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Cane o lupo a Canazei? L'esperto: ''Corsa strana, forse esemplare debilitato dalla rogna. Ma anche se fosse nulla di straordinario. Serve buona informazione''

Da ieri spopola sui social e sui giornali locali il frame di un video che riprenderebbe un lupo a Canazei. Le altre testate non hanno avuti dubbi, noi ce li siamo posti chiedendo ai massimi esperti in materia e non ci sono certezze ma ''i lupi passeranno nei paesi. Succede ovunque - spiega Berzi - in Toscana abbiamo 109 branchi, voi 7. Bisogna spiegare alle comunità come comportarsi, altro che vigili, polizia e taser''. Scarian: ''Sembra più un cane. Comunque sbagliato fare terrorismo mediatico''

Di Luca Pianesi - 15 marzo 2019 - 18:54

CANAZEI. Non è sicuro sia un lupo ma se anche lo fosse sarebbe la dimostrazione di come, appena visti degli esseri umani, questo cambi direzione e fugga con la coda tra le gambe. E poi, a dirla tutta, saremmo a Canazei, uno dei comuni periferici (come Rumo, Ala, e Trento con il monte Bondone) dove vige il ''piano Fugatti'' e quindi dove le forze dell'ordine dovrebbero essere operative nel monitorare il territorio per evitare fantomatici pericoli sociali derivanti proprio dall'avvicinarsi dei lupi ai paesi. Insomma, anche in questo caso sarebbe la dimostrazione che gli spot politici non servono a niente e che se si cominciasse a fare buona comunicazione, sia da parte dei media che da parte della politica, forse la società sarebbe un po' meno incattivita, si ragionerebbe di più e si potrebbero trovare soluzioni più efficaci e concrete.

 

Ma andiamo con ordine. Ieri è stato diffuso da tutti gli organi di informazioni locali un fermo immagine preso da una telecamera di un albergo di Canazei e subito, senza nemmeno verificare la realtà della notizia, è stata condivisa gridando ''al lupo, al lupo'', un esemplare tra le case del paese. In queste ore abbiamo interrogato diversi esperti di lupi e ancora adesso non c'è concordanza di opinioni. Per qualcuno potrebbe trattarsi di un lupo effettivamente malato di rogna, perché comunque la sua corsa non è da lupo ''sano''. Per qualcun'altro da come si muove è più probabile sia un cane ma in ogni caso, tutti, sono concordi nel chiedersi: la notizia dov'è? 

 

''Siamo in piena fase di dispersione - ci spiega dalla Toscana Duccio Berzi che è uno dei massimi esperti italiani di lupi, che da decenni studia le loro abitudini - i giovani esemplari cominciano ad andarsene per cercare le femmine e per trovare nuovi territori quindi capita ovunque che lupi attraversino paesi e zone abitate. In Toscana succede da sempre, in Abruzzo pure. Non c'è tanto da stupirsi. I lupi non ci sono solo in Trentino. Qui da noi abbiamo 109 branchi, voi ne avete 7. Qualche esemplare lo vedrete passare, è fisiologico. Anzi voi tra piste da sci, impianti, paesi in quota avete il territorio che è più antropizzato che in altre regioni quindi è anche più facile. Ma non c'è da creare panico o allarmismo. Loro seguono le strade e i sentieri perché, come per noi, è più facile spostarsi e avere una visuale migliore attraverso un percorso già definito. Non c'è nessun mistero''.

 

Abbiamo inviato il video a Berzi già ieri sera per chiedergli informazioni e oggi ci ha spiegato che ''non sono pienamente sicuro che sia un lupo. Dal video non è chiaro. Mi sono confrontato con Enrico Ferraro (altro grande esperto, di San Martino di Lupari, che da tempo segue i branchi sull'Altopiano di Asiago e del quale spesso pubblichiamo fantastiche immagini e video riprese dalle sue fototrappole ndr) e siamo abbastanza d'accordo nel dire che potrebbe essere quell'esemplare malato di rogna che si aggira proprio vicino a Canazei. Per quello la corsa è così particolare. Gli esemplari che hanno la rogna tendono ad avvicinarsi ai centri abitati perché hanno il pelo più rado e quindi disperdono più velocemente il calore corporeo e cercano rifugio, soprattutto d'inverno. Da noi in Toscana, per esempio, come in molte zone del Centro Italia, a volte li trovano nelle stalle o nei fienili. Sono anche più deboli e quindi denutriti. Ma adesso, con l'arrivo del caldo, potrebbe uscirne, recuperare energie e forza e quindi tornare a fare il 'lupo' tra i boschi e lontano dal centro abitato''.   

 

Insomma il lupo, senza grandi ansie e psicosi sociali, potrebbe, da solo, nei prossimi mesi, allontanarsi dalle zone antropizzate. ''Ciò non toglie che la situazione va tenuta sotto controllo - prosegue Berzi -. Senza preconcetti e in maniera laica se il lupo si avvicina troppo spesso al paese e questo crea paura negli abitanti è bene intervenire per la sicurezza dell'uno e degli altri. Intervenire vuol dire spiegare alla comunità che non c'è da essere terrorizzati ma che è bene evitare certi tipi di comportamenti, come lasciare cibo all'aperto, per esempio alimenti per i cani o cose simili. Chiudere stalle o luoghi dove potrebbe trovare riparo. Piccoli accorgimenti. E poi segnalare gli eventi. In Trentino negli anni scorsi avete creato il più straordinario sistema di monitoraggio d'Italia e tra i migliori d'Europa. Avete i migliori esperti in materia e anche i forestali sono super competenti perché il fenomeno è stato gestito molto bene. Affidatevi a queste figure, altro che vigili, polizia, taser o altre trovate''.

 

E se il lupo dovesse diventare troppo confidente con gli esseri umani (ma non sembra assolutamente questo il caso) perché particolarmente malato e non in grado di riprendersi i suoi spazi allora, per Berzi, non ci sarebbe nemmeno problema a catturarlo o rimuoverlo per questioni di sicurezza, anche del lupo. L'approccio, lo ripete l'esperto toscano, deve essere sempre laico anche al fenomeno grandi carnivori. ''Spiace invece il tam tam mediatico - conclude Berzi - che si scatena ogni volta ma con i social ormai è così. Si carica un video o una foto senza nemmeno sapere bene che cos'è, cosa è successo e dove e scatta l'effetto panico. Ma tutto ciò è incontrollabile. I giornali, invece, dovrebbero pensarci un pochino di più prima di sparare certe cose, ma ormai siamo abituati anche a questo''.

 

''E' incredibile come già ieri sera un quotidiano locale dicesse che quello del video sarebbe un maschio allontanato dal branco - ci dice Paolo Scarian, che segue da anni questi straordinari animali in Val di Fassa e ha fototrappolato, spesso, proprio gli esemplari che gravitano nella zona di Canazei - perché quelle immagini non dicono nulla. Solo ipotesi, solo teorie che sparate in rete in questo modo servono a fare puro e semplice terrorismo mediatico. Dalla cavalcata e dalle dimensioni sembra più un cane che un lupo ma, per carità, potrebbe anche esserlo. La qualità del video resta comunque troppo bassa. Sarebbe bello che si facesse più informazione su questi argomenti e invece video come questi diffusi dai giornali senza riflessioni di sorta creano l'effetto opposto. Siamo al limite del procurato allarme, secondo me''.

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