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Bus senza autista, "un modello replicabile in altre città". In due giorni quasi 1300 utenti, guarda il VIDEO del primo viaggio

Da tre giorni nel centro di Merano è in funzione il primo autobus a guida autonoma d’Italia e sta già raccogliendo un notevole successo. L’assessora Madeleine Rohrer: “Vogliamo essere un modello per le altre regioni alpine”

A sinistra Madeleine Rohrer. A destra il bus a guida autonoma ©Andreww Klotz/NOI Techpark
Di Tiziano Grottolo - 27 novembre 2019 - 12:14

MERANO. In questi giorni, nella città altoatesina, ha preso il via la sperimentazione del primo bus a guida autonoma nazionale e giudicando dal numero degli utenti che hanno voluto provarlo verrebbe sicuramente da dire buona la prima.

 

Come sottolinea Madeleine Rohrer, assessora all’urbanistica con delega a viabilità e ambiente, sono state ben 1270 le persone salite a bordo, 720 il primo giorno e 550 il secondo, numeri di tutto rispetto visto e considerato che il mezzo conta soltanto 15 posti. Ad ogni modo “i primi giorni sono andati benissimo con una grande affluenza – commenta Rohrer – tanto che per vedere il bus in funzione sono arrivati anche da altre amministrazioni vicine”.

 

Il senso del progetto portato avanti dall’amministrazione di Merano è proprio quello di promuovere un modello di mobilità sostenibile per questo contemporaneamente allo speciale shuttle, fornito dall’azienda francese Navya, sono stati implementati i servizi di bike Sharing e car pooling “il bus è la nostra ciliegina sulla torta”, afferma l’assessora.

 

 

 

 

Lo shuttle combina un sistema di moderna sensoristica, collegato ad un segnale Gps, alla memorizzazione del percorso. A ogni corsa il bus trasporterà fino a un massimo di 13 passeggeri, più due tecnici: uno per eventuali interventi, in caso di bisogno, l'altro per spiegare ai passeggeri le funzionalità del mezzo. La sicurezza, oltre che dall’intelligenza artificiale è garantita anche dalle velocità, ridotta a 25 chilometri orari (anche se il mezzo potrebbe andare più forte).

 

I 40mila abitanti di Merano sembrano aver apprezzato l’idea anche se qualche detrattore non manca, sui social sta circolando una foto che ritrae il mezzo su un carroattrezzi lasciando intendere che possa aver subito un incidente oppure un guasto: “Niente di più sbagliato”, replica Rohrer.

 


 

Il bus senza conducente, proprio per via di questa sua caratteristica, alla fine del turno deve essere rimorchiato fino all’autorimessa del comune per essere ricaricato, questo avviene non perché il mezzo non è in grado di farlo autonomamente ma perché in Italia mancano proprio le norme affinché possa circolare liberamente su una strada.

 

Infatti lo speciale autobus percorre in poco meno di 10 minuti, un anello urbano chiuso al traffico, lambendo il centro storico di Merano, “In Svizzera – ricorda l’assessora – lo stesso tipo di bus condivide la strada con gli altri veicoli senza particolari problemi è che in Italia mancano proprio le basi legali per rendere possibile tutto ciò, quindi piuttosto che chiudere la strada al traffico abbiamo optato per questa soluzione in modo da non creare particolari disagi”.  

 

Nonostante i vuoti normativi grazie a questa sperimentazione Merano è entrata di diritto nella storia guida autonoma, trattandosi del primo mezzo con queste caratteristiche a calcare una strada italiana. Il progetto europeo Mentor, finanziato con 1,5 milioni del programma di cooperazione europea, vede come capofila i Comuni di Merano e Brig-Lis (in Svizzera) e come partner tecnologici NOI Techpark, il polo dell’innovazione dell’Alto Adige, Sasa e PostAuto, due aziende che da sempre mettono insieme servizi di mobilità e nuove tecnologie.

 

“L’idea – conclude Rohrer – è quella di promuovere questo progetto anche nelle altre città alpine, in questo senso speriamo da apri pista a nuove sperimentazioni di mobilità condivisa”. Questo progetto, della durata di tre anni, punta a ripensare la mobilità delle regioni alpine di Alto Adige e Svizzera. Mentor, in particolare, adotterà un sistema ad hoc, funzionale per territori dove non ci sono metropoli ma tante città di dimensioni ridotte da collegare fra loro. Infine, per chi volesse provare quest’esperienza ricordiamo che ci sarà tempo fino al primo dicembre

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