Annata 'nera' per chi è allergico ai pollini: “Le concentrazioni per betulla e carpino nero oltre la media, ora le graminacee sono nel pieno della fioritura”
Rispetto agli scorsi anni, dice a il Dolomiti la referente dell'Unità di botanica ambientale della Fem Elena Gottardini, le concentrazioni dei pollini di betulla e carpino nero sono state superiori alle medie stagionali. Ora le graminacee sono nel pieno della fioritura

TRENTO. Con i primi caldi 'estivi' registrati negli scorsi giorni sono moltissimi i cittadini che si trovano in difficoltà a causa dell'allergia ai pollini presenti in aria. Una situazione che, spiega a il Dolomiti la referente dell'Unità di botanica ambientale della Fondazione Edmund Mach Elena Gottardini, è resa peggiore quest'anno dalla massiccia presenza di pollini nel territorio provinciale: “Quest'anno – spiega infatti l'esperta – è stata rilevata una concentrazione più alta rispetto alle medie stagionali per i pollini di betulla e carpino nero. La buona notizia è che fortunatamente ora queste due piante stanno terminando il loro periodo di fioritura”.
Allo stesso tempo però, come si può vedere nell'ultimo bollettino pollini della Fem, le graminacee stanno raggiungendo il pieno della fioritura, liberando nell'aria una grande quantità di pollini. “Le graminacee – spiega Gottardini – è considerata, anche per tradizione (pensiamo alla 'febbre da fieno'), la specie per antonomasia per quanto riguarda l'allergia. In questo momento sta raggiungendo il pieno del periodo di fioritura in fondovalle, dove la Fem ha sistemato il suo campionatore, se ci spostiamo in quota però la fioritura si 'sfasa', ritardandosi man mano che ci si alza di quota”.
E proprio le graminacee, dice Humanitas, sono una delle forme allergiche più diffuse, tanto che che si stima che il 10-15% della popolazione ne soffra. Per il momento però la concentrazione dei pollini di graminacee non ha ancora raggiunto l'apice in Trentino: una volta che il picco sarà superato si potrà fare un paragone rispetto alla situazione negli scorsi anni. “Spesso – precisa poi Gottardini – si crede che quei piccoli batuffoli bianchi che vediamo svolazzare in questo periodo, i pappi, siano tra le cause delle allergie, ma si tratta solo di una concomitanza: il periodo nel quale vengono rilasciati dai pioppi coincide semplicemente con la fioritura delle graminacee”.
Se i pollini di betulla e carpino nero, spiega l'esperta, sono tra i primi che vengono rilevati in primavera (prima di loro vengono liberati in aria cipresso, nocciolo e ontano per esempio), le graminacee seguono raggiungendo il picco in questo periodo. “Nelle prossime settimane – sottolinea Gottardini – vedremo un aumento delle concentrazioni di pollini di Urticacee, rappresentati soprattutto dalla parietaria, che cresce in luoghi incolti, ruderali. Si tratta di una specie con un periodo di fioritura particolarmente lungo e della quale troviamo concentrazioni di pollini, con valori altalenanti, da aprile ad ottobre”.
Come mai quest'anno abbiamo registrato una presenza così importante di pollini? “Sicuramente ci sono delle componenti climatiche e meteorologiche che influiscono sulla concentrazione di pollini nell'atmosfera - conclude Gottardini – in particolare ovviamente le condizioni ventose. Quest'anno poi, non essendoci state piogge per un lungo periodo, le precipitazioni non hanno contribuito con un'azione di dilavamento abbassando, almeno temporaneamente, i livelli dei pollini”.












