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"Aprire una porta sul mondo". Dall'ex istituto psichiatrico al Marie Curie, gli studenti parlano d'autonomia organizzando visite guidate

Nella terza puntata di "Autonomamente", progetto del Museo storico di Trento in collaborazione con Iprase e diversi docenti di 7 istituti della provincia per avvicinare i ragazzi al tema dell'autonomia, si parla della visita guidata organizzata (e poi saltata causa Covid) in quell'edificio che ora è la scuola Marie Curie e che ospitò l'ospedale psichiatrico di Pergine Valsugana

Di Davide Leveghi - 27 agosto 2020 - 19:00

TRENTO. Sette scuole per otto progetti per spiegare l'autonomia ai ragazzi. È questo il progetto “Autonomamente”, frutto della collaborazione tra Fondazione Museo storico del Trentino, Iprase e alcuni volenterosi docenti di 7 istituti superiori trentini, impegnati nel declinare l'autonomia in pratiche e forme quotidiane, avvicinando così gli studenti a un tema tanto cruciale per l'identità e la vita dei trentini.

 

Non è però il solito percorso di storia istituzionale, quello a cui i ragazzi si sono approcciati (con tutte le difficoltà del caso imposte dall'emergenza sanitaria). È invece l'avvicinarsi a luoghi e storie che ci appartengono, calarsi in realtà che apparentemente hanno poco a che fare con il tema dell'autonomia ma che in verità permettono proprio di incrociarlo sul crocevia di storia locale, nazionale e europea.

 

Al Marie Curie di Pergine, ad esempio, una classe III, guidata dalla professoressa di storia Lorenza Pisoni, ha lavorato per dar vita ad una visita guidata nell'edificio della scuola, una volta famoso per aver ospitato l'istituto psichiatrico. Il progetto, non nuovo in quel luogo che ospitò tante persone già dall'epoca austro-ungarica, ricalca pertanto uno studio già compiuto qualche anno fa da un'altra classe, accompagnata anche in quel caso dal ricercatore del Museo storico Tommaso Baldo.

 

“Cerchiamo di rivalorizzare un lavoro già fatto – spiega Lorenza Pisoni, professoressa di storia responsabile del progetto – con uno studio di quell'istituto psichiatrico che ora è il Marie Curie. L'idea della visita parte dalle fonti offerte dal Museo storico, con un'attività laboratoriale in cui i ragazzi si sono avvicinati alla storia dell'edificio. Ogni ragazzo ha preparato una parte e per aprile, poi, sarebbe stata prevista la visita”.

 

“L'obiettivo è duplice: conoscere la storia locale da una parte e dall'altra riscoprire il ruolo dell'istituto per il territorio – prosegue – non a caso il nome del progetto è 'Tra passato, presente e futuro'. Ciò che vogliamo raccontare, dunque, è come questo luogo si sia trasformato nell'istituto scolastico che oggi conosciamo. Siamo partiti da un lavoro sulle fonti con il Museo, come detto, per poi analizzare diverse prospettive, da quella storica a quella della storia dell'arte e dell'architettura. L'occasione ha permesso inoltre di approfondire la storia della scuola trentina e della sua peculiarità come la storia della psichiatria. Come spesso accade in storia, quando apri una porta si aprono mondi”.

 

“E così ci siamo trovati a parlare degli Optanti e del programma eugenetico nazista, della storia italiana ed europea e della loro complessità, il tutto partendo da cose di cui i ragazzi hanno sempre sentito parlare, essendo connesso, l'istituto, alla storia familiare di molti di loro. Il collegamento tra locale, nazionale e internazionale apre uno squarcio anche sulla vicenda di un piccolo centro di provincia come Pergine. È qui che si trova il senso dell'autonomia trentina”.

 

Cominciato con i migliori auspici, il progetto si è però dovuto fermare a causa del Covid. E così, per ora, il bilancio non può che essere parziale, nell'attesa che finalmente si possa riprendere in mano la cosa, trovando un'eventuale soluzione che trasformi la visita dall'essere in presenza alla virtualità. “Il bilancio è positivo – racconta Pisoni – l'entusiasmo dei ragazzi elevato, peccato che ci sia dovuti bloccare. C'erano tante belle idee, i ragazzi avevano perfino pensato di fare delle magliette e un marchio. Si stava coinvolgendo anche un'altra classe, di indirizzo marketing, con cui lavorare per presentare e lanciare la visita”.

 

Inoltre la si vuole rendere appuntamento fisso nell'autunno, come momento per presentare la scuola ai nuovi allievi. Vista la situazione, però, probabilmente la visita verrà trasformata in virtuale. Stiamo già lavorando per il sito, arricchendo quello che già c'è. Il progetto, quindi, ha prospettive”.

 

Tra le sfide più interessanti nel raccontare l'autonomia alle giovani generazioni c'è sicuramente la presenza massiccia di ragazzi e ragazze di origine non trentina. Come si pone la questione della formazione all'autonomia in questo caso? “Tutto è molto personale, in realtà – spiega la professoressa – la storia ha la fortuna di essere una disciplina che permette di trovare agganci con le vicende familiari di tutti. Poi c'è il fatto che immergendosi nella storia del Marie Curie ci si immerge in un luogo pieno di storia, nell'edificio dove ogni giorno si va a scuola. L'emotività nell'insegnamento della storia è molto importante”.

 

“Per un verso, dunque, l'autonomia è molto più difficile da spiegare ai trentini che la danno per scontata o hanno pregiudizi inficiati dalla politica. Chi non ha origini trentine è invece più libero. Può capire perché sia nata, come sia nata e cosa permetta di fare. Fa domande diverse che noi non ci porremmo. Tutto, chiaramente, dipende da come la storia la si fa”.

 

Per ora, per la classe III (divenuta ormai IV) del Marie Curie, il progetto è rimasto sulla carta. Una raccolta di testimonianze familiari – molti perginesi hanno avuto legami personali con la vicenda dell'ospedale psichiatrico – arricchirà una visita già pensata nel suo “scheletro”. “Ogni visita dovrebbe essere aperta a gruppi di 20/25 persone, accompagnati da 2 ragazzi. Nelle diverse stanze dell'edificio gli studenti si divideranno poi delle parti da raccontare ai visitatori. Ognuno ha la sua”, conclude.

 

Questa è la terza puntata di "Autonomamente", progetto organizzato da Fondazione Museo Storico in collaborazione con Iprase, in cui Euregio Media Group svolge il ruolo di media partner. Le puntate precedenti sono consultabili nella sottocategoria "Autonomamente".

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