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Il Trento Film Festival è anche il Premio Itas per la letteratura di montagna. Lo scrittore Enrico Brizzi premia anche due trentini

Per la prima volta premiata anche graphic novel, un'opera apprezzata tanto per la bellezza dei disegni quanto per la poeticità del racconto. Ancora tante le iniziative in programma come gli "Aperitivi letterari' a MontagnaLibri in piazza Fiera con la voce di Francesca Sorrentino e le musiche di Nicola Segatta

Di Luca Andreazza - 27 aprile 2018 - 23:05

TRENTO. Il Trento Film Festival è anche l'occasione per celebrare il concorso letterario dedicato alle opere in cui si celebra la montagna, il Premio Itas del Libro di Montagna, giunto alla sua quarantaquattresima edizione.

 

Tanti i premi assegnati da Enrico Brizzi (presidente di giuria), Lorenzo Carpanè (coordinatore del premio e responsabile del progetto formativo dedicato ai ragazzi Montagnavventura) e Paolo Cognetti, vincitore dell’edizione 2017.

 

La migliore opera narrativa è La Lezione del Freddo (Einaudi) del filosofo cognitivista milanese Roberto Casati, quindi la migliore opera non narrativa è La Cresta Infinita (Alpine Studio) di Sandy Allan e la migliore opera narrativa per ragazzi è L’Uomo Montagna (Tunuè) di Séverine Gauthier e Amélie Fléchais.

 

"Il saggio narrativo di Roberto Casati sul freddo e i suoi inattesi insegnamenti - commenta Enrico Brizzi, scrittore e presidente di giuria dal 2013 - ma anche l'ironica e potente narrazione di Sandy Allan di un'impresa alpinistica di primissimo ordine lungo la Mazeno Ridge, così come la delicatissima opera grafica francese 'L'Uomo montagna' di Séverine Gauthier e Amélie Fléchais dimostrano come mai come oggi l'editoria consacrata alla montagna sembra vivace e capace di presentare un ampio e variegato ventaglio di titoli".

 

L'Uomo di Montagna in particolare è la prima graphic novel a ricevere il Premio Itas, un'opera apprezzata tanto per la bellezza dei disegni quanto per la poeticità del racconto.

 

È un libro per un pubblico giovanissimo, ma chiaramente indirizzato anche a quello più adulto per molteplici motivi: dalla simbologia del racconto, ai diversi livelli di lettura fino all’estrema cura nella costruzione di tavole complesse, caratterizzate da colori tenui e disegni romantici.

 

Menzione speciale quindi per Echi nel Silenzio - Paesaggi della Grande Guerra dal Garda al Pasubio (Publistampa edizioni) del trentino Andrea Contrini.

 

Si tratta di un libro fotografico che propone quasi duecento fotografie a colori, che raccontano i luoghi della cosiddetta “Guerra bianca”. Il progetto editoriale si è distinto per la sua maestria nel raccontare tre concetti sublimi con sguardo originale: la Grande Guerra, la fotografia e la montagna. 

 

Altre due opere significative si sono distinte nell'ambito del Premio Itas: L’attraversamento invernale delle Alpi (MonteRosa Edizioni) di Alberto Paleari per la sezione narrativa e Il peso delle ombre (Gabriele Capelli Editore) di Mario Casella per la sezione non narrativa.

 

Un'iniziativa in grado di confermare anche quest’anno il successo di Montagnavventura, il progetto formativo rivolto alle scuole che ogni anno invita i giovanissimi a trascrivere le emozioni della montagna all’interno di un concorso a loro dedicato. 

 

"Gli oltre 650 racconti pervenuti - dice Lorenzo Carpanè, coordinatore del progetto - fanno di Montagnavventura il concorso di narrativa per ragazzi di maggiore successo in Italia e testimoniano il desiderio sempre più forte tra i giovani di esprimere, attraverso la scrittura, quelle emozioni che solo ambienti naturali come la montagna possono far nascere".

 

Nella sezione ragazzi 11-15 anni, a aggiudicarsi il premio Montagnavventura è stata Jenny Bonetti (14 anni, Trento) con il racconto L'inferno sulla Terra. Il premio Montagnavventura sezione 16-26 è stato assegnato, invece, a Giacomo Ruaro (26 anni, di Costabissara – VI) con Il Puzzone; Maria Letizia Boscagin (17 anni, Albaredo d'Adige – VR) con Un grigio, malinconico acquerello e Paolo Bursi (24 anni, Buttapietra – VR) con Profumo di Provenza.

 

“Mi riempie inoltre d’orgoglio poter affermare che il livello qualitativo dei racconti arrivati quest’anno si è alzato notevolmente. Abbiamo letto tantissimi racconti interessanti e abbiamo avuto non poca difficoltà a decretare i vincitori, un imbarazzo nel quale spero di ritrovarmi nuovamente anche per la prossima edizione”.

 

I due premi Aquila Studens 2018, con il quale Itas premia le due migliori tesi di laurea sullo studio della montagna e dell’ambiente alpino in ogni aspetto naturale, umano, storico e letterario, sono stati assegnati a Gian Gabriele Della Torre per la tesi triennale “Stima della sostenibilità economica negli alpeggi della Val Dossana” e Maria Martini Barzolai per la tesi magistrale “Alte Dolomiti: fallimento di governance in un network di destinazione in Comelico”.

 

Le attività di Itas nel corso di questo Trento Film Festival non sono terminate: sabato 28 aprile alle 18 alle Teatro Sociale di Trento spazio agli autori delle opere vincitrici che incontreranno il pubblico e si troveranno a dialogare con Enrico Brizzi e Lorenzo Carpanè.

 

 

Mercoledì 2 maggio alle 17 a MontagnaLibri, Lorenzo Carpanè presenta Cimbri dei Monti Lessini di Ugo Sauro, tra i finalisti all’edizione 2018, mentre giovedì 3 maggio sempre alle 17 in piazza Fiera il coordinatore di Montagnavventura e Linda Cottino presentano i libri segnalati in questa edizione del Premio Itas.

 

Tutti i giorni dal 29 aprile al 3 maggio, alle 18.30 a MontagnaLibri ecco gli “aperitivi letterari”. Narrazione, musica e un aperitivo finale. Per gustare imprese, personaggi, storie della montagna: voce di Francesca Sorrentino e musiche di Nicola Segatta

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