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Un parco fluviale a Gocciadoro, via libera allo studio di fattibilità per un percorso tra arte e sentieri fino in collina

Nell'ultima variazione di bilancio, il Comune di Trento ha stanziato 15 mila euro per redigere uno studio di fattibilità. Si va verso un progetto definitivo da circa 300 mila euro per il collegare la città fino in collina attraverso un paesaggio tipicamente fluviale. Brugnara: "Ridisegna il rapporto tra spazio pubblico e contesto urbano"

Di Luca Andreazza - 17 agosto 2018 - 20:50

TRENTO. Dopo aver incassato il via libera all'unanimità, trentasei consiglieri favorevoli su trentasei, in Commissione ambientale, la proposta di riqualificazione paesaggistica del Rio Salè incassa, nell'ultima variazione di bilancio comunale a fine luglio, circa 15 mila euro per procedere nello studio di fattibilità (Qui articolo).

 

Un progetto di riqualificazione che ha trovato terreno fertile e slancio al Dipartimento di Ingegneria Civile Ambientale e Meccanica nel concorso di idee

e un visionary tour (Qui articolo).

 

In quel caso si erano comprese le potenzialità dell'area e quel concorso di idee è stata la base di partenza, poi rivista, aggiustata e modificata da parte dei tecnici che hanno redatto un piano preliminare, che potrebbe presto arricchirsi su proposta di Corrado Bungaro (Insieme Trento): per valorizzare ulteriormente questo parco con un possibile collegamento tra il parco Gocciadoro e le circoscrizioni di Povo, Villazzano e Oltrefersina attraverso il Rio Salè e valorizzare un paesaggio tipicamente fluviale, aveva lanciato l'idea di creare anche un percorso artistico simile a ArteSella.

 

"Si tratta di un'iniziativa partita dal basso - ricorda il consigliere Pd Michele Brugnara tra i primi e principali promotori di questo piano - un progetto che coinvolge le circoscrizioni per riqualificare una porzione di territorio molto particolare. E' stata tracciata una strada molto interessante che ha visto nell'Università un partner attivo e negli studenti gli autori di un percorso formativo molto stimolante per realizzare i primi progetti".

 

Sono attualmente quattro i percorsi individuati e che saranno analizzati nel dettaglio. Si va dai 40 mila euro (un intervento che vede in particolare i lavoratori di Azione19 protagonisti per valorizzare l'esistente e mettere in sicurezza alcune aree) ai circa 600 mila euro (ipotesi questa che sembra già stata scartata e che prevede diversi espropri per consentire il passaggio dal fondovalle alla collina), mentre in fascia intermedia ci sono altre due proposte intorno ai 300 mila euro. Una via intermedia d'intervento che dovrebbe essere in pole position, già promossa da Sat e tante altre realtà e associazioni.

 

Ora questo studio di fattibilità è chiamato a definire il futuro di questo progetto, anche nell'ottica di creare una rete sempre più intensa con l'ateneo per scambiare conoscenze e ricadute.

 

"Sicuramente - dice il consigliere comunale - è necessario valutare attentamente le analisi dei Bacini montani della Provincia, ma tutti gli attori interessati sono compatti nell'andare avanti. Siamo sulla buona strada e l'ipotesi è quella di approvare il progetto in questa consiliatura e inserire le risorse nel bilancio 2019".  

 

Il Rio Salè è un piccolo corso d'acqua che si inserisce in un ambito molto antropizzato e immerso nella città, ma che potrebbe ridisegnare il rapporto tra spazio pubblico e contesto urbano: un parco in città, ma all'apparenza immerso all'interno di una natura distante. "L'intenzione è di redigere - continua Brugnara - un progetto preliminare entro la fine dell'anno e farsi trovare pronti nel caso vengano attivati bandi europei oppure nazionali per accedere a ulteriori e importanti risorse per rendere reale e fruibile questo piano". 

 

Oggi il parco Gocciadoro si presenta come il parco più frequentato della città, ma è uno spazio chiuso verso invece gli spazi aperti della collina est. "Un tempo - prosegue Brugnara - le campagne permettevano il passaggio, mentre oggi tutte le vie di accesso sono chiusi da cancelli o steccati, ma è forte la richiesta dei cittadini di aprire gli sbocchi verso la collina".

 

Questa riqualificazione sposa l'esigenza di una dimensione paesaggistica nelle scelte del futuro per indicare nuove strategie e soluzioni alle esigenze della città.

 

Il Comune di Trento intende realizzare un contributo non esclusivamente legato alla creazione di un parco naturale come punto di riferimento urbanistico per la cittadinanza, ma anche per promuovere una nuova sensibilità ecologica per affermare l’esigenza paesaggistica nelle scelte future dell’amministrazione pubblica.

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