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Dai problemi di salute alla voglia di andare avanti, Pino Dellasega vuole tornare alla guida. Il campione di Predazzo: "Perseveranza"

Diciassette volte campione di sci orientamento e istruttore di nordic walking, per Pino Dellasega camminare era tutta la sua vita. Tra il 2018 e il 2019 gravi problemi di salute l'hanno costretto più volte in ospedale, ma da allora continua il suo percorso di riabilitazione

Di Mattia Sartori - 14 dicembre 2020 - 11:06

PREDAZZO. “A 18 anni significa “patentato” o forse anche un po’ “pericoloso”, a 65 significa “perseveranza”, un’opportunità per ritrovare un po’ di autonomia per affrontare il nuovo anno sempre in cammino”. Queste le sue parole di Pino Dellasega mentre indica felice la P da neopatentato sul retro della macchina. Per questo amante della montagna infatti la conquista della patente sarebbe un importante passo in più verso un’indipendenza, che finora gli è stata negata. (qui il video)

 

Nato a Predazzo nel 1955, Dellasega nella vita è stato diciassette volte campione italiano di sci orientamento e lavora come istruttore di nordic walking e scrittore. Un uomo deciso, che nella vita ha percorso decine di migliaia di chilometri tra le sue amate vette e non solo: è stato anche protagonista di un’incredibile camminata da Lourdes a Santiago, raccontata nel libro Ho camminato con le stelle.

 

Nel luglio 2018 la sua vita viene improvvisamente sconvolta. “Una sera sono andato a letto dopo aver camminato 50 km tra Passo Sella e Moena – ricorda – poi sono stato sorpreso da una fitta lancinante alla testa e mi sono ritrovato in ospedale. La diagnosi? Ictus. Da quel momento ho vissuto per tre mesi in semi paralisi, costretto sulla sedia a rotelle”. Tornato a casa ha iniziato il cammino di riabilitazione, deciso a migliorare, ma gli ostacoli non sono finiti.

 

A gennaio 2019 arriva il secondo colpo e Pino viene nuovamente ricoverato, stavolta per embolia polmonare, con conseguente pleurite. “Non mi sono mai lasciato andare – dichiara – e soprattutto non mi sono mai scoraggiato. Sapevo che il percorso davanti a me sarebbe stato in salita, ma ero deciso ad arrivare fino in fondo”.

 

Ad oggi le condizioni di Dellasega sono migliorate tantissimo, lui stesso racconta soddisfatto: “C’è ancora lavoro da fare, ma in due anni e mezzo sono riuscito a percorrere più di 2500 chilometri, salendo per ben quattro volte al Cristo Pensante, anche se trascinando un po’ la gamba sinistra. Sono tornato anche al lavoro, con la mia collega Chiara Campostrini facciamo formazione sul nordic walking tramite la nostra associazione, Ways”.

 

Il suo più recente obiettivo è la patente, per potersi muovere con più autonomia. “Per me che sono sempre attivo la macchina è uno strumento fondamentale. Tra le mie attività di scrittura, le camminate e il nordic walking sono spesso in giro e non posso sempre approfittare del tempo di mia moglie. La patente mi garantirebbe l’indipendenza necessaria”.

 

Una forza mentale incredibile, che Pino vuole trasmettere agli altri tramite il proprio messaggio: “Mettete sempre davanti il “nonostante”, soprattutto in questi mesi in cui l’imprevisto è quotidianità, come ci insegna il Covid. La vita è fragile e non va mai data per scontata. Allenate la forza d’animo, siate resilienti”.

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