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Capire l'autonomia attraverso la cooperazione agricola. "Insegniamo ai ragazzi che dietro agli slogan si nasconde la complessità"

Nella quarta puntata di "Autonomamente", progetto del Museo storico di Trento in collaborazione con Iprase e diversi docenti di 7 istituti della provincia per avvicinare i ragazzi al tema dell'autonomia, si parla del laboratorio organizzato da un'insegnante dell'Istituto agrario di San Michele per riflettere sulla cooperazione in agricoltura. “Non diamo soluzione preconfezionate, facciamo che i ragazzi comprendano la complessità”

Di Davide Leveghi - 16 settembre 2020 - 18:38

TRENTO. Conoscere l'autonomia attraverso la lente della cooperazione in agricoltura. È questa la missione dell'iniziativa lanciata in alcune classi dell'Istituto agrario di San Michele all'Adige (e non solo), inserita poi nel solco del progetto “Autonomamente”, promosso da Fondazione Museo storico del Trentino, Iprase e svariate scuole superiori trentine, per avvicinare i ragazzi al tema dell'autonomia.

 

Messa da parte, per una volta, la storia istituzionale che ha portato il nostro territorio a godere di questa particolare forma di governo, il progetto vuole declinare l'autonomia in pratiche e forme quotidiane, permettendo agli studenti non tanto di affrontare lo studio dei passaggi storici e istituzionali chiave, quanto di come questa si concreti nella quotidianità.

 

A San Michele, sede della storica Fondazione Edmund Mach, questa iniziativa non poteva che parlare di agricoltura. A gestirla, attraverso un laboratorio ed un gioco di ruolo, è stata la professoressa Romina Menapace, docente di gestione dell'ambiente e del territorio, che a causa del Covid ha dovuto fermare un progetto destinato a “sbarcare” in molte altre classi e altri istituti.

 

In principio avremmo previsto il laboratorio per tutte le classi quinte dell'Istituto di San Michele – spiega la stessa Menapace – su 9 classi previste, alla fine siamo riusciti a farlo 'solo' in 6. Allo stesso modo saremmo dovuti andare in 17 classi divise tra diversi istituti, in tutto il territorio trentino, ma il Covid ci ha permesso di farlo solo i 6/7. Oltre alle classi in cui non è stato possibile fare il laboratorio, non abbiamo concluso il progetto nella misura in cui non sono stati formati i facilitatori. Ad alcuni ragazzi, infatti, avevamo pensato per raccontare nelle scuole trentine cosa sia la cooperazione in agricoltura”.

 

Come hanno fatto i ragazzi, allora, ad avvicinarsi al tema dell'autonomia attraverso la cooperazione agricola? “Attraverso un laboratorio di 4 ore – spiega Menapace – in cui si introducevano con dei flash delle nozioni per far capire ai ragazzi che dietro agli slogan si nascondono elementi ben più complessi, anche in agricoltura. Ad esempio, è sempre meglio avere una filiera corta: è vero? E se parliamo di mele, ad esempio?”.

 

“Dagli slogan, dunque, i ragazzi passavano a riflettere sulle soluzioni ai diversi problemi – prosegue – attraverso un gioco con delle carte si trovavano, divisi in gruppetti da 6 o 7 a seconda della composizione della classe, di fronte alle diverse soluzioni da adottare per risolvere un determinato quesito. Quattro sono le principali tematiche su cui i gruppi dovevano dare una propria opinione: la gestione dell'agricoltura, coi meccanismi di governance che stanno trasformandosi anche nell'ambito della cooperazione, divenendo più piramidali e determinando un cambio nel ruolo dei soci e nei valori cooperativi”.

 

“In secondo luogo, l'innovazione in agricoltura: è sempre positiva? Se il consumatore, infatti, predilige la tradizione, forse gli agricoltori dovrebbero puntare a spiegare meglio come l'innovazione possa ad esempio introdurre dei miglioramenti nella lotta all'inquinamento. Il terzo e il quarto tema, infine, sono speculari. Vogliamo un agricoltura più specializzata? O forse un'agricoltura più attenta al turismo e al paesaggio?”.

 

Senza che una risposta venga indicata come giusta, i giovani si trovano così a dover riflettere su tematiche essenziali per il mondo agricolo. Tematiche che, intrinsecamente, esprimono il senso dell'autonomia, declinata nel modello gestionale e organizzativo dell'agricoltura trentina. “Per l'autonomia la cooperazione ha rappresentato un punto centrale – continua Menapace – nell'ambito del privato come nel pubblico questa concordanza tra autonomia e cooperazione si esprime nello spirito di mettersi assieme e nel mettere gli interessi di tutti davanti a quelli dei singoli”.

 

Avvicinare in questo modo i ragazzi all'autonomia, però, è efficace? “Bisogna parlare ai ragazzi della storia istituzionale – conclude la docente – ma per insegnare ai giovani di 17 o 18 anni cosa sia l'autonomia forse è più efficace capire come si vive. La cooperazione in agricoltura è una maniera di viverla. Con il gioco, poi, i ragazzi riflettono, visto che si stimola il loro pensiero autonomo. La risposta degli studenti è stata buona, per questo stiamo pensando di portare questa iniziativa anche al di fuori dell'ambito scolastico, riproponendolo ad esempio nelle cooperative”.

 

Questa è la quarta puntata di "Autonomamente", progetto organizzato da Fondazione Museo Storico in collaborazione con Iprase, in cui Euregio Media Group svolge il ruolo di media partner. Le puntate precedenti sono consultabili nella sottocategoria "Autonomamente".

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