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Campagna per raccogliere test del Dna da consegnare ai ministri del Governo: ''La scienza per negare e combattere le teorie razziste''

Le ragazze e i ragazzi di Agenzia di Stampa Giovanile, nata a Bologna per iniziativa di un gruppo di studenti trentini, hanno deciso di lanciare una raccolta fondi per poi eseguire i test Dna etnici prodotti da National Geographic US. Lo scopo è quello di mostrare come l'Italia sia storicamente un paese di transito e passaggio. Un anno fa lo studio dell'antropologo Pettener aveva già stabilito che gli ''italiani'' in quanto tali non esistono

Di Luca Pianesi - 27 aprile 2019 - 18:51

TRENTO/BOLOGNA. ''La conoscenza può essere un antidoto contro la paura: questo test è un esempio lampante di come la scienza ci permetta di negare e combattere le teorie razziste''. Così le ragazze e i ragazzi dell'Agenzia di Stampa Giovanile (un'iniziativa di partecipazione giovanile attraverso l'uso creativo dei nuovi e tradizionali strumenti di comunicazione e informazione nata a cavallo tra Trento e Bologna) spiegano il loro interessante progetto: raccogliere fondi, acquistare un numero importante di Test del Dna etnici prodotti da National Geographic US nel progetto Genographic Project e poi consegnali ai ministri del Governo italiano.  

 

L'obiettivo dichiarato è dimostrare che siamo un popolo di migranti e che il nostro è sempre stato un Paese di passaggio, transito, invasioni e riconquiste e quindi si vuole, così, aprire una riflessione sul tema mentre soffiano, sempre più forti, anche in Italia i venti gelidi del nazionalismo e quello delle ''razze'' sembra essere tornato un tema di cui dibattere, nel 2019. Tutto ciò, nonostante siano tanti gli studi che dimostrano proprio che gli italiani, tecnicamente, non esistono perché ci sono all'interno delle nostre diverse regioni e singoli territori identità genetiche differenti, legate a storie e provenienze molto lontane. L'Italia, sarebbe, infatti, solo un’aggregazione di tipo geografico come spiegava esattamente un anno fa il professor Davide Pettener, antropologo del Dipartimento di Scienze Biologiche, Geologiche e Ambientali dell’Università di Bologna, alla presentazione del suo studio sulla storia genetica degli italiani, al Corriere della Sera.

 

Per Plattern, che ha creato (con l'aiuto di Avis) una banca dati di circa 3.000 campioni di Dna e il risultato era stato il seguente: dal punto di vista del cromosoma Y (linea paterna) era emerso che l'Italia sarebbe divisa secondo una linea longitudinale, che raggruppa l'area nord-occidentale del Paese da una parte e una sud-orientale dall'altra. Discorso diverso per il Dna mitocondriale (linea materna), che sarebbe molto più omogeneo (ciò sarebbe legato alle pratiche matrimoniali che prevedevano, spesso, lo spostamento delle future moglie). In linea generale a determinare il genoma italico sono stati Germani, Greci, Longobardi, Normanni, Svevi, Arabi e poi ci sono i casi di studio più interessanti , quelli dove il Dna è rimasto più ''autentico'' perché proprio di popoli storicamente isolati dagli altri.

 

 

Tra questi Plattern inseriva i Ladini e i Cimbri oltre ai Sardi che ''al pari di Lapponi e Baschi - spiegava - o alla popolazione Arbëreshë (le popolazioni di lingua albanese stanziate in alcune zone del Sud), i Grichi e i Grecanici del Salento e della Calabria conservano le tracce più antiche non avendo avuto grandi scambi con altri popoli. Ciò permette di vedere come eravamo, presumendo che ci siano stati pochi innesti nel tempo di Dna differente. Una vera macchina del tempo''. 

 

L'iniziativa dell'Agenzia di Stampa Giovanile parte proprio dalle domande se sia possibile ripensare le identità e i confini e cosa significhi essere italiani? Da qui il progetto Identità S|confinate - Test etnici del DNA per il Governo italiano. Il progetto prevede una ricerca di sostenitori e una raccolta fondi attraverso la piattaforma GoFundMe volta all’acquisto di un certo numero di Test del Dna etnici.

 

Il gruppo organizzatore e gestore conta dodici studenti universitari provenienti da diverse città italiane che collaborano tra loro, e con altri studenti, all’interno del gruppo dell’Agenzia di Stampa Giovanile (www.stampagiovanile.it) di Bologna. L’Agenzia di Stampa Giovanile si occupa di educomunicazione e promuove la partecipazione attiva dei giovani, nasce all’interno dell’Associazione internazionale Viraçao&Jangada. Il gruppo di Bologna viene fondato nel 2017 a Bologna da un gruppo di studenti trentini, i quali fanno parte del team che ha ideato e gestisce Identità S|confinate.

 

Il progetto è stato quindi realizzato col supporto di tale organizzazione e con l’aiuto e il sostegno della Rete degli Universitari di Bologna che ha fornito spazi e materiali. Nell'organizzazione dell’iniziativa è stato sviluppato un sito web http://www.identitasconfinate.com/, altre informazioni e update si possono trovare sulle pagine Facebook (https://www.facebook.com/identitasconfinate/), Twitter (https://mobile.twitter.com/IdentitaC) e Instagram (https://www.instagram.com/identitasconfinate/?hl=it).

 

''La conoscenza può essere un antidoto contro la paura: - spiegano nelle ultime righe del volantino - questo test è un esempio lampante di come la scienza ci permetta di negare e combattere le teorie razziste. Ci auguriamo che essendo un test sicuro e che potrebbe essere esemplare per l’intera popolazione, i membri del nostro governo non si sentano attaccati e accolgano serenamente la nostra proposta. Ci auguriamo, inoltre, che la società civile inizi a considerare la nostra “identità”, le nostre “differenze” e le migrazioni in maniera diversa. Lo dice anche la scienza: non esistono confini netti quando si tratta di guardare a ciò che ci costituisce''.

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