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Cavalese, ok ufficiale alla riapertura del Punto Nascite e parte la corsa ad intestarsi la ''vittoria''. Zeni: ''La politica non c'entra, è una decisione tecnica''

Fraccaro esulta e dice ''grazie all’impegno che sin dall’inizio abbiamo profuso come M5S, si comincia a rimediare alla gestione fallimentare della sanità in Trentino-Alto Adige". Più equilibrato Fugatti: ''decisione arrivata dopo una forte collaborazione avuta negli ultimi mesi con le istituzioni trentine, le amministrazioni locali delle Valli di Fiemme, Fassa e Cembra''. Cauta l'Associazione Parto per Fiemme: ''Attendiamo l'apertura''

Pubblicato il - 09 ottobre 2018 - 15:52

CAVALESE. "Il Comitato Nazionale Percorso Nascite in data odierna ha dato il via libera definitivo per la riapertura del punto nascite di Cavalese. La data di riapertura sarà quindi ora decisa dalla giunta provinciale trentina che ne ha la
competenza". Così il sottosegretario di Stato alla salute Maurizio Fugatti in merito alla decisione, attesa da tempo, del comitato tecnico che doveva valutare la possibilità o meno di riaprire la struttura della Val di Fiemme. La comunicazione è ufficiale e quindi, finalmente, sono stati risolti gli inghippi legati ai requisiti tecnici e di sicurezza dell'ospedale di Cavalese.

 

Soddisfazione è stata espressa da tutte le parti e c'è chi, ovviamente, adesso fa a gara ad intestarsi la ''vittoria''. I primi sono quelli del Movimento 5 Stelle che tramite il ministro per i rapporti con il Parlamento Fraccaro spiegano che: ''Finalmente Cavalese può riaprire. Il Comitato Percorso Nascita nazionale ha espresso parere positivo alla riapertura del punto nascite accogliendo in pieno le nostre richieste. È una vittoria per tutti i cittadini che hanno diritto ad adeguati livelli di assistenza sanitaria e dimostra l’impegno del Governo per la salvaguardia dei servizi territoriali. Ora - prosegue Fraccaro - finalmente, grazie all’impegno che sin dall’inizio abbiamo profuso come M5S, si comincia a rimediare alla gestione fallimentare della sanità in Trentino-Alto Adige".

 

Più composta la Lega con Maurizio Fugatti che riconosce che "il ministero della salute si compiace per tale decisione arrivata dopo una forte collaborazione avuta negli ultimi mesi con le istituzioni trentine, le amministrazioni locali delle Valli di Fiemme, Fassa e Cembra, nonché con le associazioni locali impegnate sul punto nascite". Fugatti che, però, spiega che ora ''la data di riapertura sarà decisa dalla giunta provinciale trentina che ne ha la competenza''.

 

''Fa sorridere - spiega l'assessore alla salute Luca Zeni che ha seguito la cosa sul piano istituzionale in questi anni - che ora Lega e 5 Stelle vogliano intestarsi la vittoria per la riapertura del punto nascite. E' ridicolo perché ricordo che all'interno della commissione nazionale del Comitato nazionale percorso nascite non siede né la ministra Grillo e nemmeno il sottosegretario Fugatti. E' la stessa commissione, con gli stessi componenti e con la stessa normativa di prima dell'insediamento del nuovo governo. Non siedono politici ma medici. La decisione è stata presa dopo un lungo e articolato confronto tra la Commissione e l'Azienda sanitaria che, su mandato della Giunta, ha collaborato all'iter previsto per la verifica della possibilità della riapertura".

 

''La data dell'apertura - prosegue Zeni - non sarà decisa perché spinti dalla campagna elettorale. A noi stanno a cuore la salute delle mamme e dei nascituri. Prima saranno fatte le verifiche, d'accordo con Roma, e poi quando sarà ritenuto opportuno sarà l'azienda sanitaria a dare l'ok. Ricordo che la decisione di chiudere e di riaprire non è mai stata una decisione politica ma una decisione scaturita proprio dalla Commissione Percorso nascite in base a valutazioni sulla casistica di parti nelle strutture, con riferimenti a norme che valgono ancora e che non sono state modificate, ma che sono soltanto state derogate, dopo un lungo e complesso iter, per il caso specifico''.

 

Soddisfatto ma cauto anche Alessandro Arici, portavoce dell'Associazione Parto per Fiemme: "La motivazione tecnica per la riapertura è che la Val di Fiemme è lontana da Trento, ora però non vogliamo tornare indietro a tre anni fa e sentire che non si può aprire perché mancano i professionisti. I bandi ci sono e l'organico può essere completato. Nel frattempo chiediamo di completare la rosa del personale attraverso il ricorso a gettonisti di qualità. Ora la priorità è conoscere la data di riapertura e superare le ultime resistenze per rivedere il punto nascita operativo. Solo allora saremo pronti a riconoscere il lavoro di chi lo ha portato a termine".

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