla home

08 marzo - 15:03

Il sindaco di Pergine-Valsuagana contro chi non rispetta le regole anti-Covid: “Domenica ho ricevuto decine di chiamate, messaggi e video di cittadini per segnalare assembramenti di persone, molte senza mascherina, che dimostrano solo la mancanza di responsabilità nei confronti innanzitutto dei propri familiari anziani”

08 marzo - 15:10

Il giovane, alla presenza dei suoi avvocati, ha ammesso le sue responsabilità in merito al decesso dei genitori Peter Neumair e Laura Perselli.  La vicenda è iniziata il 4 gennaio scorso 

08 marzo - 13:59

A limitare la possibilità di autodeterminarsi e il concetto stesso di libertà, esistono anche realtà come le associazioni pro life e contesti universitari come il Campus bio-medico di Roma, un policlinico privato e cattolico ma accreditato con il Servizio sanitario nazionale. Negli scorsi mesi, per esempio, le strade di Trento sono state percorse da camion vela che promuovevano la nuova campagna di Pro Vita & Famiglia e alcuni muri della città accolgono ancora manifesti antiabortisti

Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato