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Al liceo Russell si “simula” una petizione al Comune per avvicinarsi all'autonomia. “I ragazzi imparino come influenzare l'amministrazione”

Nella sesta puntata di “Autonomamente”, progetto del Museo storico di Trento in collaborazione con Iprase e diversi docenti di 7 istituti della provincia per avvicinare i ragazzi al tema dell'autonomia, i ragazzi del Liceo Rusell di Cles si immergono nei meccanismi che regolano i rapporti tra cittadinanza e amministrazione comunale. “Simuleranno una petizione al Comune, vedendo come reagisce l'amministrazione”

Di Davide Leveghi - 02 ottobre 2020 - 16:43

CLES. E' nei Comuni, specie i più piccoli, che la politica sfuma le sue grandi connotazioni ideali per divenire tangibile occasione di gestire una comunità. Qui il cittadino può concretamente provare a influire nelle decisioni dell'amministrazione, svolgere un ruolo da protagonista e non sentirsi un semplice numero nella massa degli aventi diritto al voto.

 

Avvicinare i giovani al funzionamento e alle dinamiche dei Comuni rappresenta pertanto un ottimo strumento per renderli cittadini consapevoli. Ed è per questo che, nell'ambito di "Autonomamente", progetto che vede la Fondazione Museo storico del Trentino, Iprase e dei volenterosi docenti di svariate scuole superiori impegnati in iniziative non convenzionali di avvicinamento dei ragazzi all'autonomia, due insegnanti del liceo Russell di Cles hanno deciso di dar vita ad un percorso che immerga gli alunni di altrettante classi nei meccanismi dell'amministrazione comunale, in particolare riguardo ai rapporti della cittadinanza con la macchina amministrativa.

 

Anche in questo caso, però, il Coronavirus non ha certo aiutato. Bloccato il progetto dopo alcune lezioni, il virus pone non pochi ostacoli sulla strada di un progetto pensato quando la pandemia non era nemmeno concepita, impedendo ad esempio ogni contatto tra le due classi coinvolte o dei ragazzi con gli amministratori. “Lo dobbiamo ripensare”, assicura Michele Retrosi, uno dei professori di storia promotori del progetto (assieme alla collega Silvana Castelli).

 

Il progetto consisteva inizialmente in una serie di incontri a cui dovrebbero essere seguite delle uscite e dei lavori di gruppo – spiega – due classi terze, una di indirizzo scientifico e la mia di indirizzo classico, dovevano acquisire delle competenze sugli strumenti utili ai cittadini per influenzare l'amministrazione. A noi stava a cuore, infatti, che i ragazzi imparassero come i cittadini possono fare pressione sulle amministrazioni locali affinché prendano delle decisioni, attraverso ad esempio petizioni o richieste”.

 

“Dopo un incontro sulla nascita dei Comuni e un altro con il segretario comunale di Cles, in cui ha spiegato ai ragazzi il suo ruolo, le sue funzioni e come funziona la parte non politica ma amministrativa e burocratica dei Comuni, saremmo dovuti proseguire nel percorso, ma il Covid ha bloccato tutto. A complicare ulteriormente le cose ci si sono messe le elezioni. L'idea infatti era di concludere tutto prima che si tenessero le elezioni. Ad ogni modo, prossimamente, i ragazzi incontreranno un assessore del Comune e un consigliere comunale, continuando nell'approfondimento sulla cittadinanza attiva”.

 

A concludere il progetto, come detto, una simulazione sul funzionamento dei rapporti tra cittadinanza e amministrazione, occasione per capire come essere futuri cittadini consapevoli. “I ragazzi avrebbero dovuto andare sul territorio, magari in gruppi, per capire quali problematiche possano stare loro a cuore, oltre che quali problematiche viva la comunità di Cles – continua – presa visione di questo, avendo già chiaro come funziona un Comune e quale siano le sue competenze, avrebbero dovuto simulare una richiesta concreta, vedendo quale risposta potesse dare l'amministrazione”.

 

Come può operare un cittadino qualunque all'interno del proprio territorio, influenzando il proprio amministratore? Questo è il senso. Chiaro poi che non tutti i ragazzi che frequentano questa scuola abbiano interesse su Cles. Molti vengono da altri Comuni, il bacino scolastico ricopre Val di Non e Val di Sole. Ciò che conta non è però l'interesse specifico su Cles, bensì il funzionamento delle dinamiche amministrative”.

 

Una quarantina di ragazzi, divisi in due classi ma uniti nel progetto, avrebbero dovuto così avvicinarsi ai meccanismi che regolano la vita pubblica. Avrebbero dovuto, il condizionale è d'obbligo, perché per forza il progetto dovrà essere rivisto, quantomeno nelle sue fasi centrali. “Ripartiremo con una parte storica – spiega Retrosi – riprendendo il filo di ciò che abbiamo fatto. Come da programma di terza, infatti, si è parlato dei Comuni. Divenute quarte, queste classi affronteranno allora il funzionamento dell'amministrazione in epoca teresiana, nell'Impero, durante il fascismo, quando il livello d'autonomia era pressoché nulla, fino alla Repubblica e all'autonomia così come la conosciamo”.

 

Capiranno come i Comuni si interfacciano con l'autonomia provinciale. Per ora, però, tutto è congelato – conclude – i ragazzi sono motivati, lavorando apprezzeranno il progetto e impareranno cose nuove”.

 

Questa è la sesta puntata di "Autonomamente", progetto organizzato da Fondazione Museo Storico in collaborazione con Iprase, in cui Euregio Media Group svolge il ruolo di media partner. Le puntate precedenti sono consultabili nella sottocategoria "Autonomamente".

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