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''Allenarmi con Alex mi ha aiutato ad accettare la mia protesi. Mi ha cambiato la vita'', storia di Michele che con Zanardi punta a Tokyo 2020

Obiettivo Paralimpiadi per il giovane trentino iscritto di nascosto dalla moglie alle selezioni per Obiettivo 3 (per la corsa) ma è stato proprio il campione paralimpico a dissuaderlo: ''Se fai qualcosa fallo per vincere''. Oggi è ciclista: ''Sono carichissimo, ho già vinto la mia battaglia''

Pubblicato il - 11 dicembre 2018 - 21:21

TRENTO. Una di quelle storie fatte di voglia di vincere e determinazione. Michele Grieco, un giardiniere di Ischia di Pergine, sta lottando per far avverare un sogno: correre sulla bicicletta nella squadra di Alex Zanardi alle Paralimpiadi 2020. "Intanto allenarmi per questo progetto mi ha aiutato ad accettare la mia protesi", racconta.

 

Sul web il suo nickname è Ironleg, perché tutto è partito da quella disciplina. "Lo scorso dicembre ho iniziato ad andare in palestra per il dolore e per rinforzare un po' il muscolo. A febbraio, ispirato dalla storia di Zanardi ho fatto il mio primo Ironman". Michele si è lasciato alle spalle un osteosarcoma che, a 13 anni, gli è costato un femore e parte del muscolo della gamba; da 14 anni vive con una protesi interna.

 

Nonostante la sua determinazione a tornare ad allenarsi, non era però destinato al triathlon, come ha scoperto lo scorso giugno: "La mia moglie, Sara, mi ha convinto ad andare a quello che inizialmente credevo fosse un incontro per ascoltare la storia di Zanardi. In realtà mi ha imbrogliato, mi aveva candidato di nascosto alle selezioni per Obiettivo 3 (il progetto nato per sostenere atleti diversamente abili e individuarne almeno tre in vista di Tokyo 2020, ndr). È stato proprio il campione a dissuadermi: mi ha spiegato che nella corsa avrei potuto facilmente essere superato dagli atleti con le lame. "Se fai qualcosa fallo per vincere", mi ha detto. E ha scommesso con me una birra sulla mia percentuale di muscolo residua: io dicevo di avere il 60%, lui il 40%. I test gli hanno dato ragione e ora gli devo una birra". Ma se arriverà a Tokyo nel 2020 Michele Grieco si dice "disposto ad offrire ad Alex ben di più, anche una cena intera".

 


 

Ora, indirizzato dagli esperti, l'atleta trentino si dedica esclusivamente alla bicicletta ed è seguito nei suoi sforzi verso le Paralimpiadi dal preparatore atletico di Zanardi Francesco Chiappero e dal presidente di Anmil sport Italia Pierino Dainese.

 

Dopo aver superato i test fisici a luglio ed essere stato selezionato ad ottobre a Padova assieme ad altri 15 atleti meritevoli per il progetto Obiettivo 3, il primo weekend di aprile Michele correrà a Marina di Massa la sua prima competizione importante in vista di Tokyo. "Come per le Olimpiadi, per arrivare alle Paralimpiadi bisogna piazzarsi bene nel campionato - spiega - Intanto sto documentando tutte le tappe degli allenamenti e delle gare su Facebook e Instagram".

 

Ma la sfida ha già prodotto i suoi risultati: "Sono carichissimo - dice l'atleta - la mia vita è cambiata in un anno, ho iniziato ad allenarmi proprio nel dicembre 2017. Ma il primo incontro con Alex è stato il 14 giugno scorso. Zanardi è una persona speciale, che riesce a farti fare anche quello che non riesci. Un tempo nascondevo la mia gamba e cercavo di fare le cose che fanno tutti. Ora invece la accetto e faccio cose che gli altri non possono fare. Ci ho già guadagnato tanto in termini di benessere fisico (ho perso 15 chili e la gamba va meglio) e mentale. Ora parlo della protesi senza problemi".

 

La cosa più bella di questo ritrovato vigore? "Lavoro come giardiniere al parco di Levico, prima tornavo a casa distrutto, ora a fine giornata sono riposato. La parte dura è quella degli allenamenti", scherza Michele.

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