Contenuto sponsorizzato

E' allarme suicidi in Trentino: coinvolti sempre più giovani. Valsugana l'area più colpita. L'Osservatorio: “Serve l'aiuto di tutta la società''

La piaga riguarda soprattutto persone dai 45 ai 54 anni ma negli ultimi anni sono aumentati notevolmente i giovani. Il Trentino Alto Adige è una delle regioni più colpite in Italia. Da qualche settimana è arrivata sul nostro territorio una sede dell'Osservatorio violenza e suicidio che è già presente in quasi tutti le regioni italiane. A breve a Trento il congresso dal titolo “Blue Whale e la prevenzione dei rischi suicidari” 

Di Giuseppe Fin - 14 ottobre 2019 - 06:01

TRENTO. Una strage silenziosa, una di quelle che si fa davvero fatica a parlarne e che rappresenta una piaga sempre più grande del nostro tempo. Stiamo parlando dei suicidi, un allarme lanciato in particolare nel Nord est che coinvolge anche il Trentino. I dati fanno tremare i polsi e con il passare degli anni tra le vittime ci sono sempre più giovani. A confermarlo l'Osservatorio Violenza e Suicidio per la regione Trentino Alto Adige nato da poche settimane e che vede come referente la psicopedagogista Isabella Chirico.

 

Non è semplice analizzare questo fenomeno. Non esiste una mappa ufficiale perché i dati si raccolgono un po’ dalle aziende sanitarie e un po' dalle forze dell'ordine. Manca insomma un sistema integrale.  In Trentino Alto Adige i dati sui suicidi sono elevati tanto da mettere la nostra regione tra le più colpite. Nella nostra provincia è la Valsugana ad avere il triste primato seguita poi dalla Val di sole.

 

Dottoressa Chirico, i suicidi sono cresciuti in Trentino nel corso degli ultimi anni?

La media (salvo qualche picco nel 2014 e nel 2015 quando è stata sfondata quota 50) si attesta sui 42-43 casi all’anno, con una percentuale negli ultimi anni di poco meno di 1 caso ogni 10 mila abitanti. La classe di età più rappresentata è quella tra i 45 e 54 anni. La distribuzione geografica dei suicidi sul territorio della provincia è di 1,03 (ogni 10 mila abitanti) nella zona centro nord del Trentino (che comprende il capoluogo e le valli di Non e Sole); 1,07 la zona est (Valsugana); 0,84 il centro sud (Rovereto e la bassa asta dell’Adige) mentre la zona con meno incidenza è il Trentino sud orientale (Giudicarie e Alto Garda) con 0,63 suicidi ogni 10 mila abitanti.

 

 

Si parla di allarme suicidi nel Nord est. Questo riguarda anche i giovani?

Premetto che i dati epidemiologici riguardanti i giovani non trovano una fonte ufficiale di accreditamento poiché attualmente non esiste un centro ufficiale di raccolta e diffusione dei dati. Siamo a conoscenza del fatto che aumentano i suicidi e i tentativi di suicidi giovanili, seppur siano il 10% rispetto a quelli adulti, è purtroppo un dato destinato ad aumentare per il mondo adolescenziale. Circa 800.000 persone muoiono ogni anno per suicidio, una persona ogni 40 secondi.  È la seconda principale causa di morte tra i 15-25 anni a livello globale e si verifica in tutte le regioni del mondo, ma il 79% dei suicidi avviene in paesi a basso e medio reddito. Per l’Italia, l’Istat indica il tasso di mortalità per suicidio pari a poco meno di 6 per 100mila residenti (in diminuzione negli anni e più basso della media europea, pari a quasi 11 per 100mila, ma non tra i più bassi del mondo secondo la mappa interattiva Oms sui tassi di suicidio). Tale quota aumenta con l’età, passando da 0,7 nei giovanissimi (fino a 19 anni) a 10,5 negli anziani, con valori 4 volte maggiori nei maschi rispetto alle femmine.

 

 

E' un argomento molto delicato. Pur essendo difficile da comprendere, si conoscono le problematiche che maggiormente hanno portato al suicidio?

Non esiste una sola causa, il tentativo di suicidio e il suicidio stesso affondano le loro radici in diversi ambiti: sociale, psicologico, economico, genetico, biologico, culturale. La causa è una somma di molte altre che si sono costruite nel tempo, come ci dice la Scienza Internazionale di Suicidiologia. Poiché la causa affonda in diversi contesti, la persona in crisi suicidaria si sente contraffatta e non percepisce altre vie di uscita. Il suicidio è una questione complessa e pertanto gli sforzi per la prevenzione del suicidio richiedono il coordinamento e la collaborazione tra più settori della società, compreso il settore sanitario e altri settori come l'istruzione, il lavoro, l'agricoltura, le imprese, la giustizia, la legge, la difesa, la politica e i media. Questi sforzi devono essere completi e integrati poiché nessun singolo approccio da solo può avere un impatto su una questione complessa come il suicidio.

 

 

L’Osservatorio violenza e suicidio ha avviato ora la propria attività anche in Trentino. Il suo ruolo?

