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Pagato il contributo negato dal sindaco di Predappio ai due giovani in partenza per Auschwitz. Deina: ''Oltre 16mila i giovani finora portati a visitare i lager nazisti''

L'associazione che organizza il Treno della memoria ha rilasciato un comunicato in cui dando voce ai propri volontari spiega l'importanza e il valore di portare i giovani a visitare i "luoghi della memoria". "Insegniamo la complessità, aprendo spazi di cittadinanza in un Paese dove si stanno sgretolando"

Di Davide Leveghi - 12 novembre 2019 - 20:13

TRENTO. L'associazione Deina, promotrice del progetto “Promemoria Auschwitz” assieme ad Arci e a tanti altri enti pubblici e non (più di 50), ha finalmente pubblicato un comunicato a seguito dell'increscioso episodio che ha visto protagonista il sindaco di Predappio, intervenuto per non finanziare due giovani del piccolo paese romagnolo, noto per aver dato i natali a Benito Mussolini, per il viaggio della memoria in direzione Auschwitz-Birkenau.

 

Una misura che non poteva non sollevare un polverone, specie per la carica simbolica del luogo da cui è provenuto il diniego, e che si è conclusa positivamente grazie al contributo di Anpi e GenerAzione. Un episodio che però non può che preoccupare, anche alla luce dei fatti che hanno visto coinvolta la senatrice a vita Liliana Segre.

 

Il “Treno della memoria” rappresenta ormai una certezza nel panorama delle iniziative culturali italiane. Una vera e propria istituzione che ha portato in treno oltre 16mila giovani tra i 17 e i 25 anni e che nel 2019 è risultato fra i 5 progetti premiati dall'Unione europea all'interno del premio Spinelli, e che gode del patrocinio del Senato della Repubblica e della Camera dei deputati.

 

In occasione della Giornata della memoria, il 27 gennaio, dalla stazione del Brennero partirà il primo dei tre treni che quest'anno porteranno 2400 partecipanti provenienti da 9 regioni d'Italia in visita all'ex lager in Polonia. Per rafforzare il significato ed il valore dell'iniziativa, Deina ha così deciso di pubblicare una serie di interventi di propri volontari, che noi abbiamo deciso di riportare.

 

Promemoria_Auschwitz è un progetto che fa incontrare e apre spazi di cittadinanza significativi in un momento in cui in un paese come l’Italia questi spazi si stanno sgretolando” (Dario).

 

Viaggiamo non soltanto verso Auschwitz e Birkenau, ma ovunque la nostra Europa sia stata segnata dagli eventi cruciali della storia del Novecento. Il nostro sguardo è quello di chi prova a cogliere in questa grande storia europea le scelte dei singoli. Proviamo a stare accanto alle donne e gli uomini nel loro tempo, quindi a partire da riflessioni sul passato che possano arrivare a illuminare le zone d’ombra del nostro presente” (Cristina Lentini, presidente dell'Associazione Deina).

 

Parlare di antifascismo è tutt’ora attualissimo, ma non come una prerogativa di una fazione politica ma come una cosa che dovrebbe essere insita in qualunque persona voglia vivere in una società libera e democratica” (Alberto).

 

Deina è un luogo che presidia la parola, quindi sostanzialmente il motivo per cui mi sono trovata a viaggiare e per il quale mi propongo anche di fare da garante di nuove possibilità di viaggio è legato alla volontà di difendere la parola e con questo di difendere il dibattito. A chi rivolge la domanda, Ma siete un po’ di parte? Mi verrebbe da rispondere che finché la parola viene posta al centro e il dibattito viene posto come il vero fulcro da proteggere, alla fin fine non c’è veramente esclusione di nessuno, ma è prettamente un luogo di incontro” (Samanta).

 

Promemoria_Auschwitz è ripercorrere, le fasi e le svolte che hanno portato ai campi di sterminio. Cerchiamo di educare i ragazzi alla complessità, a non vedere la storia bianca e nera, ma a coglierne e comprenderne le sfumature. Definire questo approccio di parte sembra assurdo perché di base vorrebbe dire considerare il nazifascismo come un'alternativa legittima. Nel 2019 ovviamente quando parliamo di fascismo noi non intendiamo il balilla e la camicia nera, ma tutta quella serie di pratiche di prepotenza, di prevaricazione e di razzismo che vediamo tutt’oggi tornare nelle strade d’Europa. E quindi in quest’ottica parlare di antifascismo è tutt’ora attualissimo, ma non come una prerogativa di una fazione politica ma come una cosa che dovrebbe essere insita in qualunque persona voglia vivere in una società libera e democratica” (Alberto).

 

A chi dice che il progetto è di parte rispondo, Sì, è di parte, nel senso che come Deina stiamo dalla parte delle ragazze e dei ragazzi che vogliono partecipare a questo progetto e che vogliono aumentare la conoscenza della nostra storia, che è una storia importante ed è una storia che vale la pena raccontare” (Dario).

 

L’esperienza di Promemoria_Auschwitz mi ha segnata e dato moltissimo. Io credo che chiunque se la sente debba andare in quel luogo, in quanto aldilà di possibili differenze e divergenze politiche racchiude un periodo della storia scabroso che purtroppo indirettamente e direttamente ci coinvolge, quindi è giusto che ci confrontiamo con questo posto. Credo che la ricchezza del viaggio, del progetto, sta proprio nella possibilità di confrontarci con tante persone” (Rebecca).

 

Attraverso il viaggio Promemoria_Auschwitz ho capito che non è un percorso unidirezionale anzi, ti permette attraverso il confronto e il dialogo di tornare in tante direzioni, che significa mettersi in gioco e aprire gli occhi nel mondo quotidiano che noi viviamo oggi” (Federica).

 

 

 

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