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Olimpiadi 2026, il Cio: ''Ok alla candidatura Milano-Cortina'', Ghedina a Il Dolomiti: ''Occasione anche per il Trentino''

Tagliata la Turchia, la sfida è con Stoccolma e Calgary, la decisione finale a giugno 2019 a Losanna. Ghedina: "E' fondamentale organizzare le Olimpiadi, non solo per Milano e Cortina, ma per tutta l'Italia"

Di Luca Andreazza - 10 ottobre 2018 - 12:01

TRENTO. Il Comitato olimpico internazionale dice "". La candidatura italiana c'è e si chiama "Milano-Cortina" che si gioca le Olimpiadi 2026 con Stoccolma (Svezia) e Calgary (Canada), ma in ballo c'è ancora il referendum della foglia d'acero (la data è quella del 13 novembre). Non passa invece la selezione Erzurum in Turchia, un taglio che si aggiunge alle rinunce Sapporo (Giappone), Graz (Austria) e Sion (Svizzera).

 

Nella seduta di Buenos Aires nessuna domanda e si è passati subito alla votazione dopo aver fatto accomodare fuori le delegazioni canadesi, svedesi e italiane. Sì e "complimenti a tutti e tre" unanime. 

 

Cambia la data della decisione finale, non più il 10 settembre 2019 nella sessione di Milano (la Carta prevede che non sia possibile ospitare la sessione del Cio quando si è in corsa per organizzare l’Olimpiade), ma in giugno a Losanna in occasione dell'inaugurazione del nuovo quartier generale Cio. 

 

"Il progetto Milano-Cortina combina tradizione e innovazione - dice Juan Antonio Samaranch jr, vice presidente del Cio - in ossequio ai dettami della roadmap dell'Agenda 2020 e rappresenta una candidatura molto attraente".

 

Tra i punti di forza, il forte sostegno registrato sul territorio: "La candidatura beneficia dei siti esistenti - aggiunge il vice presidente Cio - dell'indubbia storia delle discipline invernali delle Regioni, nonché dell'amore e della passione degli italiani per lo sport. Il progetto può anche sfruttare la forza economica e la prosperità delle realtà settentrionali italiane".

Dal sindaco di Milano (“La candidatura di Milano-Cortina 2026 è stata ufficialmente accettata dal Cio. Avanti con fiducia! #noicicrediamo”) al governatore veneto Luca Zaia ("Si sta scrivendo una pagina di storia. Siamo nella short list: è una svolta strepitosa ed emozionante per un’Olimpiade che diventerà endemica per tutta la montagna veneta, non solo per Cortina, le cui ricadute positive avrebbero effetti per decenni", le reazioni sono ovviamente entusiaste.

A lanciare la volata anche Kristian Ghedina,  il più vittorioso discesista italiano nella storia della Coppa del Mondo di sci alpino, che vanta cinque Olimpiadi da atleta da Albertville 1992 a Torino 2006, e conosce a fondo lo sport internazionale, testimonial dei Campionati del mondo di sci alpino 2021 proprio a Cortina e che sarà presente a Trento per il Festival dello Sport (training di corsa mattutina alle 7 di domenica 14 ottobre).

 

"Sono contentissimo - dice l'atleta tra i migliori specialisti degli anni '90 - che la candidatura italiana sia nella short-list, sarebbe importantissimo portare a casa le Olimpiadi perché portano tantissimo tra sviluppo e visibilità. A quei livelli però politica e portafoglio contano tantissimo, serve trovare il giusto equilibrio".

 

Una candidatura tribolata, dopo l'ipotesi tridente ecco il via libera per le due punte. "Chiaro - evidenzia Ghedina - sarebbe stato meglio una candidatura singola, ma ormai i tempi sono cambiati, gli ultimi giochi che sono riusciti a ruotare intorno alla singola località sono quelle di Lillehammer in Novergia nel 1994. In questi anni si sono aggiunte tantissime discipline, ma è anche cresciuto in modo esponenziale il numero di tifosi".

 

Quella di italiana resta comunque una candidatura innovativa per l'apparente distanza tra le due realtà. "Il progetto - prosegue l'ex discesista - è sicuramente interessante e le location di gara sono certo che si impegneranno al massimo per fare il meglio. Poi sopra c'è il comitato organizzatore pronto a tirare le fila. E' fondamentale organizzare le Olimpiadi, non solo per Milano e Cortina, ma per tutta l'Italia".

 

Anche il Trentino segue la vicenda, la location in lizza è quella della Val di Fiemme per le discipline di combinata nordica e salto, ma non si esclude un allargamento ad altre location, anche altoatesine. 

 

"E' un'occasione da non lasciarsi sfuggire - conclude Ghedina - per spettacolo e risonanza mediatica. Le località hanno storia e tradizione, senza dimenticare che l'indotto è poi garantito anche alle zone limitrofe. Sarebbe davvero una sfida da giocare in fondo".

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