Contenuto sponsorizzato
Trento
08 marzo | 15:01

Allergie, in 30 anni la popolazione interessata è raddoppiata. Inizia la stagione dei pollini, Nardelli: “Periodi più lunghi e concentrazioni più elevate”

Se 30 anni fa le allergie interessavano il 10 – 15% della popolazione adesso siamo arrivati al 30% con punte del 50% in età pediatrica. Romano Nardelli, direttore della pneumologia di Arco: "L'aumento è dovuto a questioni genetiche di trasmissibilità, per questioni ambientali e per l'inquinamento che porta stati infiammatori per le vie respiratorie. Le concentrazioni degli allergeni sono aumentati"

Foto archivio
Foto archivio

TRENTO. Starnuti, naso che cola, pruriti ma anche attacchi di asma e tanto altro. Con le prime giornate miti e l’arrivo della primavera torna puntuale anche la stagione delle allergie respiratorie.

 

Problematiche che coinvolto moltissime persone e che negli ultimi anni hanno visto un aumento anche nell'età pediatrica. “Le allergie interessano una quota sempre più ampia della popolazione, con numeri raddoppiati rispetto a trent’anni fa e un’incidenza che in età pediatrica che arriva a sfiorare il 50%” ci spiega il dottor Romano Nardelli, direttore della pneumologia di Arco.

 

La stagione delle allergie inizia prima e dura di più. Si suddivide da quelle stagionali e quelle perenni, non è una malattia respiratoria “da danno” come l’enfisema da fumo, ma la conseguenza di una predisposizione genetica su cui incidono fattori ambientali.

 

La stagione è in partenza, nei reparti non si registrano ricoveri legati direttamente alle allergie ma l'attenzione deve rimanere alta visto l’aumento delle concentrazioni di diversi pollini in particolare per i pazienti asmatici, nei quali ulteriori patologie possono rendere il quadro clinico più complesso.

 

Dottor Nardelli quali sono le allergie che riguardano l'apparato respiratorio?

Ormai il mondo allergologico si è stabilizzato. Gli allergeni responsabili di sintomatologia respiratoria sono stati identificati. Fondamentalmente sono sostanze che vengono inalate, che sono disperse nell'aria. Ci devono essere concentrazioni significative e avere dimensioni sufficientemente piccole per raggiungere anche le vie respiratorie più profonde.

Ci sono gli allergeni che una volta definivamo stagionali stagionali. In particolare i pollini, da gennaio, febbraio a ottobre, novembre, coinvolgendo un lungo periodo. Poi ci sono quelli perenni, presenti tutto l'anno, come per esempio quelli derivati dagli animali oppure acari della polvere.

In questo periodo stanno arrivando i pollini e negli ultimi anni l'andamento climatico ha modificato il calendario. Ci sono i pollini degli alpini, del nocciolo che ha quasi terminato il suo periodo, delle betulle e in successione da fine marzo i pollini delle graminacee che ci faranno compagnia per 3 o 4 mesi. Poi c'è anche il paritario per un lungo periodo e tanti altri pollini estivi.

 

Negli ultimi anni abbiamo registrato un aumento di persone che soffrono di qualche allergia?

L'allergia è conseguenza di una predisposizione dell'organismo. Non è una malattia respiratoria 'da danno' come l’enfisema da fumo, ma la conseguenza di una predisposizione su cui incidono fattori ambientali. L'allergia non è prevedibile. E' in aumento sicuro e in maniera significativa. Se 30 anni fa interessava il 10 – 15% della popolazione adesso siamo arrivati al 30% con punte del 50% in età pediatrica.

L'aumento è dovuto a questioni genetiche di trasmissibilità, per questioni ambientali e per l'inquinamento che porta stati infiammatori per le vie respiratorie. Le concentrazioni degli allergeni sono aumentati. La betulla, per esempio, essendo una pianta da ornamento viene usata moltissimo nei giardini, lo stesso il cipresso e altri.

 

Come ma questo aumento in età pediatrica? Solo questioni genetiche?

Perlopiù per predisposizioni genetiche. Ci sono tante ipotesi che hanno cercato di giustificare questo aumento. Fra le ipotesi c'è anche quella che collega l’aumento delle allergie al fatto che le nostre case siano sempre più igienizzate e trattate con detergenti. Il tentativo di eliminare ogni traccia di polvere e di vita quotidiana avrebbe ridotto le occasioni di “allenamento” del sistema immunitario dei bambini. Di fronte a un ambiente troppo sterile, il sistema immunitario – che normalmente produce anticorpi per difenderci da virus e batteri – finisce per reagire anche contro sostanze che non rappresentano veri nemici, come pollini o acari della polvere. Un vero e proprio eccesso di zelo immunitario che innesca il processo infiammatorio alla base dell’allergia.

 

Che farmaci vengono usati?

Ci sono diverse categorie. Ci sono i farmaci sintomatici che controllano i sintomi. Pensiamo, per esempio, all'antistaminico che è quello più conosciuto che ha l'obiettivo di ridurre l'intensità del sintomo. Ci sono poi i farmaci specifici, come quelli broncodilatatori che intercettano i sintomi e poi i farmaci terapia che è con fondamentalmente sono antinfiammatori, per eccellenza il cortisone per via topica e quindi in piccole quantità.

 

I cambiamenti climatici a cui stiamo assistendo hanno avuto delle ripercussioni anche sulle allergie?

Si assolutamente. In Trentino c'è la Fondazione Edmund Mach di San Michele che da anni conosce e studia la concentrazione dei pollini. Un punto di riferimento importante per conoscere le concentrazioni e consentire di prendere provvedimenti mirati. Le ricerche fatte hanno documentato una modifica della presenza e della durata delle concentrazioni con anticipi anche di 20 giorni che per le piante non sono cosa da poco.

 

Quali sono i sintomi delle allergie?

In assoluto il più frequente è l'oculorinite con il coinvolgimento degli occhi e del naso che è il sintomo più frequente e che coinvolge il 25/30% delle persone con allergie con effetti respiratori. Poi abbiamo il 5- 6 % della popolazione che ha invece problemi di tipo asmatico.

 

Avete persone ricoverate a causa delle allergie?

La stagione sta partendo, con queste giornate ci sarà un'esplosione della problematica. Ma è troppo presto per trovare riscontri nei pronto soccorso o in reparto.

Ci sono soggetti ricoverati asmatici, perché hanno avuto infezione virus influenzale che nei soggetti asmatici scatenano infiammazione nel livello polmonare e ha conseguenze più gravi. Particolare attenzione va riservata ai pazienti asmatici che si possono trovare, con altre patologie, con quadri colini complessi.

 

Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
In evidenza
Cronaca
| 19 maggio | 09:04
L'operazione è coordinata dalla Procura della Repubblica di Trento: smantellata una rete criminale transnazionale operativa tra Italia, Austria, [...]
altra montagna
| 19 maggio | 06:00
Un aspetto poco conosciuto della vicenda dei Martiri del Turchino riguarda la figura di Casimiro Ulanowski, padre di Walter - uno dei 59 fucilati [...]
Politica
| 19 maggio | 06:00
In Lombardia si punta forte sulla riassegnazione delle concessioni idroelettriche sulla base di un piano di investimenti (con Fontana che ha [...]
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato