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Le Acli espongono un cartello: ''Silvia libera''. Pipinato: ''Se la politica arretra, la società civile deve accelerare''

Il cartello è per Silvia Romano, la 23enne milanese rapita in Kenya e oggetto di un duro attacco sui social. Anche le Acli sono costantemente impegnate in Africa: "Il nostro impegno non si ferma, non si interrompe"

Di Luca Andreazza - 30 novembre 2018 - 19:22

TRENTO. E' comparso in via Roma, fuori dalla sede delle Acli, un cartello per chiedere la liberazione di Silvia. E' Silvia Romano, la volontaria italiana rapita in Kenya una decina di giorni fa.

 

Un cartello dai tanti significati, quello per sostenere le ricerche della 23enne di Milano, oggetto di un attacco social nei giorni scorsi, frasi molto dure che invitavano il governo a non intervenire, a non pagare riscatti. Una vita non varrebbe il riscatto perché sarebbe dovuta restare a casa. Semmai aiutare gli italiani.

 

Un messaggio che però non può essere accolto dalle Acli. "Il nostro impegno non si ferma, non si interrompe - spiega Fabio Pipinatostorico direttore di Unimondo e oggi presidente di Ipsia del Trentino e Cta Acli - se la politica indietreggia, la società civile deve accelerare. E' un banco di prova e dobbiamo dimostrare la solidità della nostre organizzazioni".

 

Il cartello è anche, infatti, il modo "esorcizzare" la partenza, direzione Uganda, di Pietro Scartezzini, trentino e coordinatore di un progetto che ruota intorno alla realizzazione di una scuola agraria. Il Trentino continua nei suoi obiettivi in giro per il mondo per portare un aiuto concreto in Africa.

 

Le Acli, tramite la propria ong, è in prima linea da oltre venti anni in Africa per valorizzare le risorse di un continente in crescita, promuovere il lavoro remunerato e sostenibile, abitare la terra di una cittadinanza globale e sostenere le nuove generazioni. Sono attualmente attivi 24 progetti nel maxi piano "Acli4Africa" tra Malì e Senegal, Kenya e Mozambico (Qui info).

 

"Acli4Africa coniuga sostenibilità di impresa - conclude Pipinato - attenzione al contesto ambientale, coinvolgimento delle comunità e formazione giovanile. Il Trentino è da sempre attento alle esigenze di questo continente. Un sfida ambiziosa, che richiede la cooperazione e l’impegno di tutti, per il raggiungimento di un bene comune. Nessuno escluso, nessuno lasciato indietro".

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