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Per "Lercio" il simbolo "petaloso" di Civica Popolare di Dellai e Lorenzin diventa un marchio di assorbenti

Il sito satirico tra i più seguiti in Italia spiega: "Non si ferma la scalata al potere di Beatrice Lorenzin che dopo il lusinghiero 0,5 % alle ultime elezioni, ottiene un altro grande risultato politico: vendere il simbolo (che contiene anche quello dell'Upt ndr) per 126,43 euro". Per Lercio era costato 98,77 euro, ecco perché

Di L.P. - 17 marzo 2018 - 13:23

TRENTO. L'ironia a volte è leggera a volte spietata e "Lercio" sa essere perfetto nel mescolare questi due ingredienti. Il sito, dichiaratamente di false notizie dal taglio umoristico, comico e grottesco, questa volta colpisce nientemeno che quella "Civica Popolare" fondata a inizio gennaio dall'ex presidente della Provincia Lorenzo Dellai e dall'uscente ministro della salute Beatrice Lorenzin. Ebbene per Lercio il simbolo che contiene al suo interno anche quello dell'Upt (la margherita bianca con la scritta Unione per il Trentino) sarebbe diventato "il logo di una ditta di assorbenti".  

 

 

 

"Non si ferma la scalata al potere di Beatrice Lorenzin - scrive il giornale satirico che conta su oltre 1 milione di follower su Facebook ed è diventato una vera istituzione della comicità in rete - che dopo il lusinghiero 0,5 % alle ultime elezioni, ottiene un altro grande risultato politico: vendere il simbolo di Civica Popolare a un importante produttore di assorbenti femminili per la consistente somma di 126,43 euro. La ministra della Salute sta dimostrando che oltre al ruolo di trascinatrice di masse, può essere anche una ottima manager. La spesa totale per la creazione del logo di Civica Popolare era stata di 98,77 euro (12 in pennarelli colorati, 3 per un block-notes, 50 in marijuana e il resto in snack dolci e salati per la fame chimica), la vendita ha quindi portato a un saldo positivo di ben 27,66 euro, subito versati nelle casse del partito: un salvadanaio per bambini in plastica a forma di deposito di Paperone".

 

 

La risata è assicurata e d'altronde era stata la stessa Lorenzin a spiegare il 9 gennaio, il giorno della presentazione del simbolo con Dellai e gli altri big del partito, che "è un fiore petaloso nato dall'immaginazione di un bambino, figlio di una mia amica". Insomma l'assist l'aveva servito la stessa ex ministra, il gol l'hanno fatto poi gli elettori con quello 0,5% e ad esultare è stata la satira che si sa, è cattiva a prescindere, ed è giusto che sia così perché come diceva Dario Fo "ancora non si è capito che soltanto nel divertimento, nella passione e nel ridere si ottiene una vera crescita culturale".

 

E allora ecco la chiusura dell'articolo di Lercio: "Visto il successo dell’operazione anche il Pd starebbe pensando di vendere il suo simbolo, tra i possibili acquirenti ci sarebbero un noto marchio di lassativi, una agenzia funebre e una industria parafarmaceutica specializzata in clisteri rettali". Alla fine meglio farsi una risata.

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