Abbiamo fondato il 7 ottobre 2019 la sede del Trentino Alto Adige guidata dal Presidente Nazionale dott. Stefano Callipo che, insieme al direttivo, mi ha nominata in qualità di referente per la regione Trentino Alto Adige. La nostra equipe è congiunta con l’associazione Elissa, avendo firmato una Convenzione di partenariato. Le azioni e le attività previste sono di monitoraggio del fenomeno del suicidio e della violenza, fondando il ruolo in un luogo di assistenza e soprattutto di prevenzione: cioè, individuare e abbassare i fattori di rischio che possono concorrere all’ assunzione condotte di rischi suicidari. Posso già anticipare che l’Osservatorio qui in Trentino coopererà con le reti locali Istituzionali, pubbliche e private, tra cui il Comune di Trento e la Fondazione Demarchi, con le quali a breve apriremo a Trento il Congresso “Blue Whale e la prevenzione dei rischi suicidari” che sarà gratuito per la cittadinanza, si svolgerà a fine novembre e a stretto giro seguirà un corso specifico per conoscere le crisi suicidarie e la loro gestione. L’assistenza che offrirà l’Osservatorio Violenza e Suicidio è di tipo psicologico, medico e legale. La nostra equipe è composta da Claudia Poscia, Sara Cuccarollo, Debora Merighi, Paola Taufer, Patrizia Pace, Elena de Simone, Margherita Taras, Stefania Bortolotti. Invitiamo i professionisti interessati a contattarci per ampliare il campo di prevenzione e di assistenza.

 

Sono previste attività o incontri anche all’interno delle scuole?

Certo, è nostra intenzione pianificarli, già nel Lazio e in altre regioni sono stati proposti e sviluppati progetti scolastici in stretta collaborazione con le scuole e con le famiglie. Questo perché per l’Osservatorio è di enorme importanza le fascia e la tutela del minore. In un’ottica di prevenzione la sede del Trentino Alto Adige ha anche una sua autonomia e potrà declinare gli obiettivi dentro il nostro contesto socio culturale: è bene attivarsi precocemente per le condotte che arrivano a manifestare la condotta suicidiaria. Se ci fosse già in atto un’emergenza o un rischio, oppure per una richiesta di azione preventiva all’interno di una scuola, ribadisco l’invito ai dirigenti a contattarci per programmare insieme un piano di azione specifica.

 

 

Quale messaggio vuole mandare?

Il 12 ottobre 2019 si celebra la giornata mondiale della salute mentale che è dedicata proprio quest’anno alla prevenzione dei rischi suicidari. Voglio ricordare quanto citato sia dall’OMS sia dal portale dell’epidemiologia della sanità pubblica: nel 2000 sono morte suicide circa un milione di persone. Si calcola che il tasso globale di mortalità sia di 16 per 100 mila, con una morte ogni circa 40 secondi. Negli ultimi 45 anni il tasso di suicidio è cresciuto del 65% in tutto il mondo. Oggi il suicidio è considerato una delle tre principali cause di morte fra gli individui di età compresa tra i 15 e i 44 anni, in entrambi i sessi. Senza contare i tentati suicidi, fino a 20 volte più frequenti.

Nel 1998, il suicidio rappresentava l’1,8% del carico globale di malattia nel mondo. Si prevede che il tasso arriverà al 2,4% entro il 2020 negli ex Paesi del blocco sovietico.

Nonostante il tasso di suicidi sia sempre stato più alto fra gli anziani di sesso maschile, le percentuali sono cresciute notevolmente fra i giovani, che oggi rappresentano il gruppo a maggior rischio in un terzo dei Paesi, indipendentemente dal reddito.

Più del 90% dei casi totali di suicidio sono associati a disturbi mentali, soprattutto depressione e abuso di sostanze. Tuttavia, alla base ci sono numerosi fattori socioculturali: come già accennato, i suicidi si verificano specialmente in momenti di crisi socioeconomica, familiare o individuale.

 

I suicidi sono prevenibili. Per chi si sente di attraversare un momento di fragilità personale o ha un familiare, un amico, un conoscente in sofferenza mentale può contattare la sede di Trento via email osservatoriotrentinotaltoadige@gmail.com per fissare un appuntamento e ricevere assistenza psicologica, legale e territoriale.

Contenuto sponsorizzato
Telegiornale
Ultima edizione
Edizione ore 19.30 del 16 novembre 2019
Il DolomitiTg, le notizie della giornata in sessanta secondi. Cronaca, politica, ambiente, università, economia e cultura: tutte le news in un minuto
Contenuto sponsorizzato

Dalla home

18 novembre - 09:04

E' successo questa mattina, non ci sono stati feriti ma le persone che si trovavano all'interno sono state soccorse dai vigili del fuoco. La linea è stata chiusa per consentire l'intervento dei tecnici 

18 novembre - 09:30

L'incidente è avvenuto ieri sera poco dopo le 23 e sul posto si sono portati i vigili del fuoco, i carabinieri e i soccorsi sanitari. I tre giovani sono stati trasportati in codice giallo all'ospedale di Arco 

18 novembre - 09:55

Il fienile è stato centrato in pieno danni per decine di migliaia di euro. Già dalle prime ore di questa mattina per frane, smottamenti e alberi schiantati sono stati mobilitati una trentina di corpi dei vigili del fuoco

Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato