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Lupi, i trentini chiedono più informazioni. ''Sì'' alla prevenzione e ''No'' agli abbattimenti, uno studio sconfessa la politica

Se la politica grida "al lupo, al lupo", prevede piani sperimentali tanto confusi quanto poco pratici, cancella la serata sui grandi carnivori, la popolazione sembrerebbe chiedere esattamente l'opposto, cioè gestire il grande carnivoro, aiuti per posizionare le contromisure e non abbatterlo, così come ricevere più informazioni

Foto Francesco Grazioli
Di L.A. - 09 aprile 2019 - 12:35

TRENTO. Il 74% dei trentini sostiene di sapere quanti lupi vivano nel territorio provinciale. Non solo, la maggior parte degli intervistati ha un atteggiamento positivo nei confronti del lupo e preferirebbe installare recinzioni e misure preventive piuttosto che abbatterlo. Quasi il 90% vorrebbe ricevere più informazioni sul predatore. E circa la metà degli intervistati pensa che la presenza del lupo possa favorire la nascita di una nuova nicchia di turismo. Questo in sintesi quanto emerge nello studio di Eurac Research, che nei fatti sconfessa la nuova politica provinciale. 

Un sondaggio dell'ente altoatesino che prende le mosse sulla situazione in Alto Adige e poi si allarga al Trentino. Sono 657 i partecipanti al campione, contro i 1.818 questionari raccolti in provincia di Bolzano. Nel nostro territorio la fascia di popolazione over 65 anni e quella con livello basso di istruzione sono sotto rappresentante, ma questo studio è indicativo della percezione in materia lupi.

 

Se la politica grida "al lupo, al lupo" (Qui articolo), prevede piani sperimentali tanto confusi quanto poco pratici, cancella la serata sui grandi carnivori, la popolazione sembrerebbe chiedere esattamente l'opposto, cioè gestire il grande carnivoro, aiuti per posizionare le contromisure e non abbatterlo, così come ricevere più informazioni.

 

Il questionario mette in luce l'importanza dell'informazione. Più il gradi di conoscenza sul lupo è elevato e più la presenza del predatore è accettata. Se la conoscenza è buona la "disponibilità" si attesta al 65,1%, mentre se il grado di consapevolezza è bassa la percentuale scende al 53,3%.

 

 

E simile è anche il sentimento che si respira in Alto Adige. Oltre il 70% dei 1.818 altoatesini che hanno partecipato al sondaggio online di Eurac Research vorrebbe sapere di più sul lupo, sul suo comportamento e sulla sua presenza in Alto Adige: il 43% degli intervistati non sa dire quanti lupi vivano nel territorio provinciale. 

 

Anche in questo caso la maggior parte degli intervistati sarebbe a favore di misure di protezione preventiva come recinzioni, cani da guardia o pastori. Insomma, la maggior parte degli intervistati accetta la presenza del lupo nella propria area di residenza e non ha paura di frequentare quelle zone in cui il predatore è stato avvistato.

 

Oltre ai questionari online, i ricercatori hanno svolto anche 46 interviste individuali con allevatori, cacciatori e rappresentanti del settore turistico di tutti i comprensori altoatesini. A fronte di un atteggiamento positivo della popolazione, gli allevatori, emotivamente ed economicamente colpiti dagli attacchi al bestiame, assumono una posizione più critica.

 

"Gli allevatori - spiega Julia Stauder, ricercatrice di Eurac Research - hanno l'impressione di non ricevere sufficiente apprezzamento e sostegno da parte dei rappresentati delle istituzioni e della popolazione in generale. A loro avviso, la gente della città è insensibile alle difficoltà che gli allevatori devono affrontare quotidianamente per mantenere in vita quelle tradizioni così importanti per il turismo".

 

Non è altrettanto compatta la posizione degli operatori turistici: metà di loro teme effetti negativi sul turismo, l’altra metà ha un parere neutrale o vede persino il ritorno del lupo come la chance di conquistare una nuova nicchia di turismo. Questo studio ha dato voce anche ai turisti: attraverso un’agenzia sono stati contattati quasi 400 turisti provenienti da Germania, Italia, Austria e Svizzera.

 

Il 60% ha un atteggiamento positivo e si dice interessato ad attività all’aperto che riguardino il lupo. Il sondaggio è stato svolto dall’Istituto per lo sviluppo regionale di Eurac Research nell’estate 2018. Per la popolazione altoatesina i ricercatori hanno utilizzato un questionario pubblicato sul sito del centro di ricerca bolzanino e pubblicizzato tramite Facebook. L’Ufficio caccia e pesca di Bolzano ha offerto consulenza tecnica ai ricercatori per la realizzazione del questionario.

 

I 1.818 questionari compilati rispecchiano la composizione della popolazione altoatesina per genere e distribuzione territoriale. Per quanto riguarda l’età dei partecipanti, invece, lo studio non è rappresentativo: nel campione gli altoatesini sopra i 65 anni e le persone con basso grado di istruzione sono sotto rappresentati. 

 

"Questo studio è il primo contributo scientifico a un dibattito che ha toni molto emotivi - conclude Filippo Favilli, responsabile del progetto -. Ora si tratta di fornire informazioni e sostenere e accompagnare lo scambio tra tutti i gruppi di interesse. Questo e l’apertura al compromesso sono le basi per una gestione della fauna selvatica efficiente e di lunga durata”.

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