Contenuto sponsorizzato
| 16 ott 2018 | 20:00

Itas in campo con Aquila Basket per la cultura della prevenzione anche nel mondo dello sport

Il Gruppo Itas ha un rapporto consolidato ormai da diversi anni come Top Sponsor dei bianconeri, ma sostenendo anche la Fondazione Aquila Basket che, attraverso il progetto Trentino Basketball Academy, mira allo sviluppo di un modello territoriale sportivo comune

Davide Dada Pascolo (foto di Daniele Montigiani)
di Redazione

TRENTO. Itas e sport è un binomio quasi naturale. Da molti anni il colosso trentino delle assicurazioni è punto di riferimento per il mondo dello sport e per le associazioni che promuovono le attività come strumento di crescita sociale ed educativa. 

 

L’impegno del Gruppo è concentrato soprattutto sul settore giovanile, con l’obiettivo di incentivare la crescita di nuove generazioni con i valori sani dello sport.

 

In particolare con Aquila Basket, Itas ha un rapporto consolidato ormai da diversi anni come Top Sponsor della squadra, ma sostenendo anche la Fondazione Aquila Basket che, attraverso il progetto Trentino Basketball Academy, mira allo sviluppo di un modello territoriale sportivo comune.

 

Il progetto coinvolge 26 settori giovanili e 25 centri minibasket nelle province di Trento, Bolzano e Verona, con circa 3.000 giovani praticanti, almeno 1.500 dei quali di età compresa tra i 5 e gli 11 anni, seguiti da oltre 100 istruttori abilitati e quasi 150 allenatori.

 

Lo sviluppo di una vera e propria cultura della prevenzione è un altro dei pilastri fondamentali che guidano l’azione della Compagnia mutualistica, per creare una vera e propria cultura legata al ruolo di un’assicurazione, facendone percepire il valore anche sociale.

 

Per questo Itas ha fatto una chiacchierata con due figure molto importanti di Aquila Basket che, con ruoli diversi, si fanno portavoce dei valori che questo splendido sport sa interpretare. Ecco la prima intervista.

 

Davide Pascolo

Davide "Dada" Pascolo è un'ala grande italiana. Cresciuto con la maglia della Pallacanestro Udine, Dada è entrato in Aquila Basket già nel 2011. Nella stagione seguente, con 16 punti a partita e una percentuale di tiro del 64.7%, ha contribuito alla promozione della Dolomiti Energia Trentino in Serie A. Pascolo conta anche quattro presenze con la maglia della nazionale italiana di basket.

 

Davide, parliamo di tutela. Come giocatore di basket professionista avrai sicuramente la necessità di tutelarti da eventuali infortuni. Come sviluppi in concreto questo tipo di tutela?

Sì, noi giocatori siamo sempre molto attenti a evitare possibili infortuni che possono mettere a repentaglio la nostra condizione fisica o in casi più gravi, anche l’intera carriera.

Fortunatamente abbiamo delle tutele base messe a disposizione sia dalla Società per la quale giochiamo, sia dalla Lega Basket.

Naturalmente è molto utile avere delle tutele personali aggiuntive, che possano coprire in modo puntuale le esigenze di ogni singolo atleta.

Da questo punto di vista mi sono attivato personalmente per tutelarmi al meglio dal rischio di infortuni.

 

Te ne occupi in modo autonomo o sei seguito da un professionista?

Ho scelto di affidarmi a un professionista che possa consigliarmi nel prendere le decisioni giuste.

Per l’attività che svolgo devo essere concentrato al 100% nella mia attività agonistica e potermi fidare di qualcuno, esperto di questi temi, è molto importante e mi permette di lavorare sereno senza dovermi preoccupare anche di questo aspetto.

 

La vita sportiva di un giocatore professionista non è lunga come quella di un normale lavoratore. Hai già pensato a cosa farai dopo?

Per ora non ho ancora un’idea precisa. Ho diverse passioni, mi piace molto viaggiare, ma non mi dispiacerebbe rimanere nel mondo dello sport.

Per ora mi dedico anima e corpo alla pallacanestro e spero che questo possa durare ancora per molti anni!

 

E dal punto di vista previdenziale? Stai già pensando al tuo futuro quando non avrai più uno stipendio da giocatore?

Sì, da alcuni anni sto già pianificando per tutelarmi dal punto di vista economico una volta che smetterò di giocare.

Anche qui sono seguito da un professionista che mi aiuta ad avere una visione più ampia, anticipando le mie esigenze future e trovando soluzioni adatte alle mie esigenze.

Direi che affiancarsi a una persona di fiducia è necessario per poter essere tranquilli e dedicarsi alla propria attività senza altri pensieri. Soprattutto al caso in cui il giocatore è molto giovane. Io ho cominciato a pensarci ancora prima di arrivare in serie A ma mi sono affiancato da subito a un professionista.

Questo mi ha aiutato a non fare il passo più lungo della gamba ma a ragionare volta per volta a piccoli passi, per costruire le soluzioni più adatte a me.

Direi che avere a fianco una persona capace, con cui instaurare una relazione professionale di fiducia è fondamentale.

Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
In evidenza
Società
| 03 giugno | 19:40
Nata nel 1906 nel cuore di Trento dall'intuizione di Giuseppe Cappelletti, l'Antica Erboristeria Cappelletti ha attraversato quattro generazioni, [...]
Cronaca
| 03 giugno | 20:49
Dopo l'allarme sul posto sono intervenuti i soccorsi sanitari che non hanno potuto far altro che constatare il decesso dell'uomo, in corso le [...]
Cronaca
| 03 giugno | 18:41
Dopo le precipitazioni degli scorsi giorni, il prossimo passaggio perturbato è atteso in Trentino nella notte tra giovedì e venerdì: a seguire [...]
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato