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Savoi ci ricasca, dà del Pirla a Rossi, insulta Maschio e manda un ''bacione'' a Grisenti: è il presidente della Lega al governo del Trentino

Il numero uno del partito di maggioranza in Provincia aveva appena finito di scusarsi per aver scritto ''Zecche Rosse. Bastardi. Sarà vendetta, si salvi chi può quando vinceremo'' a un giornalista ed ecco un'altra sequela di orrori scaricati su Facebook. Rossi: ''La mia colpa sarebbe quella di essere figlio di genitori solandri che per sopravvivere dovettero emigrare dalla loro valle per andare a Milano a lavorare? Io sono orgoglioso di loro''

Di Luca Pianesi - 24 febbraio 2020 - 05:01

TRENTO. A noi de il Dolomiti ha dato dei ''culattoni'' (la doppia ''t'' l'abbiamo aggiunta noi) pubblicamente sotto un articolo, a un altro giornalista ha scritto ''Zecche Rosse. Bastardi. Sarà vendetta, si salvi chi può quando vinceremo'' (qui la punteggiatura è de Il Dolomiti) per commentare una notizia che, tra l'altro, se l'avesse letta, dava ragione alla Lega. Ieri, poi era davvero in grande forma, ed è andato prima sul profilo dell'ex presidente della Provincia Ugo Rossi e gli ha piazzato un bel ''Pirla di Milano'' e poi sotto un post del consigliere comunale Andrea Maschio ha ingaggiato una tenzone con tutti partendo da un ''che pena.. ma dopo il tre maggio anche Maschio sarà a casa...'' (qui la punteggiatura è sua).

 

E poi via, dietro ad ogni commento, risposte tipo ''bacioni'', ''stai sereno'', ''vinciamo noi'' senza dimenticare elegantissimi post da anti juventino tipo quello dopo la vittoria del Verona del 9 febbraio: ''La vecchia signora lo ha preso in culo ancora'' postato sulla sua pagina Facebook o quello del 22 gennaio quando da fine politico ha salutato l'addio di Luigi Di Maio da capo politico dell'M5S con: ''Lo potete trovare domenica sera al San Paolo di Napoli, dove il Napoli gioca con la Rubentus, a vendere, in nero chiaramente, lattine di coca Cola. .Ciao Gigino..non ci mancherai..''. E per restare all'attualità ecco il post più politico di ieri: ''Un bacione a Grisenti'' a sottolineare il fatto che Progetto trentino non appoggerà il candidato sindaco del centrodestra Baracetti e a ribadire che la cosa a lui importa poco, anzi, forse è quasi contento visti i trascorsi. 

 

Non è un semplice hater quello di cui stiamo parlando e nemmeno il prototipo tipo di troll che, purtroppo, abbiamo tutti imparato a conoscere. L'autore di questi messaggi è il presidente del partito di maggioranza della provincia autonoma di Trento, è consigliere provinciale, vice-capogruppo in aula della Lega, Alessandro Savoi. Uno che fa parte di un governo che recentemente ha fatto approvare una mozione (non per niente valutata come ipocrita dalle minoranze arrivando da persone che quotidianamente si comportano così) dal titolo “Social network e violenza urge più formazione e prevenzione”.

 

Sull'attacco di ieri all'ex presidente Rossi questo è il commento del consigliere del Patt: ''Aveva già usato quelle parole anche in consiglio provinciale contro di me. Tutti lo sentirono tranne il presidente Kaswalder ovviamente. Chiesi a Savoi di scusarsi ma non lo fece. Allora lo avvicinai fuori dall'Aula e gli chiesi lì di chiedermi scusa e a denti stretti lo fece, quindi considerai chiusa la questione. Ora lo mette addirittura per iscritto. Ogni commento al riguardo è superfluo. Una sola cosa mi dispiace: che scriva ''Pirla di Milano''. La mia colpa, per Savoi, sarebbe quella di essere figlio di genitori solandri che per sopravvivere dovettero emigrare dalla loro valle per andare a Milano a lavorare? Io sono orgoglioso di loro e di essere quindi “de Milan” per questo motivo. Comunque mi ritengo fortunato: almeno a me Savoi non mi ha dato della “zecca”. Forse sta perdendo colpi?''.

 

Per quanto riguarda lo scambio con Maschio, invece, il numero uno della Lega si è scagliato contro il post del consigliere comunale di Onda Civica che aveva condiviso un blog de il Dolomiti dove Carmine Ragozzino analizzava il fatto che per l'arrivo di Salvini i consiglieri comunali della Lega hanno chiesto e ottenuto di far spostare il consiglio. ''Che pena.. ma dopo il tre maggio anche Maschio sarà a casa..'', ha scritto Savoi. Il consigliere di Onda Civica ha risposto elegantemente così: ''Possibile, ma non è un dramma, tranquillo che non ne faccio una malattia. Non vorrei finire come quelli che fanno il dito medio in aula e sparano insulti a destra e manca senza neanche sapere il valore delle parole. Anzi in quel caso sarebbe un onore. Detto questo, buona serata e sereno weekend''.

 

Il riferimento è, ovviamente, al comportamento che ha reso noto Savoi fuori dal web e quindi il dito medio alzato più volte in consiglio provinciale, i gestacci fatti ad altri consiglieri, gli insulti di ogni tipo (compreso un ''pecora'' gridato a più riprese al consigliere del Patt Dallapiccola solo pochi giorni fa per non parlare delle male parole dette in aula, spesso e volentieri, al consigliere Ghezzi) un linguaggio e un comportamento che si commentano da soli e che in un contesto lavorativo normale, probabilmente, potrebbero qualcuno quanto meno a richiamarlo. Savoi, però, è tipo sanguigno (come aveva spiegato nelle sue non scuse al giornalista de ilTrentino Fenner appellato con quel preoccupantissimo ''Zecche Rosse. Bastardi. Sarà vendetta, si salvi chi può quando vinceremo'') e ha rilanciato con un ''te le cerchi..se vuoi andare in consiglio il 26 (quando verrà Salvini a Trento ndr) vai pure..a parlare ai muri.. ah ah ah''.

 

E poi ha postato una sua foto con Pinocchio. Il significato di questo gesto resta misterioso. Quel che è certo è che Pinocchio, finché resta un burattino di legno, non si può proprio dire fortunato con gli incontri e quando la Fata Turchina s'accorgerà, vedendo questa immagine, che il nostro si è accompagnato con chi usa un linguaggio tanto aggressivo, sgarbato, irridente sicuramente non sarà contenta e si raccomanderà con lui di non imparare nemmeno una parola, un gesto, un comportamento del consigliere provinciale trentino, altrimenti ''a voja'' a diventare bambino vero.

 

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