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''Non lo sopporto più. Ecco come sono riuscito a eclissare tutti i post con il suo nome. Ho mezza bacheca bloccata ma sono felice''

Mattia Zadra con un programmino facilissimo è riuscito a bloccare ogni post con il nome di Bambini (lo chiameremo così altrimenti non potrebbe leggerlo): ''Ero esasperato. Lui ormai fa come il torero. Ci agita il mantello con un post e poi noi ci scanniamo tra amici, parenti, conoscenti. Adesso basta''

Di Luca Pianesi - 26 agosto 2018 - 19:12

TRENTO. ''Appena l'ho attivato mezzo Facebook mi è scomparso, è diventato tutto rosso, ma ora posso tornare a usare il social come facevo un tempo in maniera spensierata senza rovinarmi il fegato''. Ci scuserete se non useremo mai il suo nome. Lo chiameremo Bambini tanto tutti capirete chi è: ministro dell'Interno, leader della Lega, in questi giorni era in Trentino tra magliette degli alpini e selfie. Lo dobbiamo a Mattia Zadra che ha lanciato questa piccola rivoluzione silenziosa e altrimenti non potrebbe leggere questo articolo. Già perché con un programmino facile facile da scaricare ha trovato il modo di liberarsi di Bambini e di tutti post che lo nominano con in un colpo solo.

 

''Qualche giorno fa ho guardato la mia ragazza e ci siamo detti: 'basta non ne possiamo più'. Ci siamo resi conto che siamo invasi dai post che parlano di lui, lo nominano, per i motivi più vari, lo insultano o lo osannano - spiega il 27enne di Mezzolombardo che oltre a fare il guardiano alla Protonterapia è scrittore e poeta ed è il coordinatore provinciale del Trento Poetry Slam, un contest di poesie -. Ha creato un clima insostenibile di rabbia, frustrazione, aggressività. Mi sono convinto che lui agisca un po' come fa il torero. Fa il suo post, esprime il suo pensiero, ed è come se ci mostrasse il mantello rosso. A quel punto, apriti cielo, noi, come tori impazziti, cominciamo a scannarci tra amici, conoscenti, parenti. Penso che alla lunga sia insostenibile a livello sociale uno scontro di questo tipo".

 

E tra l'altro è un sistema che si nutre di sé stesso. Giornalmente il tiro deve essere alzato, il linguaggio deve diventare per forza più violento, più forte, per evitare che l'attenzione cali. E così ci scopriamo, all'improvviso, che parliamo, per esempio, dei migranti come se fossero dei pacchi postali, degli oggetti: "Ne sono arrivati 150", "li fermiamo su una nave", "quelli non li facciamo scendere". Senza pensare che uno stato di 60 milioni di abitanti, avanzato, democratico, che si trova dalla parte fortunata del mondo è inammissibile che lasci su una nave ancorata a un suo porto 150 persone.

 

Ed è ancor più mostruoso il giochino di chi paragona i drammi, li mette a confronto tra loro, in una sfida al ribasso e una corsa al massacro dove i migranti finiscono su un piatto della bilancia e sull'altro ci vanno i morti di Genova, dove da un lato ci mettiamo i braccianti immigrati morti sui furgoni dei caporali in Puglia e nell'altro, per esempio, Pamela. Persone, padri, madri, figli. Come si fa a paragonare gli esseri umani cercando di attribuire loro un peso specifico diverso? Come ci si può dividere su certi temi? Eppure è così.

 

"E allora, almeno per la mia serenità personale, ho chiesto ai miei contatti Facebook se qualcuno sapeva come si potevano bloccare tutti i post con dentro quel nome - prosegue Mattia - e uno dei miei amici mi ha dato la dritta giusta: un programmino semplicissimo nato per evitare alle persone spoiler sulle loro serie preferite o suoi film in uscita o sullo sport. È bastato scaricare l'estensione per Chrome 'Spoiler Protection 2.0' inserire il nome del ministro dell'Interno nel filtro et voilà. Mai più Bambini sulla mia pagina Facebook. Al suo posto un blocco rosso. Romanticamente potremmo chiamarlo una Eclissi di Bambini. E in un attimo è stato evidente il peso che ha: più della metà dei post che avevo sulla bacheca è stato oscurato. E' diventato rosso".

 

 

"Poi lo so che non è questo il modo per batterlo, per liberarsi davvero di lui, ma è un modo per dirgli 'basta, io non ti considero più, mi hai talmente stufato'. E in fondo lui è un po' come un bambino che batte i pugni, urla e dice le parolacce per avere attenzione. Da me non l'avrà più. Facebok torno a usarlo per la musica, le foto, gli amici e leggere le notizie ma senza di lui dentro". 

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