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Brezel, ecco come è nato l'antipasto per eccellenza tra leggende e ricetta

Questo pane tipico di Germania, Austria, Svizzera e Alto Adige ha origini molto antiche e risalgono, addirittura, al VII secolo dopo Cristo. Le prime tracce si possono infatti ritrovare nei monasteri situati nei territori del Nord Italia e della Francia

Pubblicato il - 02 maggio 2018 - 15:29

TRENTO. Tavola imbandita e compagnia presente. La scelta è varia e affonda le radici nella tradizione, dagli affettati al dolce. Il tutto accompagnato dalle specialità birraie della Forst.

 

Un menù a base di prodotti genuini e tradizionali, ma come cominciare? "La risposta più giusta - spiega Nicola Malossini, titolare del ristorante birreria Forst - è partire da un antipasto in grado di stimolare l'appetito: possibilmente qualcosa da intingere nella salsa oppure da avvolgere nella fetta di speck".

 

Una soluzione può essere un brezelMa da dove viene esattamente questo antipasto per eccellenza?

 

"Questo pane tipico di Germania, Austria, Svizzera e Alto Adige - commenta il noto esercente - ha origini molto antiche e risalgono, addirittura, al VII secolo dopo Cristo. Le prime tracce si possono infatti ritrovare nei monasteri situati nei territori del Nord Italia e della Francia".

 

Sembra che i monaci producessero un pane che può essere considerato il primo brezel per i bambini: un premio per quei piccoli che avessero imparato a memoria i versi della Bibbia. In questo senso anche l'etimologia viene in soccorso, dal latino "pretiola" che significa "ricompensa" a "brezel" durante la sua espansione nei Paesi germanofoni.

 

"In seguito - dice Malossini - questo particolare tipo di pane divenne un augurio di fortuna e completezza spirituale per diventare anche un vero e proprio cibo pasquale nella Germania di metà ‘400".

 

All’epoca questi brezel avevano già la forma che conosciamo oggi e potevano simboleggiare sia le braccia incrociate per la preghiera che la Santissima Trinità, ma non sono stati sempre come li conosciamo.

 

Se la forma è rimasta circa come quella di oggi non si può dire lo stesso per la sua tipica tostatura, in origine venivano consumati mezzi crudi, e salatura che lo rendono immediatamente riconoscibile.

 

"Per quanto riguarda il primo aspetto - aggiunge il ristoratore - ci sono due spiegazioni abbastanza simili tra di loro: si racconta, infatti, di un fornaio che si addormentò durante il lavoro e, proprio per questo, il brezel assunse il suo tipico colore. Un’altra storia riguarda sempre un fornaio che, distrattamente, ha cotto il pane nel forno due volte".

 

Comunque sia andata, si può dire che il risultato è stato buono. Invece, per quanto riguarda la salatura, bisogna cambiare addirittura continente. "Più precisamente - evidenzia il titolare della Forst - in quello americano del XVII secolo, dove i padri pellegrini, partiti dall’Europa a bordo della Mayflower, decisero di aggiungere questa variante al pane portato nel nuovo mondo per colonizzarlo".

 

Ma se si ritorna ai giorni nostri, il brezel è diventato un vero e proprio simbolo dello street–food sano e gustoso e, naturalmente, protagonista assieme a wurstel con senape, birra e salse in gran quantità in ogni sagra che si rispetti. E pensare che bastano solamente farina di grano tenero, malto, lievito di birra, bicarbonato di sodio e acqua, alcune regioni utilizzano anche strutto oppure farina e altri cereali, per creare questa squisitezza.

 

"Vi consiglio - conclude Malossini - di abbinare un brezel appena sfornato con le sue salse e una birra Forst. Se invece avete voglia di portarvelo a casa, oppure mangiarvelo mentre ammirate la magia della bella stagione a Trento, non c’è nessun problema perché abbiamo pensato anche a questo". 

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