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Andreas Hofer Fest 2019. Primon: ''E' una cosa favolosa che le bandiere tirolesi abbiano sventolato a Trento''

Con assenze importanti (sindaco e consiglieri comunali), s'è tenuta domenica nel parco intitolato all'eroe tirolese la festa degli Schützen. Primon: “Noi siamo a difesa della diversità, non per la separazione ma per le identità”

Di Davide Leveghi - 15 luglio 2019 - 17:18

TRENTO. Nonostante le presenze annunciate alla vigilia non abbiano fatto capolino nel parco lungadige da poco intitolato ad Andreas Hofer, c'è soddisfazione nell'organizzatore della festa Paolo Primon, promossa dalla Schützen Companie- Trient Major Giuseppe De Betta. “Le foto, scattate la mattina, ingannano”, giustifica il battagliero Primon, “ma ciononostante siamo soddisfatti. Per noi è andata bene, c'erano giovani, c'è stato costante ricambio di persone, con gente nuova, fino a sera”. “Meglio che in Piazza Garzetti”, aggiunge.

 

Ma la soddisfazione più grande, è un'altra: “E' una cosa favolosa che le bandiere tirolesi abbiano sventolato a Trento. In un luogo, a maggior ragione, che finalmente ha il nome di Hofer. Ricordo che siamo l'unico luogo nel Tirolo dove non c'era alcuna intitolazione e dove persino manca l'ufficio dell'Euregio!”.

 

Ma al di là delle affermazioni di Primon, le assenze si sono fatte sentire, provocando un certo dispiacere. “Il sindaco doveva presentarsi. Il presidente dell'Andreas Hofer Bund era presente proprio per ringraziarlo dell'intitolazione del parco. È un peccato”, dice rammaricato. I politici presenti, d'altro canto, erano pochi. “C'erano solo un consigliere della Lega ed uno dei 5 Stelle, a cui ho dato la parola come avrei fatto con tutti i consiglieri presenti. Si è presentata l'alleanza di governo!”, aggiunge ridacchiando.

 

 

Una presenza della Lega che stride in un certo senso col nuovo corso “sovranista” e nazionalista del Carroccio. “Noi siamo antifascisti al cento per mille”, ci tiene a precisare Primon, “avrei preferito vedere qui il sindaco, dunque, anche per i progetti che tutti i tirolesi nel mondo stanno presentando per il nuovo parco, come la statua dei tirolesi emigrati in Brasile”.

 

Noi tirolesi siamo una minoranza”, continua, “una minoranza in una società dove che chi fa parte del gregge e chi no. Noi non facciamo parte del gregge. Identità e diversità vanno rispettate contro la globalizzazione, le multinazionali e le banche che ci vogliono omologare. Noi non siamo per la separazione ma per la difesa della cultura e della diversità”. Un discorso, a ben vedere, non tanto differente proprio da quella Lega convertitasi in baluardo della difesa nazionale.

 

 

“Se vado in Sicilia o in Puglia non voglio mangiare i canederli tirolesi”, incalza tra il serio e il faceto, “il mondo è bello se è diverso e le minoranze vengono rispettate”.

 

Sul confronto con gli alpini, richiesto per il dibattito della mattina, Primon si mostra dispiaciuto per l'occasione persa, senza risparmiarsi una tirata piccata. “Ho telefonato al capo dell'ANA di Trento e al suo capo Pinamonti per invitarli a dibattere. Gli alpini erano stati invitati, ma non sono voluti venire. In realtà lo stesso termine alpini assomiglia ad un'appropriazione indebita. Tutti noi siamo alpini perché nati e cresciuti nelle Alpi”.

 

Il tono, però, si addolcisce quando prosegue: “Non metto in discussione affatto il volontariato, anche se nazionalista. Gli alpini infatti non hanno fatto altro che sostituire i gruppi di Schutzen, da cui sono nati i vigili del fuoco ad esempio. Gruppi che”, sottolinea, “non sono mai stati, se non con la militarizzazione in guerra, per l'offesa ma a difesa del territorio”.

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