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Anche i cinema di Trento boicottano Netflix. ''Schermi in bianco'' per la prima di ‘'Sulla mia pelle’

La conferma da Massimo Lazzeri (patron di 5 delle 8 sale del capoluogo) e Antonio Artuso, dell’Astra: ''Il cinema è un'altra cosa. Non si possono trasmettere in contemporanea i film in sala e alla Tv o sul web''. Infuria la polemica in tutta Italia dopo l'ultimo festival di Venezia

Di Nereo Pederzolli - 10 settembre 2018 - 20:33

TRENTO. La decisione è unanime: una giornata di ‘schermi in bianco’ anche nei cinema di Trento che dovrebbero proiettare il primo dei sei film prodotti da Netflix appena presentati alla 75esima Mostra del Cinema di Venezia. Non si potrà vedere, giovedì prossimo, ‘Sulla mia pelle’, il drammatico racconto del calvario giudiziario patito da Stefano Cucchi nei suoi ultimi giorni di vita. Non verrà proiettato perché esce in contemporanea sulla piattaforma digitale che ha prodotto il film, Netflix. Una decisione corale degli esercenti delle sale cinematografiche italiane. Trento compresa.

 

"Per noi il cinema è momento di socialità, occasione d’incontro, conviviale, per discutere e confrontare pareri – ribadisce Massimo Lazzeri, il ‘patròn’ di 5 degli 8 schermi in funzione a Trento -. Ci spiace, il film su Cucchi (diretto da Alessio Cremonini, con un bravissimo Alessandro Borghi) doveva essere occasione per discutere, ma non possiamo subire le imposizioni, le scelte del colosso Netflix. I film devono essere proiettati prima nelle sale e solo poi – magari dopo una quindicina di settimane – essere trasmessi in tv o su piattaforme digitali". Per una questione etica, di rispetto verso quanti amano il cinema, quello con la ‘C’ maiuscola’.

 

Alla presa di posizione di Massimo Lazzeri s’aggiunge quella di Antonio Artuso, dell’Astra, da anni in prima linea nella proiezione di film per certi versi ‘alternativi’, d’essai, per spettatori più cinefili che occasionali. "Vogliamo combattere per tutelare non solo il nostro lavoro, ma anche salvaguardare il valore stesso della proiezione. Vedere un film sullo schermo della sala è altra cosa rispetto alla TV o al computer. Lo diciamo senza temere critiche, forti di esperienze maturate in anni di mirate proiezioni e altrettante curate selezioni".

 

La questione Netflix è esplosa a Venezia. Non solo perché il film ‘Roma’, regia Alfonso Cuaròn, vincitore del Leone d’oro, è prodotto da Netflix. Ma anche perché è la prima volta che una mostra cinematografica di stampo mondiale accetta opere prodotte essenzialmente per la Tv o il web. Venezia ha detto sì, dopo il rifiuto di Cannes. E in laguna Netflix ha fatto il botto. ‘Roma’ del bravissimo Cuaròn ha sbaragliato tutti. Probabilmente otterrà pure degli Oscar. E’ un film splendido, una dichiarazione d’amore anzitutto per il cinema. Proprio così. Tante sequenze – girate con maestria, 65 millimetri, rigorosamente in bianco e nero – fanno riferimento e sono volutamente influenzate da opere felliniane, senza tralasciare Pasolini, pure Tornatore. Perché uno dei momenti topici di ‘Roma’ si svolge in una fumosa sala di un cinema: inquadratura fissa, grandangolare al massimo, dialogo tra la coppia di protagonisti, mentre assistono alle scene finali di una pellicola comica degli Anni ’50. Quando le sale cinematografiche erano davvero aperte al grande pubblico.

 

Per ironia della sorte, ora, ‘Roma’, rischia di non essere proiettato. O quantomeno essere penalizzato, in quanto opera riservata agli abbonati di Netflix ancor prima dei cultori del cinema. Per cercare di placare la polemica, Alberto Barbera, direttore della Mostra Venezia, ha parlato di ‘nostalgia’: non serve essere nostalgici, bisogna amare il cinema a prescindere. Diverso il parere di molti autori. "Netflix ci danneggia, perché determina le scelte degli spettatori". Intanto i gestori delle sale rifiutano i film che escono in contemporanea con la Tv. Cercano di frenare così il calo della frequenza di spettatori in sala.

 

Appena una quarantina gli schermi attivi in Trentino. Molti dei quali ‘accesi’ solo nei fine settimana o nel periodo natalizio. Sale resistenti. Che consentono comunque di godere della visione. Un film proiettato sul grande schermo ha la magia che nessun televisore potrà mai garantire. Insomma, dura vita per i cinefili.

 

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