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E' morto il regista Ermanno Olmi, il ricordo del Trento Film Festival: " La sua scomparsa lascia un grande vuoto, ma non i suoi insegnamenti"

Regista autodidatta, pioniere nel campo del documentario, creatore di un linguaggio personale nelle opere. Sperimentatore incessante ha inoltre portato per la prima volta al cinema il dialetto come lingua, oltre che i grandi miti della tradizione cristiana

Pubblicato il - 07 maggio 2018 - 19:53

TRENTO. È morto all'età di 86 anni a Asiago il regista Ermanno Olmi, nato nel 1931 a Bergamo. Regista autodidatta, pioniere nel campo del documentario, creatore di un linguaggio personale nelle opere come "Il tempo si è fermato", "I recuperanti" e la "Circostanza".

 

Sperimentatore incessante ha inoltre portato per la prima volta al cinema il dialetto come lingua, oltre che i grandi miti della tradizione cristiana.

 

Anche il Trento Film Festival ricorda Ermanno Olmi per un legame di amicizia, ma anche artistico per aver partecipato alla manifestazione con le proprie opere, come nel 2010 con il film "Le rupi del vino", sui vigneti terrazzi della Valtellina oppure nel 2008 per "Kalkstein - La valle di pietra".

"Una partecipazione quella del 2008 – commenta Mauro Leveghi, numero uno del Trento Film Festival - che ha lasciato il segno, non solo per la bellezza e l’eleganza del film, come d’altra parte tutte le opere di Olmi, ma soprattutto per il messaggio di amore che ha lasciato a tutti noi, come i grandi valori che custodiscono chi dedica, nell’ombra e nel silenzio, la vita agli altri, con spirito di abnegazione e semplicità. Lontano dai riflettori".

 

Un messaggio ancora attuale "che conserviamo - aggiunge Leveghi - insieme al ricordo del sorriso affettuoso e coinvolgente del grande regista. La sua scomparsa lascia un grande vuoto, ma non i suoi insegnamenti che costituiranno un tesoro per tutti coloro che amano il cinema".

A Ermanno Olmi nel 1959 è stata assegnato alla kermesse trentina il “Rododendro d'Oro”, per il film "Il tempo si è fermato".

 

Nel 2012 ha ricevuto anche il prestigioso premio dell'International Alliance for Mountain Film che gli venne consegnato dall’allora presidente del Trento Film Festival, Roberto De Martin.

 

L’associazione, che riunisce i più importanti festival di cinema di montagna nel mondo, riunitasi proprio a Trento in occasione della sessantesima edizione della rassegna cinematografica, decise di conferire il riconoscimento al celebre regista e sceneggiatore “per la sua opera di valorizzazione del cinema di montagna, attraverso importanti film documentari e a soggetto e per aver avviato una scuola di cinema di settore”.

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