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Sindrome da spogliatoio: quando le dimensioni causano insicurezza nell’uomo

La sindrome da spogliatoio o dismorfobia peniena è una percezione distorta dell’organo genitale. Quest’ultimo viene avvertito come troppo piccolo, troppo grande o troppo curvo. In altre circostanze si ha la sensazione di avere anomalie del prepuzio o del glande. Se, invece, questi problemi sono reali, chi ne soffre tende ad ingigantirli

Pubblicato il - 27 giugno 2018 - 10:31

TRENTO. «Le dimensioni del pene contano». Questa frase è un must nel mondo maschile. È inutile negare che, per gli uomini, il successo tra le lenzuola va di pari passo con quello affaristico. Proprio l’importanza che viene data all’organo genitale maschile, però, può causare parecchi problemi di autostima, specie se le dimensioni non sono quelle che ci si aspetta. Molto spesso, però, questa sensazione di inadeguatezza è dovuta più ad una condizione psicologica che ad una malattia. È in questo caso che si parla di sindrome da spogliatoio.

 

La sindrome da spogliatoio o dismorfobia peniena è una percezione distorta dell’organo genitale. Quest’ultimo viene avvertito come troppo piccolo, troppo grande o troppo curvo. In altre circostanze si ha la sensazione di avere anomalie del prepuzio o del glande. Se, invece, questi problemi sono reali, chi ne soffre tende ad ingigantirli.

 

Secondo quanto riporta il sito specializzato Andrologia Internazionale «chi soffre di questa patologia è soggetto a depressione e ansia e tende ad isolarsi dagli altri. Il nome «sindrome da spogliatoio» deriva proprio dalla sensazione di inadeguatezza di chi ne soffre, al punto da non riuscire a farsi vedere nudo quando si trova insieme ad altri uomini. il 3,3% delle richieste di visita andrologica siano motivate dal sospetto o convinzione di avere un pene piccolo».

 

Ma quali sono le dimensioni normali di un pene? Sono stati analizzati 15.000 uomini. L’analisi dei dati raccolti su un campione di 15.000 uomini ha portato alle seguenti lunghezze medie. Quella di un pene a riposo è di 9,16 centimetri; a riposo ma teso è 13,24 cm; infine, quella di un pene eretto è 13,12 cm. Da notare che non è emersa alcuna relazione tra dimensioni del pene e altre caratteristiche fisiche.

 

Ci sono diversi modi per curare la sindrome da spogliatoio. Per prima cosa bisogna individuare se il disagio è solo di tipo psicologico o reale. Nel primo caso è necessario un intervento psicosessuologico. Qui la terapia è tesa a ridimensionare il vissuto catastrofico che si manifesta mediante la sensazione di inadeguatezza fisica. Diverso il caso in cui vi sia un reale problema fisico. Questa patologia è nota come micropene. Si manifesta quando la lunghezza dell’organo maschile in stato di erezione, è inferiore ai 7 centimetri. La diagnosi è fatta prevalentemente tramite misurazione. Si parte dall’osso pubico e si termina sul glande. Scoprire il prima possibile di essere affetti da micropenia è importante perché le cure iniziate in giovanissima età.

 

Quali sono le cure? La più diffusa è quella tramite farmaci. Questa ha come obiettivo l’innalzamento dei valori androgenici sierici mediante terapia sostitutiva con testosterone.

Esiste anche una terapia chirurgica a riguardo. Consiste nella sezione del legamento sospensore che determina uno scivolamento del pene in avanti con un conseguente allungamento dell’organo genitale allo stato flaccido.

L’ultima terapia di recente scoperta è chiamata lipopenoscultura. Consiste nell’utilizzare il grasso del paziente per aumentare, tramite iniezioni, il volume del pene. Nello specifico, si preleva del grasso dal paziente, di solito dall’addome, dalla zona sovra pubica, quindi lo si inietta nel pene per aumentare il diametro utilizzando cannule smusse. L’intervento dura mediamente un’ora e si attua in anestesia locale.

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