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''Pollini e allergie, è cominciato il periodo critico. Nel 2019 concentrazioni più alte del solito e rispetto al passato sono più allergenici''

Cristofori lavora al Centro di ricerca della Fondazione: ''Gli unici in Italia a sperimentare un campionatore ottico automatico in tempo reale. Nocciolo, le cupressacee con i cipressi e l'ontano hanno fatto registrare quest'anno picchi più alti del solito. Da due-tre settimane hanno iniziato a fiorire il carpino nero e la betulla''

Pubblicato il - 17 aprile 2019 - 13:22

TRENTO. Brutti tempi per gli allergici. Quest'anno il rilascio di pollini delle fioriture invernali è stato più repentino del solito. E negli ultimi trent'anni sono arrivate dall'estero anche in Trentino piante molto allergeniche. A tracciare il quadro è la pollinologa Antonella Cristofori, del Centro di ricerca e innovazione della Fondazione Edmund Mach.

 

Conosciuto per il "Bollettino dei pollini di San Michele all'Adige", il Centro di ricerca e innovazione della Fem si occupa, tra l'altro, proprio del monitoraggio della concentrazione dei pollini nell'atmosfera

 

I dati sono raccolti dal 1989 e il report settimanale è a disposizione della popolazione, consultabile in diversi modi e su diversi canali: sul sito della Fondazione Edmund Mach (qui), nelle farmacie, per posta elettronica (basta iscriversi alla newsletter), via sms (inviando qpol al 3351019034), tramite la segreteria telefonica di MeteoTrentino (telefonando allo 0461 494800) oppure sull'app TreC_Lab Pollini (qui). È inoltre possibile accedere al database dei pollini per consultare l'archivio storico dei bollettini (qui).

 

Ma qual è la situazione dei pollini al momento in Trentino? "Da adesso in poi inizia il periodo più critico - spiega Antonella Cristofori, che lavora assieme a Elena Gottardini (referente del Centro di monitoraggio aerobiologico di San Michele), Fabiana Cristofolini e Maria Cristina Viola - Al momento si assiste alla conclusione della fioritura delle piante invernali, il nocciolo, le cupressacee con i cipressi e l'ontano. Parliamo di piante che emettono i primi pollini già a gennaio; le fioriture invernali hanno fatto registrare quest'anno picchi più alti del solito. Un fenomeno legato al meteo: prima abbiamo avuto un tempo freddo, seguito subito da giornate calde. I fiori si sono quindi aperti repentinamente rilasciando i pollini nell'atmosfera".

"In aggiunta - nota sempre l'esperta - le piante hanno un loro ciclo che può variare negli anni e possono rilasciare più pollini un anno rispetto a un altro. Un evento questo che si è verificato per diverse specie quest'anno, praticamente per tutte quelle a fioritura invernale che abbiamo nominato prima, il nocciolo, i cipressi e l'ontano. Tutte tre hanno fatto rilevare valori della concentrazione nell'atmosfera dei pollini molto elevati".

 

Ma non è finita qui: "Da due-tre settimane hanno iniziato a fiorire il carpino nero e la betulla che sono molto allergenici. In Trentino hanno una produzione di pollini molto forte e le piante sono tanto diffuse nel sottobosco in fondovalle. A metà aprile inizieranno poi a fiorire il frassino, che è sempre un albero, e le erbacee: graminacee e parietaria, che non abbiamo ancora trovato nell'aria".

 

Quindi il climax, ricorda Cristofori: "Fine aprile, maggio è il periodo clou. Quelli primaverili sono i mesi peggiori per varietà di specie che fioriscono e per la loro allergenicità. Sono poi specie i cui pollini hanno effetti su tante persone. Ad agosto ci saranno poi le piante erbacee composite, quali sono l'artemisia e l'ambrosia". Ma pollini nell'aria ci saranno fino a settembre, ricorda l'esperta: "Tra queste piante e la parietaria che ha una durata lunga".

 

Ma "l'inizio stagione più repentino del solito" non è l'unico fattore problematico per gli allergici. Il Centro monitora la situazione dei pollini dal 1989, trent'anni in cui la situazione è cambiata in Trentino: "Dalla raccolta dei dati otteniamo informazioni sulle tempistiche di fioritura, ma anche sulle variazioni e la diversità delle piante - dice Cristofori - Rispetto al passato notiamo oggi che i pollini sono più allergenici e che sono arrivate dall'estero sul nostro territorio nuove piante allergeniche invasive. Parlo ad esempio dell'ambrosia".

 

"Questi cambiamenti - aggiunge - sono dovuti non solo al clima e al meteo, ma anche all'uso del suolo, ai cambiamenti nell'uso delle piante, alla contaminazione".

Per monitorare la situazione alla Fem si servono di un campionatore tradizionale ("Che respira l'aria atmosferica che impatta su un nastro adesivo che gira su un tamburo rotante dal meccanismo a orologio. Il nastro viene cambiato ogni settimana e tagliato in corrispondenza dei giorni, quindi messo sui vetrini con del colorante e osservato al microscopio da un esperto. I dati servono per realizzare i bollettini pollinici settimanali e finiscono nel database"), ma anche, da qualche tempo, di un campionatore ottico automatico in tempo reale, Rapid-E, realizzato da una ditta svizzera (Plair).

 

Si tratta di una sorta di naso intelligente automatico: "Siamo gli unici in Italia a collaborare con l'azienda per una sperimentazione della misura automatica dei pollini - conclude Antonella Cristofori - Rapid-E impara e riconosce i pollini rilevandone la morfologia, dopo 15 minuti riesce a dire qual è la concentrazione di quel polline nell'atmosfera".

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