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Protonterapia, prima il centrodestra criticava ora per Segnana è ''un'eccellenza'' e c'è l'accordo per i pazienti dell'Emilia Romagna

L'assessora sta seguendo il percorso intrapreso dai suoi predecessori che avevano già siglato gli accordi con Marche e Veneto e oggi parla di ''fare il possibile affinché questa eccellenza sia davvero al servizio di tutti". E pensare che solo nella scorsa legislatura erano state 30 le interrogazioni sulla struttura

Pubblicato il - 08 febbraio 2019 - 19:30

TRENTO. ''Dobbiamo fare il possibile affinché questa eccellenza sia davvero al servizio di tutti". Così l'assessora alla salute Stefania Segnana riferendosi al centro di Protonterapia di Trento e alla convenzione siglata con la regione Emilia Romagna per permettere ai loro cittadini di servirsi di questa straordinaria struttura addebitando gli oneri alla loro sanità regionale. Proprio quella struttura che per un decennio buono il centrodestra ha trasformato in uno dei suoi bersagli principali sinonimo di sprechi e di misteriosi magna magna.

 

Solo nella scorsa legislatura in consiglio provinciale sono state ben 30 le interrogazioni sul tema e tutti, dalla Lega ad Agire a Civica Trentina si sono spesi in maniera diretta, tra proteste e uscite sui giornali. Una struttura costata troppo quando è stata costruita e con attrezzature troppo costose, si diceva. E le critiche erano, ovviamente, tutte per i vecchi assessorati (da Rossi a Borgonovo Re a Zeni) che, di fatto, avevano avviato esattamente il percorso seguito oggi dall'assessora leghista Segnana: accordi con altre regioni in attesa che le prestazioni fornite dalla struttura di via Al Desert rientrassero tra quelle garantite dal servizio sanitario nazionale gratuitamente o con i ticket (processo seguito direttamente da Zeni ed arenatosi poi a livello statale anche per il cambio di governo QUI ARTICOLO).

 

Insomma quel che prima veniva massacrato oggi si trasforma in ''eccellenza''. Quanto approvato dalla giunta su proposta dell'assessora Segnana è comunque molto importante perché permette di dare sempre maggiore slancio alla struttura che è davvero una grande eccellenza nel panorama internazionale (QUI ARTICOLO CHE SPIEGA COME FUNZIONA). Dopo Veneto e Marche, quindi, anche i pazienti dell'Emilia Romagna potranno recarsi in Trentino per curare patologie tumorali complesse e di difficile irradiazione, o usualmente poco rispondenti con le tecniche tradizionali, oppure dove il risparmio dei tessuti sani circostanti, particolarmente delicati, sia di vitale importanza.

 

"L'accordo con l'Emilia Romagna - è il commento dell'assessore Segnana - consente alla protonterapia di ampliare il proprio bacino di utenza potenziale; oltre a quello trentino sono solo due gli altri centri in Italia, dobbiamo fare il possibile affinché questa eccellenza sia davvero al servizio di tutti".
 

Il Centro di Protonterapia del Trentino infatti, seppur riconosciuto nei livelli essenziali di assistenza già dallo scorso gennaio 2017, non è ancora direttamente accessibile dai pazienti extra-provinciali in quanto non è ancora stato emanato il decreto ministeriale di approvazione delle tariffe di assistenza specialistica, che è lo strumento che consente di procedere alla prescrizione a carico del servizio sanitario e quindi di addebitare gli oneri nell’ambito della mobilità sanitaria interregionale.
La convenzione con l'Emilia-Romagna, di durata biennale, sarà sottoscritta a breve dell'assessore Segnana: i cittadini residenti in questa Regione, potranno così recarsi in Trentino, nel rispetto della convenzione, per curare patologie tumorali, quali neoplasie cerebrali e della base cranica e della colonna vertebrale, carcinomi adenoideo-cistici delle ghiandole salivari, neoplasie primitive e secondarie del fegato, tumori orbitali, neoplasie dei seni paranasali, sarcomi dei tessuti molli e dell'osso, re-irradiazioni per tumori cerebrali, della colonna, torace, addome e della pelvi. 

In base alla convenzione la remunerazione delle prestazioni avverrà con fatturazione diretta fra l’Azienda provinciale per i servizi sanitari e le Aziende USL della Regione Emilia Romagna, sulla base delle tariffe che la Provincia autonoma di Trento ha stabilito nel 2014, scontate del 20%, al pari di quanto previsto anche con Veneto e Marche, con le quali sono già stati sottoscritti analoghi accordi.

 

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