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Le storie familiari incrociano l'autonomia trentina. “Tre lingue per raccontare un oggetto appartenuto alle proprie famiglie”

Nella quinta puntata di “Autonomamente”, progetto del Museo storico di Trento in collaborazione con Iprase e diversi docenti di 7 istituti della provincia per avvicinare i ragazzi al tema dell'autonomia, si parla dell'esercizio organizzato da un insegnante di storia su un'idea della Fondazione: “trovare la storia” in una scatola. “Un progetto trilingue per indagare le trasformazioni di questa terra”

Di Davide Leveghi - 23 settembre 2020 - 17:42

TRENTO. Ogni oggetto ha una sua storia. Ogni oggetto, in più, può permettere di entrare in diretto contatto con il passato. È questo il progetto che un professore del liceo linguistico Sophie Scholl di Trento ha cercato di mettere in atto mutuando un'idea lanciata sul canale televisivo della Fondazione Museo storico di Trento, History Lab. Un'iniziativa che non poteva che entrare nel novero dei progetti facenti parte di “Autonomamente”, la proposta con cui la stessa principale autorità storica del Trentino e l'Istituto provinciale per la ricerca e la sperimentazione educativa (Iprase) hanno cercato di avvicinare i ragazzi delle scuole superiori al tema dell'autonomia.

 

Quanti tra i più giovani, infatti, possono vantare una conoscenza della particolare forma di governo in vigore nella nostra Regione (e in specifico nella nostra Provincia)? Quanti saprebbero giustificare le ragioni della nostra particolarità? L'approccio con cui i promotori del progetto hanno deciso di rispondere cerca di uscire dalla logica che vede come pilastro l'insegnamento della storia istituzionale, dal Patto Degasperi-Gruber allo Statuto del '72, per rendere l'autonomia un qualcosa di più tangibile, facendo capire ai ragazzi come questa impatti sulla nostra quotidianità.

 

È questo il principio alla base de “La storia in scatola”, l'iniziativa messa in pratica (o meglio, causa Covid, solo cominciata) dal professore di storia di una quarta del liceo linguistico Sophie Scholl di Trento, James Zanella. Oriundo trentino, tornato a vivere e a lavorare nella terra da cui i suoi nonni partirono in cerca di fortuna (precisamente da San Lorenzo in Banale), Zanella ha “approfittato” del suo vissuto e di un'idea del Museo storico per portare i suoi studenti a confrontarsi con il passato familiare.

 

Il progetto consiste nello scegliere un oggetto, che sia una lettera, una foto, o qualcos'altro, appartenente alla propria famiglia – spiega Zanella – e che risalga almeno alla seconda metà del '900. Da qui comincia un'indagine per collegarla alla storia trentina, una storia che ha visto il nostro territorio trasformarsi moltissimo in questo periodo, crescere in maniera eccezionale. È una storia dal basso, una storia personale che incrocia la storia locale”.

 

La prima parte consiste in alcune lezioni sulla storia locale – continua – una lezione è stata svolta dal ricercatore del Museo storico Tommaso Baldo, poi ci sarebbero dovute essere alcune lezioni in cui, a mia volta, introducevo delle conoscenze sulla storia locale. La seconda fase, invece, consiste proprio nel parlare dell'oggetto scelto dai singoli studenti. Ognuno lo deve fare in tre lingue, in italiano, inglese e tedesco. La terza fase, infine, consiste nel creare una presentazione o un power point in cui si riportano i risultati dell'esercizio”.

 

A causa del Covid, però, il progetto si è dovuto bloccare dopo solo una lezione. E così, la quarta coinvolta lo scorso anno, riprenderà il filo del discorso come quinta. “I ragazzi erano entusiasti – racconta il docente – con questo percorso avrebbero avuto la possibilità di studiare la storia locale, di arrivare a fare una parte che solitamente, per questione di tempo, non si riesce a fare. Ma niente paura, quest'anno ho deciso di partire dal presente, e si riprenderà anche questo progetto”.

 

Con una classe di una ventina di studenti, tra cui alcuni di origini non trentine, far capire e spiegare l'autonomia non è compito scontato. “Ci sono degli studenti con provenienze non locali ma anche gli autoctoni, per così dire, non conoscono la nostra storia – conclude – questo perché manca completamente lo studio della storia locale alle elementari come alle media. Si crede che qui siamo stati sempre Austria, ma non è così. E' un compito faticoso, vedremo più avanti cosa avranno imparato”.

 

Questa è la quinta puntata di "Autonomamente", progetto organizzato da Fondazione Museo Storico in collaborazione con Iprase, in cui Euregio Media Group svolge il ruolo di media partner. Le puntate precedenti sono consultabili nella sottocategoria "Autonomamente".

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