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Comunità e volontariato per far rinasce la Chiesa di Sant'Agata: ''Ritrovata anche una porta molto antica''

Prosegue a pieno ritmo la valorizzazione del Dosso di Sant'Agata. Un'operazione iniziata a febbraio scorso, quando è stata lanciata la campagna di sottoscrizione fondi: la somma a preventivo è di circa 40 mila euro per un progetto, "Un paese, il suo colle, la sua chiesa", che vede il coinvolgimento attivo degli abitanti

Di Luca Andreazza - 16 dicembre 2018 - 20:36

TRENTO. Prosegue a pieno ritmo la valorizzazione del colle di S. Agata a Povo. Un progetto articolato, messo in campo da circoscrizione e parrocchia, per riqualificare le passeggiate e il prato sommitale tra una rinnovata segnaletica e la pulizia del bosco, quindi la messa sicurezza della chiesetta dalle infiltrazioni d’acqua, ma anche la volontà di ripristinare e rivitalizzare i terrazzamenti del dosso, ora incolti e abbandonati.

 

I lavori principali riguardano il tetto. "Abbiamo posato i strati di legname di larice - spiega Sergio Casetti, presidente della circoscrizione di Povo -. Successivamente inseriamo le lastre, un telo e il porfido antico per garantire una copertura solida e perfetta: il rifacimento del tetto è necessario per porre rimedio ai problemi di infiltrazioni, che minacciano la stabilità dell'edificio".

 

E' soddisfatto il numero uno dell'ente locale di Povo. "I fornitori sono stati molto disponibili e questo ci ha permesso di risparmiare qualcosina per intervenire anche sugli interni. Tutto viene eseguito a regola d'arte tra permessi, autorizzazioni, tutela artistica e piena sicurezza dei lavori". 

 

Un'operazione iniziata a febbraio scorso, quando è stata lanciata la campagna di sottoscrizione fondi: la somma a preventivo è di circa 40 mila euro per un progetto, "Un paese, il suo colle, la sua chiesa", che vede il coinvolgimento attivo degli abitanti, ma anche artigiani e professionisti che si sono messi a disposizione a prezzi da comunità.

 

"Una grandissima riposta della nostra comunità - prosegue Casetti - oltre ogni obiettivo. Tutto viene seguito dalla Soprintendenza per i beni artistici per il grande valore storico e culturale della chiesetta. Questa iniziativa vede il supporto anche di MemoryLabPovo, che cura le memorie del Sobborgo e del suo paesaggio, l'Istituto Artigianelli per la promozione e delle classi terzi delle scuole 'Moggioli', guidate da un esperto naturalista e custode forestale, mentre in parallelo l'Università di Trento si è attivata per una ricerca storica medievale e per rilevare la presenza di un antico castello sulla sommità del dosso".

 

Nel corso dei lavori è emersa anche una sorpresa. "Durante un carotaggio è stata rilevata la presenza di una porta sul lato meridionale - evidenzia il presidente - la chiesa sembra fosse orientata da sud verso nord. Probabilmente durante l'epoca del Concilio di Trento questo luogo di culto è stato ampliato e la disposizione invertita".

 

Sentieri mantenuti in buono stato da Comune e Azienda forestale, ma la segnaletica è carente. In progetto la posa di qualche tabella esplicativa della natura tra vegetazione, rocce, popolazioni animale e muretti per illustrare la ricchezza dell'habitat. Terminati i lavori al tetto, il passo successivo è, infatti, quello di sistemare i sentieri e le vecchie terrazze. In questo caso dovrebbe entrare in gioco il Servizio ripristino della Provincia di Trento.

 

"Alcuni documenti indicano che la chiesa fosse visibile da Povo, così come dalla città, un punto di riferimento. Ora - conclude Casetti - l'intenzione è riproporre quel paesaggio, illuminare questo luogo e destinare alcune zone a coltivazione. Riportare all'anticvo splendore il terzo dente della Tridentum romana". 

 

Questa la prima fase, senza il contributo economico dell'amministrazione comunale, che cerca però di rivelarsi ancora più ambizioso nel lungo periodo: l'idea della circoscrizione è quella di accendere l'interesse di Provincia e Comune per restaurare completamente la chiesetta: un'operazione troppo onerosa anche per le possibilità di volontariato.

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