Il ministero nega il contributo al film su Regeni e scoppia la polemica: "Un insulto alla memoria e alla storia di Giulio"
Le polemiche per l'esclusione del film dal finanziamento sono arrivate anche nelle aule della politica, con l'opposizione che chiede l'intervento da parte della regione Friuli Venezia Giulia. Il Partito Democratico: "Ci aspettiamo che le istituzioni diano voce a quanti sostengono la lotta per la verità e la giustizia"

UDINE. Continua a fare discutere l'esclusione del film “Giulio Regeni - Tutto il male del mondo” da qualsiasi linea di finanziamento prevista dal Ministero della cultura a fronte dei 14 milioni di euro disponibili come sostegno per opere cinematografiche o audiovisive, poiché considerato di scarso interesse culturale (Qui articolo).
Bocciato il documentario sul caso Regeni ma ammessi a contributo altre pellicole, come quella incentrata sulla vita di Gigi d'Alessio. Tutto questo dopo che il film diretto da Simone Manetti non solo è già stato prodotto, ma sta attraversando in questi mesi anche una fase intensa di distribuzione festivaliera attraverso la proiezione in diverse sale cinematografiche sparse per il paese, che sono valse al film anche il riconoscimento del Nastro per la Legalità, sezione del premio del Nastro d'Argento assegnato proprio all'opera su Regeni a Roma per l'edizione 2026 lo scorso febbraio.
Dopo le parole rilasciate nei giorni scorsi da Domenico Procacci di Fandango, che riconducevano l'operazione ad una “scelta politica”, la questione è arrivata anche sui tavoli della politica, anche in Friuli Venezia Giulia.
Particolarmente critica è stata la posizione espressa dalla consigliera Laura Fasiolo del Partito Democratico, che attraverso i canali ufficiali della Regione ha espresso l'opinione secondo cui la l'amministrazione regionale è chiamata a prendere parte nella vicenda, intervenendo a sostegno in prima persona ha dichiarato: “Il mancato finanziamento del docufilm 'Giulio Regeni - tutto il male del mondo', che ricostruisce la tragica storia di Giulio, è un insulto alla memoria e alla storia. Sia da ex parlamentare che ha seguito il caso, sia da consigliera regionale della Commissione Cultura, esprimo piena e totale vicinanza alla famiglia e mi impegno a chiedere l’intervento indignato della Regione Fvg. Ho seguito il caso dalle sue origini, allora in Senato con Luigi Manconi e nella Commissione per i diritti umani, alla ricerca di verità e giustizia. I genitori e la sorella di Giulio intervennero allora in conferenza stampa in sala Nassiriya, a Palazzo Madama, dove il Governo del Paese si assunse l’impegno di affondare le mani alla ricerca del bandolo delle responsabilità".
Sulla stessa falsariga sono giunte anche le dichiarazioni del consigliere dem Nicola Conficoni, che ha commentato l'esclusione del film dai finanziamenti tirando in ballo lo stesso presidente della regione Fedriga.
“A maggior ragione perché l’onda gialla è partita proprio dalla nostra terra – ha detto Conficoni – ci aspettiamo che chi la rappresenta nelle istituzioni, in primis dunque il presidente Fedriga, dia voce a quanti sostengono la lotta per la verità e la giustizia”. In queste ore si sta assistendo ad una diffusa presa di posizione connotata da forte perplessità attorno al mancato finanziamento del film, sia da parte degli addetti ai lavori, sia da parte del sindacato Cgil del Friuli Venezia Giulia, che in una nota ha criticato pesantemente la scelta sostenendo che essa lede gli interessi di tutti coloro che hanno a cuore la causa della vicenda di Giulio Regeni.
“E' uno schiaffo anche per tutto il 'popolo giallo' – sostiene il sindacato - che accompagna e sostiene la causa di Giulio, per tutta quell’Italia che chiede e pretende di conoscere la verità e di veder perseguiti i colpevoli della sua uccisione. Si tratta di un’opera di indiscutibile valore civile e culturale che, dopo l’uscita in sala, ha raccolto l’adesione di ben 76 università per essere proiettata negli atenei, sulla scia dell’iniziativa promossa dalla senatrice Elena Cattaneo. La Cgil Fvg si unisce alle voci di chi pretende chiarezza e trasparenza sui criteri di finanziamento del ministero guidato da Alessandro Giuli per comprendere, se mai sia possibile, quali siano le ragioni, a nostro giudizio paradossali, che hanno portato a finanziare film molto meno significativi dal punto di vista civile e sociale”.
“Giulio Regeni - Tutto il male del mondo” è un film che si è visto negare il finanziamento e sul fronte politico, anche locale, si attende una risposta sulle da parte della Giunta regionale, in particolare dal presidente Fedriga.












