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| 11 mar 2018 | 18:59

Allergie, ci siamo: negli ultimi anni quadruplicati i bambini che ne soffrono

Romano Nardelli: "Patologie tipiche del mondo occidentale ma non solo che derivano sia da caratteristiche ambientali ma anche dall'igiene stessa con cui siamo abituati a vivere"

Allergie, ci siamo: negli ultimi anni quadruplicati i bambini che ne soffrono

TRENTO. Bruciore agli occhi, starnuti impossibili da fermare e male la gola. Mancano pochi giorni all'inizio della primavera e sono già in molte le persone che registrano le prime avvisaglie di allergie.

 

“I sintomi in questo momento – spiega il medico Romano Nardelli dell'ospedale Santa Chiara - sono chiari per chi sa di avere una qualche patologia allergologica ma per chi non l'ha mai avuta i primi sintomi possono essere confusi con un normale raffreddore”.

 

Per quanto riguarda i pollini presenti nell'aria a tenere costantemente monitorata la situazione sono i ricercatori della Fondazione Edmund Mach. Ed è proprio dal centro di ricerca di San Michele che settimanalmente vengono emessi dei bollettini. I questo periodo, viene spiegato in uno di questi, con il maltempo i pollini sono in calo ma non bisogna mai abbassare la guardia. “Il nostro bollettino riporta alte concentrazioni per ontano e nocciolo, medie per cipresso e olmo” spiegano i ricercatori.

 

“Noi monitoriamo i pollini a partire dagli anni '90 – ci spiega Elena Gottardini – ed abbiamo una lunga serie di dati che ci consentono di conoscere una media e di confrontarla di anno in anno. Le concentrazioni si misurano per numero di pollini che ci sono in un metro cubo di aria”.

 

I pollini maggiormente presenti in questo periodo sono quelli della piante Cupressaceae, una famiglia che comprende, per esempio, i cipressi.

 

“I continui cambiamenti climatici – ha spiegato il dottor Nardelli – hanno però rotto la precisa calendarizzazione delle varie concentrazioni di pollini

 

Con il passare degli anni anche in Trentino si è assistito ad un continuo aumento delle persone che si sono trovate a fare i conti con qualche allergia derivante da polline. Patologie, spiega Nardelli “tipiche del mondo occidentale ma non solo che derivano sia da caratteristiche ambientali ma anche dall'igiene stessa con cui siamo abituati a vivere”.

 

L'aumento ha riguardato in assoluto i bambini. Da questo punto di vista c'è stata una escalation drammatica – viene spiegato – negli ultimi anni. Se abbiamo assistito nella popolazione adulta ad un aumento del 20%, nei bambini i dati sono quadruplicati.

 

I consigli che si possono dare sono pochi ma chiari. “Qualora dei sintomi come un semplice e banale raffreddore persistono più del solito allora devono essere attenzionati. Importante poi è guardare alla storia famigliare e intercettare il prima possibile il problema anche con adeguati test”.

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