Contenuto sponsorizzato

A cent'anni dal ritorno a casa: Ledro celebra la fine del profugato nella Grande Guerra

Per le vie di Mezzolago si terrà questo fine settimana una rievocazione storica per commemorare il ritorno dei ledrensi dai tre anni d'esilio durante il primo conflitto mondiale. Un'occasione per ricordare le sofferenze della guerra, nel quadro della sagra d'estate

Di Davide Leveghi - 06 agosto 2019 - 20:35

TRENTO. A più di cent'anni dalla fine della Prima Guerra Mondiale, che sancì il passaggio di Trento e Trieste all'Italia concludendo il percorso risorgimentale, è tempo di anniversari altrettanto dolorosi. A Ledro si celebra infatti il ritorno e la “riappropriazione della propria terra” da parte dei ledrensi a seguito dell'esilio a cui la popolazione fu costretta dallo scoppio del conflitto italo-austriaco, nel maggio 1915.

 

Una tragedia che coinvolse più di 100mila trentini, costretti in gran parte a trasferirsi, su ordine delle autorità austriache verso i campi di raccolta di Austria, Boemia e Moravia- furono circa 75mila, mentre altri 30mila furono quelli fuggiti in Italia e distribuiti in campi sparsi in tutta la penisola. Un dramma nel dramma, se è vero che la Grande Guerra in Trentino non escluse niente e nessuno. Un “conflitto totale” che sconvolse il panorama ambientale e antropico, trasformando il paesaggio, mobilitando tutta la popolazione maschile valida per combattere, costringendo al profugato migliaia di famiglie.

 

Spartiacque fu la dichiarazione di guerra lanciata da re Vittorio Emanuele all'Austria-Ungheria, con cui il vecchio confine italo-austriaco divenne uno dei due fronti dello scontro tra potenze centrali e Intesa. La sorte della popolazione trentina, come quella di molte altre popolazioni d'Europa, dal fronte orientale al Belgio e all'Alsazia, fu amara proprio in virtù della sua condizione di abitante di una terra contesa, sospesa tra la lealtà a “Cecco Beppe” e l'irredentismo, borghese, elitario, eterogeneo per tendenze culturali e ideologiche.

 

Molti furono i profughi rinchiusi in campi di prigionia per sospette simpatie italiane, tra cui il vescovo Celestino Endrici. Tanti, se non tutti, quelli costretti a vivere in condizioni precarie, ammassati, affamati, maltrattati- famosa fu la protesta dell'allora deputato austriaco Alcide De Gasperi contro il trattamento riservato ai trentini nei campi dell'Impero. I nazionalismi, infatti, non tolleravano (e non tollerano) i “popoli ibridi”, le culture mistilingui, le popolazioni che vivono e si muovono tra diverse civiltà.

 

Il ritorno dei profughi alle proprie terre restituì loro un territorio dove non solo sventolava una diversa bandiera ed i luoghi di potere erano occupati da un'altra autorità. Sui luoghi dove s'era combattuto molto spesso lo spettacolo a cui assistettero gli esuli fu quello della distruzione. Niente più case (così avvenne anche nella Valle in questione, dove il Genio militare si addossò il compito di ricostruire i paesi), niente più chiesa e campanili- da sempre punto di riferimento per orientarsi tra valli e paesi-, demografie sconvolte dalle morti che la guerra procura, tra pallottole, bombe, fame e malattie.

 

A celebrare il ritorno a casa dei propri antenati, la Valle di Ledro ha per questo promosso una rievocazione storica che sabato 10 agosto e domenica 11, su iniziativa della Pro Loco di Mezzolago e per opera dell'Associazione Rievocatori Storici di Ledro, porterà nelle sue strade un centinaio di figuranti in abito storico. Terzo di un trittico di rievocazioni, comprendenti “La chiamata dei riservisti” nel 2014 e “La partenza per la Boemia” del 2015, questo evento chiuderà le commemorazioni ledrensi della Grande Guerra.

 

Il programma prevede: arrivo alle 17 di sabato dei rievocatori al paese di Mezzolago, in cui l'esercito italiano offrirà, come al tempo, assistenza medica e un pasto caldo. Nella giornata di domenica, invece, cerimonia alle 9.30 con l'arrivo della Statua della Madonna Ausiliatrice al lago- trafugata di nascosto al momento dell'esilio e riportata a Mezzolago una volta tornata la popolazione. La processione darà avvio alla sagra “Su e giù per la Contrà”, che a partire dal pomeriggio offrirà nel centro del paese una ricca proposta di degustazioni, di stand espositivi e di musica dal vivo.

 

Un'occasione di festa, dunque, oltre che di ricordo, per un territorio protagonista sin dalla preistoria di importanti passaggi storici.

Contenuto sponsorizzato
Telegiornale
Ultima edizione
Edizione ore 19.30 del 30 settembre 2020
Il DolomitiTg, le notizie della giornata in sessanta secondi. Cronaca, politica, ambiente, università, economia e cultura: tutte le news in un minuto
Contenuto sponsorizzato

Dalla home

01 ottobre - 15:44

Oltre ai dettagli, riferiti dallo stesso medico veterinario ai militari del Cites, su come M49 abbia più volte tentato di scagliarsi contro la recinzione, M57 ripeta dei movimenti ritmati, Dj3 non si nutra per paura degli altri due esemplari, ecco cosa hanno riportato i carabinieri nella loro relazione: ''Si è ritenuto necessario ricorrere alla somministrazione quotidiana di integratore a base di acido gamma amminobutirrico, con effetto inibitorio del sistema nervoso centrale, per prevenire e controllare lo stato di stress di M49 (..) e M57''

01 ottobre - 17:31

Nel fine settimana è allerta arancione su tutto il territorio provinciale: sono attesi violenti nubifragi che porteranno con loro notevoli criticità. La protezione civile non esclude possano verificarsi smottamenti, allagamenti, frane e colate di fango: “Non avvicinatevi ai corsi d’acqua”

01 ottobre - 17:03

Questa mattina la prima conferenza stampa di presentazione della nuova giunta comunale. Coesione, trasversalità, ascolto e concretezza: questi i valori che accompagneranno l’amministrazione per i prossimi 5 anni. Sul tema Covid, Ianeselli: “Santa Maria Maddalena inaccettabile. Pronti ad intervenire se necessario”

Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato