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Non sarà San Valentino ma somiglia molto a Gianni Morandi: a Cles ricostruito il volto delle spoglie di Monselice

L'Arc-Team assieme all'Università di Padova ha analizzato i resti di una delle tante reliquie ricollegate al santo e ha appurato che sarebbero di un uomo molto giovane e morto senza decapitazione e martirio. Forse non sarà il vero santo ma sui social lo si ricollega già al grande cantante italiano famoso anche per le sue canzoni d'amore

Il volto ricostruito in 3D delle spoglie di Monselice e a destra Gianni Morandi
Di L.P. - 14 febbraio 2018 - 12:37

CLES. Ci ha pensato un'azienda di Cles, a svelare quello che in molti, in Italia, già immaginavano: che San Valentino altri non è che il mitico Gianni Morandi. La curiosa somiglianza non è passata inosservata in rete e in molti già fanno il parallelismo tra il grande autore di "Occhi di ragazza", "Parlami d'amore", "Tenerezza", "In ginocchio da te" e chi più ne ha più ne metta, e il santo degli innamorati.

 

La ricostruzione fatta dall'azienda trentina Arc-Team (che ha visto impegnati in prima persona Luca Bezzi e Cicero Moraes) in collaborazione con l'Università di Padova del volto di San Valentino parte dallo studio e l'analisi dei resti custoditi nella chiesa di San Giorgio di Monselice (Padova) del santo o quanto meno di uno dei tanti resti che vengono attribuiti al santo. In moltissime città, infatti, vi sono urne e spoglie che si cerca di ricollegare a quel Valentino che, da tradizione, nel 270 dc avrebbe rifiutato di convertirsi al paganesimo, nonostante l'ordine dell’imperatore Claudio II e per questo venne imprigionato, lapidato e infine decapitato. 

 

Vi è, per esempio, un'importante urna contenuta nella Basilica di San Valentino di Terni, città del Santo, dove storicamente sarebbe nato e che ha avuto un vescovo Valentino, anch'egli martirizzato; un'altra reliquia che si trova a Roma lungo la via Flaminia; un'altra ancora è stata scoperta recentemente a Sassocrovaro nella provincia di Pesaro e Urbino; e poi vi è anche Rovereto dove le spoglie del santo sarebbero quelle conservate nella Chiesa della Madonna di Loreto sotto la mensa dell’altare, anche se in molti credono che siano in una lapide funeraria romana di età imperiale.

 

Insomma sono in tanti ad aver cercato di legare il nome della loro città a quello di uno dei santi più conosciuti del mondo diventato un vero e proprio simbolo, anche dal punto di vista commerciale. L'equipe di Padova e dell'azienda di Cles si è basata sui resti di Monselice e le scoperte sono state interessanti: le spoglie sarebbero di un uomo tra i 23 e i 27 anni databili tra il 119 e il 338 d.c. che, però, non sarebbe stato decapitato e non presenterebbe segni di martirio. Se la datazione è dunque compatibile con l'epoca del vero santo, le modalità di morte non tornerebbero (e anche l'età visto che si racconta che Valentino sarebbe morto in età anziana). 

 

Insomma alla fine potrebbe non trattarsi del vero santo ma il volto ricostruito è, comunque, incredibilmente simile a quello del "Giannone nazionale" e quindi "Abbracciamoci" e auguriamo a tutti "Un mondo d'amore". 

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