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“Depressione e suicidi in aumento”, gli esperti lanciano l’allarme: “Nella nostra società i giovani sono i più vulnerabili”

Ieri si è tenuta la sedicesima edizione della “Giornata Europea sulla Depressione” a Trento due appuntamenti per combattere questa patologia che ogni anno colpisce sempre più persone, soprattutto fra giovani e giovanissimi

Di Tiziano Grottolo - 20 ottobre 2019 - 08:29

TRENTO. Le ricerche lo confermano: negli ultimi anni le persone afflitte da depressione sono in costante aumento. “In alcune fasce d’età – spiega la psichiatra Wilma Di Napoli del Centro salute mentale di Trento – sotto i 24 anni ma anche nell’età della prima adolescenza, che va dai 14 ai 18 anni, i numeri sono raddoppiati se non addirittura triplicati”.

 

In particolare stanno aumentando le forme depressive e ansiose, così come le nuove forme di disturbo mentale legate ai cambiamenti della società ma anche all’assunzione di nuove sostanze sintetiche facilmente reperibili dai giovani. “Disturbi psichici, depressione e suicidi sono in aumento – sottolinea la psichiatra  – questo accade in Italia come nel resto d’Europa”, ciò si ricollega a una maggiore fragilità delle fasce giovanili, più propense a sviluppare disturbi mentali.

 

Inoltre, “Le psicosi prese in considerazione quarant'anni fa sono cambiate – continua Di Napoli – oggi possono essere scatenate da una molteplicità di fattori ma sullo sfondo rimane una sorta di disagio sociale sempre più evidente nel tempo, soprattutto fra i giovani, si sta affermando una sempre più spiccata intolleranza ai piccoli insuccessi”.

 

Così una bocciatura o perfino dei commenti negativi sui social possono mettere in moto una serie di meccanismi che portano a sviluppare patologie depressive che se non vengono affrontate possono sfociare in eventi tragici (Articoli QUI e QUI). 

 

Sempre secondo quanto riportato da alcune ricerche, nella fascia d’età al di sotto dei 23 anni, fra le principali cause di morte, subito dopo gli incidenti, ci sono proprio i suicidi “Anche se non ce ne rendiamo conto queste tragedie hanno un forte eco nella società mentre i giovani sono quelli che ne rimangono maggiormente colpiti, e in taluni casi si può scatenare un meccanismo di emulazione”.

 

La soluzione però non può essere quella di non parlarne o tentare di nascondere la polvere sotto al tappeto, anzi, “Per aiutare i più deboli a non soccombere bisogna diventare più consapevoli rispetto questi fenomeni di disagio, parlare apertamente di suicidio non dev’essere un tabù”.

 

Soprattutto bisogna essere pronti e preparati ad agire per tempo, sapendo riconoscere i sintomi della depressione. Ma nella nostra società, che viaggia sempre più veloce, questo sicuramente non è un compito facile.

 

In questo senso web e social network possono essere al tempo stesso acceleratore del malessere e risorsa utile per combattere il fenomeno: “I social non vanno né demonizzati né sottovalutati”, conferma Di Napoli.

 

Molto meglio allora tentare di educare i giovani a un utilizzo consapevole, da un lato questi strumenti danno un accesso immediato alle persone, senza filtri e senza possibilità di mediazione, lasciando spazio a un linguaggio violento e facendo da innesco per il fenomeno del cyberbullismo.

 

Come spiegato dalla psichiatra però ci troviamo di fronte a tecnologie che ormai fanno parte del quotidiano, sarebbe sciocco pensare di contrastarle cercando di eliminarle dalla vita dei ragazzi. In più questi stessi strumenti permettono ai volontari e gruppi d’aiuto di entrare in contatto con molte più persone e con maggiore facilità, consentendo loro di costruire delle reti di auto-mutuo aiuto.

 

Inoltre web e social sono fondamentali per intercettare i giovani in difficoltà “chiedere aiuto è uno dei passi più difficili lo stigma e i pregiudizi su queste patologie sono ancora molto forti, scoraggiando molti dal cercare di farsi aiutare”.

 

Di Napoli è anche la referente locale dell’European Depression Association, gruppo nato proprio con l’obiettivo di sensibilizzare su un tema complesso e articolato come quello della depressione e in occasione della sedicesima edizione della “Giornata Europea sulla Depressione” (che cadeva ieri 19 ottobre) sono stati programmati a Trento due eventi.

 

Il primo dal titolo “I dolori dei giovani d’oggi: alla ricerca di senso”, si terrà il 22 ottobre alle 18e30 alla Bookique. Durante l’evento interverranno professionisti della salute e volontari del progetto “Tra di noi Youngle Trento” con l’obiettivo di sensibilizzare le persone su questo tema e promuovere interventi di auto-mutuo aiuto.

 

Youngle Trento, infatti è una vera e propria rete di ascolto, sostegno e supporto gratuita, anonima per ragazzi e ragazze fino ai 30 anni che utilizza vari canali, soprattutto social, per permettere a persone che attraversano un momento di difficoltà di confrontarsi con altri giovani preparati e formati all’ascolto digitale e che molto spesso hanno affrontato e poi superato gli stessi problemi.

 

Guest star della giornata il fumettista perginese Ernesto Anderle che presenterà il suo libro a fumetti “Vincent van Love” opera incentrata sul pittore olandese che esalta la forza delle emozioni e vuole essere una rappresentazione potente della fragilità e della sensibilità umana. A fare da intramezzo alla serata ci saranno anche i teatranti della “compagnia instabile” di Trento.

 

Nel secondo incontro previsto per mercoledì 23, sempre di questo mese, si affronterà il tema della salute mentale in un evento dal titolo “Depressione d’oggi: affrontiamola insieme”. L'incontro si terrà nella sala conferenze della fondazione Caritro, alle 17 a Trento.

 

“Secondo le previsioni dell’Organizzazione Mondiale della Sanità la depressione diventerà la prima causa di malattia fra le persone scalzando i disturbi circolatori – conclude Di Napoli – proprio per questo è importante promuovere eventi di sensibilizzazione in grado di gettare una nuova luce su queste patologie e aprire spazi di ascolto per aiutare i giovani ad ottenere quella comprensione che non trovano altrove”.

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